Templari in America

07.11.2014 14:35

                          I Templari in America

                                               (una ricerca di Marisa Uberti)

 

  • I Vichinghi e la prima diocesi cattolica in America (XII-XIV secolo)

 

Che gli Europei siano approdati nel continente americano ben prima della scoperta ufficiale attribuita a Cristoforo Colombo (1492), è cosa ormai accettata dal mondo accademico. A parte il leggendario viaggio del monaco iralndese Brendano, è certa la presenza dei Vichinghi a  Brattalhid, in Groenlandia, a partire dal 982 d.C., dove Erik il Rosso (vero nome Erik Thorvaldsson) gettò le basi per una vera e propria colonia, chiamata Colonia Orientale, nemmeno tanto piccola (si calcola che potesse arrivare a 6.000 persone). A livello archeologico i dati parlano: sono emersi una necropoli e un insediamento, scavati dagli anni '30 del XX secolo.

Erik veva sentito parlare di una "terra ghiacciata e inospitale" che un marinaio di nome Gunnbjorn aveva descritto circa 50-60 anni prima, essendoci arrivato dopo che una tempesta lo aveva portato fuori rotta, mentre navigava tra la Norvegia e l’Islanda. Il marinaio non vi era sbarcato, ma Erik il Rosso era determinato a farlo, e lo fece. Non vi trovò una terra desolata ma verdi praterie dove fondare fattorie e allevare animali (a quel tempo, infatti, il clima era più mite e l'isola meno ghiacciata di quanto sia oggi).
Pochi anni dopo di lui, l'islandese Bjarni Herjolfsson, scoprì per caso (anch'egli a causa di una tempesta che lo aveva portato fuori rotta) una nuova terra, probabilmente la punta settentrionale dell
’Isola di Terranova, ma la sua "scoperta" non destò molta eco, se non che uno dei figli di Erik, Leif, decise di ripercorrere le orme di Herjolfsson, acquistò la sua barca e approdò in una terra dove cresceva dell' uva selvatica, perciò la battezzò "Vinland",  letteralmente “Terra dell’uva”. Notare che quel tipo di coltura cresceva solo più a sud di Terranova.

Fu il fratello di Leif, Thorvald, a proseguire l'esplorazione della nuova terra, dove venne a contatto con i "selvaggi indigeni" ("Skraelinger), uccidendone alcuni e venendo a sua volta ucciso. Pare sia stato il primo europeo ad essere sepolto sul suolo americano!

La terza spedizione vichinga partita dalla Groelandia alla scoperta del resto del continente fu quella capeggiata da Thorfinn Karlsefni, che si portò non solo uomini ma animali, approdando in un luogo riparato sulla costa, che chiamò Hop.

Pare che il cristianesimo sia giunto precocemente a Gardar (Garðar) una cittadina nel sud della Groenlandia, che divenne in seguito  la sede episcopale: leggenda vuole che il Cristianesimo fosse stato introdotto in Groenlandia da Leif Eriksson (figlio di Erik) per volere del re di Norvegia; il padre (Erik il Rosso) si oppose alla nuova religione, ma sua moglie si convertì e fece costruire una cappella sulla loro proprietà.

 

                        

Localizzazione di  Gardar (Garðar), sulla punta meridionale della Groenlandia

 

Lo scopo della missione cristiana era quella di cristianizzare i pagani islandesi (vichinghi) che avevano fondato la colonia in Groenlandia. Nel X secolo, le popolazioni islandesi non erano ancora state convertite al Cristianesimo e la colonia che era partita per la Groenlandia era pagana, chiaramente. Nel frattempo, gli evangelizzatori dall'Irlanda erano passati in Islanda e non impiegarono molto a capire che dovevano raggiungere quella colonia per convertirla. Alcuni coloni che erano partiti pagani, ritornarono nella loro patria da cristiani (il primo tra questi fu Aré Marson che avrebbe ricevuto il battesimo nella colonia groenlandese, nel 983 d.C.). Il figlio di Erik il Rosso, Lief, tornando poco dopo nella madre-patria, incontrò il re-santo norevegese Olaus, diventando lo strumento della sua conversione alla cristianità. Quando Lief tornò nella colonia nell'anno Mille, era accompagnato da missionari cattolici di grado eminente, "imbevuti del vero spirito apostolico" -dovevano cioè essere particolarmente persuasivi- perchè non passò molto tempo che già la maggior parte degli Uomini del Nord America si convertì, divenendo cristiana. [1]. Chi erano quei missionari così potenti e di "grado eminente"? Non si sa ma la pietà e la dottrina delle chiese e dei conventi in Groelandia cominciò a competere con quella della madre-patria. Altro che misteri...Non avevamo mai pensato alla cosa in termini tanto importanti, prima di addentrarci in questa ricerca.

  • Si impone una riflessione doverosa: la Chiesa era perfettamente al corrente dell'esistenza di una terra extra-europea. Può esservi il dubbio che non avesse compreso che si trattasse di un "Nuovo Mondo"? Di un nuovo continente? Mah...

Perciò ho l'impressione che stiamo parlando di cose che la Chiesa conosce bene. Ci affanniamo a trovare tante prove, quando appare abbastanza semplice che il cristianesimo avesse varcato i profili europei già al tempo dei Vichinghi!

In accordo con quanto narrano le saghe nordiche, il libro ottocentesco di Richard Henry Clarke (dedicato alla vita dei vescovi morti in America e dedicato al Santo Padre Pio IX, quindi con un'impostazione del tutto diversa dalle saghe, per capirci) dà un quadro chiaro della situazione. Il primo vescovo che prende in considerazione, tra quelli defunti sul suolo americano, è quello della diocesi di Gardar, in Groenlandia. Nel capitolo fornisce molte informazioni correlate e conferma che tre personaggi di nome Thorwald, Thorstein e Thorfin si spinsero (in fasi succesive) ben oltre la Groenlandia. Lo scrittore afferma che essi raggiunsero le cose più a sud, dell'attuale Canada e New England [2], costeggiarono il Labrador e la Nuova Scozia [3] e, avventurandosi ancora più lontano, giunsero a Narragansett Bay [4]. i missionari cristiani andarono con loro? A quanto scrive Clarke il primo prete cattolico che mise piede sul suolo della Groenlandia fu Eric (Eiríkr Gnúpsson), un attivo e zelante missionario norvegese, i primo vescovo che "esercitò giurisdizione su ogni parte dell'America" (p. 16 del testo). C'è da intendere su quelle parti allora conosciute (!).

Erik si era fatto esperienza nel non facile compito di evangelizzare la Groenlandia e quando Thorwald, Thorstein e Thorfin iniziarono a colonizzare le terre appena scoperte, pare sia stato il primo ad intraprendere il lavoro missionario anche là. Ci mise così tanto santo zelo, faticando e servendo la fede, che ottenne grandi successi e nel 1120 si recò in Norvegia per chiedere alla autorità ecclesiastiche di fondare un episcopato nella nuova colonia e prevedere un'organizzazione della nascente chiesa. Grazie ai vescovi di Scandinavia, fu quindi possibile la fondazione della nuova diocesi, con sede a Gardar, e per il lavoro svolto, elessero proprio Erik quale vescovo per il primo episcopato d'America! Egli ricevette la consacrazione nel 1121 a Lund, in Danimarca, dalle mani dell'Arcivescovo Adzar [5].

Il prof. Gaspani nel suo bell'articolo pubblicato in questo sito, ci informa pure che "[...] ben presto la Chiesa cristiana si espanse ed influenzò notevolmente la vita dei coloni Groenlandesi. A Gardar fu costruita una piccola cattedrale; nella Colonia Orientale sorsero 12 chiese parrocchiali e nella Colonia Occidentale ne sorsero quattro, tanto che intorno alla metà del XIII secolo, la Chiesa possedeva o controllava circa due terzi dei migliori terreni da pascolo del Paese; la proprietà vescovile di Gardar contava più bovini persino della fattoria fondata da Erik il Rosso [...]".

Ma torniamo al primo vescovo, Erik, che venne nominato capo della diocesi di Gardar (Clarke la cita come "Garda") in Groelandia e di tutte le colonie norvegesi in America, che erano sotto la sua giurisdizione, compresa Vinland (terra che non è mai stata adeguatamente definita, comunque).  Tenendo fede alla sua missione organizzativa della nuova Chiesa ed evangelizzatrice tra i "selvaggi del Sud", non perse tempo a visitare la nuova colonia a Narragansett Bay accompagnato da un gruppo di zelanti missionari volontari e da una colonia (probabilmente persone che doveva insediare in quel luogo e forse anche coloro che già avevano colonizzato il territorio). Da quanto scrisse il Clarke, sembra di capire che Vinland fosse localizzata proprio qui: Erik decise infatti che la sua chiesa di Vinland non potesse essere separata da quella della Groenlandia, che camminava già con i propri passi (era fiorente e già stabilizzata), mentre quella appena nata di Vinland aveva più necessità di essere seguita e vi era incertezza sul suo futuro.

 

La diocesi in Groenlandia fu inizialmente suffraganea dell'arcidiocesi di Amburgo-Brema; dal 1126 al 1152 fu suffraganea dell'arcidiocesi di Lund. Dopodichè entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Nidaros assieme agli episcopati di Islanda, Isola di Man, Orcadi e Fær Øer. L'istituzione seguì le sorti degli insediamenti scandinavi in Groenlandia e decadde con essi; nel 1378 la Chiesa Cattolica la soppresse, a quanto pare per la distanza e la difficoltà nelle comunicazioni. La diocesi è stata istituita nuovamente nel 1996 con il nome di Dioecesis Gardensis, sebbene la religione predominante nella nazione sia quella Luterana (amministrativamente, la Groenlandia, appartiene al Regno di Danimarca).

Perchè negare a lungo la presenza europea in America prima di Colombo, quando vi era perfino una diocesi? Dalla Groenlandia non dev'essere stato difficile (teoricamente e tecnicamente) raggiungere le vicine coste americane del Canada o degli Stati Uniti, soprattutto per chi -vicino alla Chiesa Cattolica Romana- aveva mezzi e scopi per farlo. Ma non facciamo voli pindarici, atteniamoci ai fatti, sebbene si sia autorizzati a pensare che I Templari dovesssero conoscere l'esistenza della cattedrale di Garðar e dell'intera diocesi, essendo così vicini al Papa, di cui erano alle dirette dipendenze.

Sappiamo che il quarto vescovo di Garðar, Jón Árnason detto Smyrill  (capo della diocesi dal 1189 al 1209), si recò a Roma in pellegrinaggio tra il 1202 e il 1203, incontrando papa Innocenzo III; morì a Garðar nel 1209 e fu seppellito qui, probabilmente all'interno della cappella settentrionale della cattedrale. Perciò sappiamo che viaggi da e per la lontana Groenlandia se ne potevano effettuare e siccome i Templari (al pari di altri Ordini Gerosolimitani) avevano come finalità principale quella di proteggere e tuelare il transito dei pellegrini nei Luoghi Santi (e Roma era uno di essi), è più che possibile che ad accompagnare il vescovo vi fossero anche loro (e comunque giriamo la questione, loro sapevano di quella presenza cristiana in un "nuovo mondo").


 

Abbiamo fatto questa interessante premessa, che sembra non avere legami con i Templari, perchè c'è un particolare non trascurabile, che vedremo tra poco, che invece potrebbe collegarsi alle cosiddette "fantasie" che vorrebbero i Cavalieri del Tempio approdare sulle cose americane alla fine del XIV secolo.

Ma come, si dirà? A quell'epoca l'Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo era già stato soppresso da decenni (1312). Su questo non si discute, tuttavia sappiamo che molti membri erano confluiti in altri Ordini monastici, ad esempio nel 1317- cioè anni dopo la loro soppressione ufficiale- il papa permise ai Templari tedeschi di transitare negli Ospitalieri in modo indenne (ma dov'erano stati in questo periodo?) e nel 1318 comandò ai Francescani e ai Domenicani del Regno di Napoli di mantenere i Templari sopravvissuti. Molti Templari confluirono negli Agostiniani e nei Cistercensi oin altri Ordini. In alcune nazioni vennero costituiti nuovi Ordini religiosi appositamente per accogliere i Templari, come accadde in Portogallo, dove il re Dionigi I ottenne dal papa la costituzione dell'Ordine dei Cavalieri dell'Ospedale, da lui istituito per difendere il regno dagli Infedeli. Accadde anche in Spagna, dove il re istitutì due ordini: quello di Cristo, nel 1318, per continuare la lotta contro i Mori, e quello di Montesa, posto sotto la giurisdizione dei Cistercensi. Un certo numero di Templari sarebbero stati accolti in Svizzera (la loro abilità come banchieri sarebbe confluita nella moderna finanza elvetica!), ecc.

Alcuni sostengono che i Templari, conoscendo il "segreto" dell'esistenza del continente americano (raggiunto proprio partendo dal porto de La Rochelle) e delle sue ricchezze aurifiere e argentifere, furono per questo annientati e dispersi. Un segreto dunque meno spirituale e più materialista, che suscita delle perplessità anche perchè avrebbe dovuto prendere corpo quando l'Ordine era attivo e inevitabilmente doveva avere la connivenza di alte, altissime sfere.

Una notevole produzione letteraria "alternativa" a quella storica è sorta da alcuni decenni, tuttavia l'impressione è che si lavori con molti "copia/incolla", senza fornire appigli validi che trasformino incontrovertibilmente le ipotesi in dati concreti.

Se seguiremo il prosieguo del discorso, tuttavia, le cose potrebbero risultare meno campate in aria di quanto si possa pensare (sapete che ci piace stare con i piedi per terra).

  • Ma i Templari francesi che fine fecero? Dopo i processi e le torture per estorcere loro confessioni, molti sopravvissero e altri finirono al rogo. Esiste però una certa parte di Autori secondo i quali molti Cavalieri del Tempio sarebbero sfuggiti all'arresto del 13 ottobre 1307 ordinato dal re Filippo il Bello. In che modo? Ecco entrare in scena ancora una volta la città de La Rochelle: qui una flotta di ben diciotto navi avrebbe portato i membri dell'Ordine (anticipando, evidentemente, la cattura) in due direzioni: 

-in Portogallo, momentaneamente presso il già citato re Dionigi I, e poi per una destinazione che ancora nessuno ha chiarito (o forse si fermarono, entrando appunto nel neo-costituito Ordine dei Cavalieri dell'Ospedale)

-in Scozia, trovando accoglienza presso il re Roberto I Bruce dove - in cambio - aiutarono il suo esercito a respingere i tentativi inglesi di invasione (Battaglia di Bannockburn, 1314). Ad impresa vinta, il sovrano avrebbe nominato i Templari membri onorari dell'Ordine di Sant'Andrea presso il Capitolo della Loggia di Kilwinning [1]. L'elite templare che portava avanti una "tradizione sapienziale" avrebbe trovato, in quel contesto, terreno fertile. Depositari di un codice cavalleresco che tramandava un messaggio esoterico profondo, lo stesso sul quale anche i Costruttori o Maestri Muratori medievali si ispiravano (e che affondava le origini nella saga di Hiram, l'architetto responsabile della costruzione del primo Tempio di Salomone a Gerusalemme), i Templari sarebbero divenuti- in quest'ottica- i depositari di conoscenze da mantenere segrete ai più. Questa tradizione avrebbe attraversato i secoli, adattandosi ai mutamenti culturali, politici, sociali, cambiando pelle come un camaleonte, un po' alla stregua degli alchimisti ispirando, nel XVIII secolo, l'ideale massonico (divenuto speculativo e non più operativo) di Libertà, Fraternità, Uguaglianza che, dall'Europa, si è esteso in tutti i continenti, e nel corso del tempo si è anche ammantato di tinte fosche.  In questa sede non ne discuteremo, puntando invece l'attenzione su un personaggio molto interessante, che entra nella storia quando i Templari sono già scomparsi ufficialmente dalla scena.

 

  • L'affare Sinclair

Torniamo alla soppressione dei Templari e a quanto, secondo diversi scrittori, sarebbe avvenuto, per il gruppo rifugiatosi da La Rochelle in Scozia. Tramite il conte scozzese Henricus Sinclair, nato nel 1345 nel castello di Rosslyn (presso Edimburgo), si sarebbero create le condizioni per raggiungere il Nuovo Mondo nel 1398. Anzitutto mi sono chiesta quale effettivo legame vi fosse tra i reduci Cavalieri del Tempio e questa famiglia, a quel tempo. Diverse sono le posizioni degli studiosi: ad esempio gli autori Mark Oxbrow e Ian Robertson in "Rosslyn and the Grail", Edimburgo, 2005 sostengono che i St. Clair di Rosslyn testimoniarono contro i Templari al loro processo a Edimburgo nel 1309, il che farebbe ritenere che non corresse quello che si dice "buon sangue". Non conoscendo i contorni della questione, passiamo però a quando i Templari esuli furono accolti dal re di Scozia, dopo la soppressione, e si distinsero nella battaglia contro il re inglese Edoardo II, così come si distinse, dicono le cronache, un certo sir Henry Sinclair (1275-1336) che combattè in modo impressionante e la sua leadership fu premiata con la concessione di maggiori terre.  Se di questo personaggio non si hanno notizie, è di un suo discendente che ci dobbiamo occupare, tra l'altro omonimo, nato nel 1345, IV barone di Rosslyn e I conte delle Orcadi. Perchè proprio insieme a lui, i Templari si sarebbero imbarcati per l'America nel 1398.

Lasciando da parte, in questa sede, i manufatti che spessissimo vengono citati quali "prove" della presenza dei Templari in alcune località americane (l' inespugnabile “pozzo” di Oak Island e le rovine misteriose di questa piccola isola, ilcui sottosuolo è pieno di caverne, ideali per nascondere un "tesoro", I due primitivi cannoni ritrovati al largo di Rhode Island, la stele di Westford nel Massachusetts, la stele Sinclair, sempre in Massachusetts, ecc.), vorremmo cercare di stabilire se esistesse una "logistica" che rendesse possibile il viaggio, quali sono i documenti che potrebbero avvallarlo e le ragioni.

Ormai è scontato trovare notizie on-line che citano la "carta e la mappa" di Niccolò Zeno, navigatore italiano, come testimonianza dell'avvenuto viaggio. Ma in quel documento c'è mai il riferimento ai Cavalieri del Tempio? Abbiamo fatto una ricerca e cerchiamo di riassumere i punti focali:

  • Secondo alcune libere interpretazioni, Henry Sinclair, i reduci templari e Zeno avrebbero fondato una colonia oltremare, che doveva chiamarsi “Arcadia”. Tutto nasce da una documento pubblicato nel 1558 (quindi molto tempo dopo) da un discendente di Niccolò Zeno, suo omonimo, che disse di aver trovato in un magazzino di famiglia, a Venezia, una carta e una mappa redatte dai suoi antenati (Niccolò ed Antonio Zen, cognome di origine dei due). In essa si raccontava una storia meravigliosa quanto suggestiva: Niccolò, durante un viaggio nelle Fiandre via mare, avrebbe fatto naufragio a causa di una tempesta in una delle isole Fær Øer (ma la località non è sicuramente questa), venendo soccorso e ospitato (insieme alla sua flottiglia), dal signore del luogo, che chiama Zicmi che sosteneva di essere vichingo per parte di madre, vassallo del regno di Norvegia e feudatario delle Isole Orcadi. Il conte, avendo bisogno di valenti marinai, trattenne al proprio servizio Niccolò il quale chiamò a sè anche il fratello Antonio al quale, tempo dopo, un pescatore che tornava in patria dopo 26 anni di assenza, narrò di una terra favolosa, un'isola che lui chiamava Estotiland – che dovrebbe essere stata la Nuova Scozia – dove era stato raccolto e portato dalla gente del luogo in una città popolosa. Secondo il racconto del pescatore, quella popolazione aveva già avuto contatti con gli Europei, poichè avevano visto libri in latino, nella libreria del re, ma che non sapevano più leggere in quella lingua; estraevano ogni sorta di metalli, soprattutto oro. Facevano la birra, coltivando l'orzo, ma anche il grano; commerciavano con Engroveland (identificata con la Groenlandia), da dove traevano pellicce, zolfo e pegola; verso il sud di quel paese si trovava una terra molto popolata e abbondante di oro. Costruivano a muraglia, facevano navigli e navigavano, non avevano però la calamita, nè individuavano, sulla bussola, la Tramontana.

Ora, parrebbe di dedurre che quella popolazione potesse essere discendente dalla colonizzazione vichinga, la quale si era spinta sicuramente fino all'isola di Terranova e forse anche nella Nuova Scozia. Ricordiamo che Terranova venne ufficialmente scoperta da Giovanni e Sebastiano Caboto che l'avvistarono nel 1497 e le diedero il nome "Terra Nuova" (che è situata proprio di fronte alla costa orientale del Canada).

 

  • Zicmi, udito il racconto che Antonio Zeno gli riportò, volle raggiungere quei territori, organizzando una spedizione; raggiunta Icaria (Terranova?), non sarebbero sbarcati per l'ositlità degli indigeni, ripiegando verso Nord e giungendo, il 2 giugno 1398, sulla punta meridionale della Groenlandia, dove adesso è Capo Farvel che chiamarono Promontorio della Trinità.

 

Ma chi era Zichmni (o Zicmi), citato nella carta dei fratelli Zeno?  Secondo alcuni critici egli sarebbe da identificarsi con Henry (O Enricus)  Sinclair, secondo altri non si riferirebbe affatto a lui (una delle varie ipotesi è che si trattasse di Enrico di Siggen, maresciallo dei conti d'Holstein, invasore-a quei tempi- dello Slesvig). La questione si potrebbe risolvere se si stabilisse con certezza dove Niccolò Zeno (seniore) approdò dopo la tempesta.

Ancora oggi certi Autori considerano poco credibili le narrazioni della carta zeniana, sostenendo che Niccolò Zeno (junior) pubblicò un falso nel 1558, cioè carta e mappa non risalirebbero al 1398 ma al tempo suo, quando le scoperte geografiche erano già avanzate. Questo perchè la mappa presenterebbe delle incongruenze, tra cui la maggiore è ravvisata nella

  • Frislandia, nota anche come Frisland, Frischlant, Friesland, Freezeland, o Frixland, isola che non è mai stata individuata nella realtà (qualcuno sostiene sia la Frisia, altri le isole Fær Øer). Si tratta di un caso cusioso: l'isola -fantasma appare su pressoché tutte le mappe dell'Atlantico settentrionale dal 1560 fino al 1660. Non prima, ecco perchè i detrattori dell'autenticità del documento sostengono che nel 1398 non avrebbe potuto essere inserita, ma nel 1558 si, e lo avrebbe fatto Niccolò Zeno (discendente) per rivendicare la scoperta dell'America da parte dei veneziani (Krarup, F. "Zeniernes Rejse til Norden, et tolknings forsoeg" (I viaggi degli Zeno al Nord, un tentativo d'interpretazione),  Copenaghen, 1878, con due carte; pp. 32).
  • la posizione coricata o obliqua dell'Islanda e della Groenlandia

Sono stati molti gli studiosi che hanno analizzato questi documenti e la mappa che era allegata ad essi (o perlomeno così li pubblicò, insieme, quel Niccolò Zeno nel 1558) e le opinioni sono veramente discordanti. Ho voluto leggermi anch'io qualche autorevole parere, come "I viaggi e la carta dei fratelli Zeno veneziani (1390-1403), di Cornelio Desimoni (1813-1899), secondo studio (ne aveva fatto uno in precedenza, nel 1878), Archivio Storico Italiano, digitallizzato per Internet Archive dall'University of California Library, 2006. Il volume venne pubblicato nel 1923. Nel piccolo saggio (44 pagine), l'autore considera le varie tesi che erano state proposte (fino al suo tempo) nel corso del tempo, compresa quella che egli aveva descritto in un primo studio sull'argomento (che evidentemente lo appassionava molto). Soprattutto prese in esame i quattro studi più recenti che apportavano, a suo dire, delle novità rispetto a quanto pubblicato precedentemente, impegnandosi a tradurre quei testi (tutti stranieri) perchè riteneva vergognoso ignorare ciò che gli stranieri pensassero, dicessero o scrivessero sui fatti onorevoli che riguardassero le imprese italiane, e in questo specifico argomento gli premeva conoscere il loro pensiero, per capire se confermassero, mettessero in dubbio o negassero. Credo sia una ottima maniera di fare ricerca! I quattro autori che dunque esaminò furono: l'archivista danese  Fed. Krarup (1878), l'ammiraglio inglese Irminger (1879) ; il naturalista danese dott. Steenstrup (1882) e lo svedese, celebre scopritore, dott. Nordenskiold (1882).  Non possiamo naturalmente dare conto di ciascuna opinione ma nel complesso del suo lavoro, Il Desimoni, nonostante riconosca delle inesattezze cartografiche (scusabili, in parte, con i mezzi disponibili alla fine del XIV secolo), riteneva la mappa zeniana sostanzialmente autentica. Egli concordava poi con chi riteneva la Frislandia zeniana la rappresentazione delle Isole Fær Øer, che nella realtà sono un gruppo di isolette intersecate tra di loro da molti canali contigui, mentre sulla mappa si vede più un "piccolo continente" attorniato da poche isolette. Ciò sarebbe stato dovuto al fatto che lo Zeno (juniore) aveva trovato quella mappa, insieme a carte e lettere dei suoi antenati, in  uno stato penoso, marcia per l'umidità tanto che aveva dovuto metterci le mani per renderla "all'antico fiore", cioè per poterla rendere leggibile. Nonostante lo Zeno juniore si pregiasse del risultato, il Desimoni rimarca come quell' "aggiustamento" avesse alterato la realtà, perchè incompetente: nel caso delle Fær Øer, avrebbe ignorato la loro reale geografia (con i canali, ecc.). Suggerendo ai lettori che stanno seguendo questo articolo di scaricare dalla rete questo interessante libro, dove si trovano molti spunti interessanti perlopiù sconosciuti, possiamo procedere a delle conclusioni:

 

  • in tutto il racconto degli Zeno (preso come autentico) non vi è alcuna menzione di Cavalieri Templari, al seguito della spedizione; ma nessuno può escludere che vi fossero, dopotutto, specialmente se essi fossero stati presenti sotto mentite spoglie (visto che erano stati soppressi), cioè in incognito (oppure come cavalieri dell'Ordine di Sant'Andrea creato dal re scozzese Roberto I anni prima?)
  • Chi era veramente Henry Sinclair?  Io non so se possa essere lo Zicmi o Zichmi citato dai fratelli Zeno (non lo credo e capirete perchè) ma ho scoperto qualcosa di molto importante. Ricordate che all'inizio abbiamo parlato della diocesi in Groenlandia, a Gardar? Mi era venuto il sospetto che egli potesse essere l'Henricus che compare nella lista dei vescovi (menzionato nel 1386). Mi aveva colpito il fatto che i precedenti prelati avessero nomi vichinghi (quanto meno marcatamente nordici), mentre lui apre una lista di vescovi dal nome latino. L'elenco prosegue, tra l'altro, fino al 1537, e contempla vescovi appartenenti ad alcuni ordini religiosi come i Francescani, gli Agostiniani, i Benedettini... Potrebbe essere stato proprio lui, Henry Sinclair, il vescovo in Groenlandia? Altrimenti, chi era quell'Enricus, che compare tra i vescovi di Gardar nel 1386? La diocesi fu soppressa nel 1378 e venne assoggettata all'arcidiocesi di Nidaros, insieme a quelle d' Islanda, dell'Isola di Man, delle Isole Orcadi e delle Isole Faroe. Anche perchè, nel 1400, non abbiamo più notizie di abitanti in Groenlandia, per probabile cambiamento climatico
  • Certamente, il nostro scozzese fu vescovo, come ho trovato, e non ci sono molte possibilità di confonderlo con qualcun altro:

"Chiamato anche Henricus a San Claro ed anche Senkler Orcadum Comes, era insieme vescovo di quelle isole e fu con altri vescovi e principali del Regno di Norvegia chiamato dalla regina Margherita per la destinazione del futuro suo successore al trono" (Pontano, cit. in Di Marco Polo e degli altri viaggiatori veneziani più illustri, di Placido Zurla, 1818, p. 50). Con altri vescovi, questo Enricus Orcadensis nonchè Vigletus Feroensis si radunò nel 1394 ad Edimburgo, per chiedere al popolo di erigere nuove chiese, a favore della Religione e con il favore della Regina. Il Pontano, riportato dallo Zurla, affermava quindi che Henry Sinclair fosse al contempo conte delle Orcadi e vescovo della diocesi cui appartenevano (come già abbiamo detto, la diocesi di Gardar, in Groenlandia, entrò a far parte dal 1152 della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Nidaros assieme agli episcopati di Islanda, all'Isola di Man, alle Orcadi e alle Fær Øer). Secondo me, era lui il vescovo e doveva conoscere piuttosto bene quella terra, che già i vichinghi avevano colonizzato. Un altro Sinclair, Robert, compare tra i vescovi della diocesi delle Orcadi il 27 gennaio 1384, e venne nominato vescovo di Dunkeld il 1 febbraio 1391. Una curiosità: era di obbedienza avignonese.

Ecco la ragione per cui non ritengo logico che Zicmi fosse il Sinclair, poichè quest'ultimo conosceva già benissimo la Groenlandia, mentre Zicmi (forse un principe combattente) a quanto pare no, e la voleva raggiungere a ogni costo, affascinato dai racconti svoltisi con i fratelli Zeno, ammettendo che questi si siano realmente svolti.

Perciò, secondo questa mia interpretazione, che i Templari siano andati al seguito di una presunta spedizione nel 1398 non aggiunge nè toglie nulla alla loro presenza in America, perchè l'amicizia con il clan dei Sinclair (e soprattutto con il vescovo Enricus) avrebbe potuto facilitare il loro trasferimento in Groenlandia e nelle terre vicine, come il Canada e, da lì, gli States, indipendentemente. Dirò di più: uno dei vescovi

 

 

 

 

 

 

 

 

La grande epopea dei Templari non ha lasciato molte tracce in situ, agli occhi del visitatore, tuttavia nei toponimi perdura la memoria, e gli scavi hanno restituito i reperti che hanno ripreso a parlarci di loro.  Assicuriamo che è emozionante trovarsi lì ed aggirarsi nel quartiere in cui loro vissero, intessendo rapporti con le più grandi potenze dell'epoca, gestendo ricchezze ingentissime, amministrandole con perizia. Con fatica possiamo immaginare come fosse la maestosa chiesa di Nostra Signora del Tempio, ma percorrendo quelle vie sembra di sentire riecheggiare i rituali, o di vedere le scene frettolose che dovettero accompagnare i frangenti dell'arresto dei Cavalieri il 13 ottobre 1307.

Lasciamo il quartiere e ci dirigiamo alle Torri, splendidi baluardi dell'antico sistema difensivo della città. Dalle terrazze lo spettacolo è unico: gli occhi sono abbagliati dal sole all'orizzonte, che sembra far cadere nell'oceano tante piccole pepite d'oro. Il Canada, al di là di questa immensa distesa d'acqua, si trova alla stessa latitudine de La Rochelle e ancora non abbiamo dipanato la matassa dei favolosi quanto leggendari viaggi americani dei Templari! La marea si alza e si abbassa, scoprendo e ricoprendo, come accade ai misteri che accompagnano la storia templare.

 

 

[1] Richard Henry Clarke, A.M. "The lives of the deceased Bishops of the Catholic Churc in The United States, vol. I, New York, P. O'Shea, 27 Barclay Street, 1872. L'autore nacque nel 1811 e morì nel 1899.

[2] La Nuova Inghilterra (in lingua inglese New England) è una regione degli Stati Uniti situata nella parte nordorientale del paese. Insieme al Medio-Atlantico forma la regione censuaria del Northeast. Si affaccia sull'oceano Atlantico ed è attualmente formata da sei stati: Maine, New Hampshire, Massachusetts,Vermont, Connecticut, Rhode Island

[3] Narragansett Bay è una baia ed estuario sul lato nord del Rhode Island Sound. Costituiscono più grande estuario del New England, che funziona come un porto naturale ampio, e comprende un piccolo arcipelago (40 isolette). Piccole parti di esso si estendono in Massachusetts.

[4] La penisola della Nuova Scozia (in gaelico scozzese Alba Nuadh) è attualmente una provincia Federale del Canada, sull'Oceano Atlantico. Si estende a nord-est dello Stato americano del Maine ed è connessa alla terraferma da una piccola striscia di terra.

[5] Su Wikipedia si trova una data diversa, il 1122. "Il primo vescovo (di Groenlandia e Vinland) fu nominato da papa Pasquale II nel 1112; si chiamava Eiríkr Gnúpsson (in danese Erik Gnupsson e si può considerare il primo vescovo cattolico dell'America".

[5] Sebastiani, Angelo "La luce massonica", vol IV, "L'essenza del rito scozzese antico e accettato", Hermes Edizioni, Roma, 1993