La chiesa templare di San Filippo de' Plano a Osimo (AN)

                                                                      (Marisa Uberti)

 

                                   

 

In una bella giornata di sole siamo tornati ad Osimo per visitare la chiesa dei Templari, finalmente restaurata grazie all’opera di due cultori di storia e natura locale, Sara e Alberto Mazzocchi i quali, acquistato il podere su cui sorgeva la Precettoria Templare, hanno acquisito anche la chiesa. L’inaugurazione dell’edificio è avvenuta sabato, 28 giugno 2014, con una S. Messa e grande partecipazione di pubblico, ma la scrivente (sempre in anteprima, per questioni logistiche questa volta) è andata il giorno antecedente, il 27, grazie alla disponibilità dei proprietari, che ringrazio vivamente.

Raggiungere la chiesa non è difficoltoso; uscendo dall’Autostrada (Ancona Nord) si profilano all’orizzonte le dolci colline che, facendosi sempre più vicine, conducono alla località Casenuove di Osimo, in via Commenda (per maggiori informazioni vedere qui).

La chiesa sorge su una modesta altura e la si vede bene dalla strada. Ci si deve fermare a metà della salita, per respirare quell’atmosfera d’altri tempi. Il caldo colore del mattoncino rosso contrasta con il cielo azzurro e la vegetazione verdeggiante: è una sensazione quasi estatica.

Sara ed Alberto, provenienti da Bergamo e innamoratisi di questo luogo, hanno trasformato la Precettoria Templare in un B&B “Templari nelle Marche”, semplice e raffinato, magnifico e storico, dotato di ogni confort ma con una particolarità fondamentale: hanno scelto materiali e vernici naturali[1] per il restauro dell’intero complesso, limitando l’uso del cemento armato per i muri portanti. Ci sono voluti tre anni per rimettere in sesto la struttura e i terreni ma il risultato è lì da vedere! C’è molto legno (che laddove è stato possibile è originario); nella struttura non v’è wi-fi o apparecchi senza fili in grado di emettere onde elettromagnetiche (ma tranquilli internauti, ci sono cavi per connessioni ADSL). 

Grazie alla struttura in mattoni delle pareti, le eventuali onde provenienti dall’esterno, vengono schermate realizzando la precisa scelta di isolare gli abitanti dall’inquinamento elettromagnetico.

 

  • La chiesa di San Filippo Apostolo (detta de’ Plano) racchiude numerosi segreti, alcuni dei quali ancora da svelare, naturalmente. Notizie documentarie si hanno a partire dal 1167, quando i Templari si stabilirono qui. La Precettoria è considerata la più importante della regione per estensione territoriale e per influenza esercitata dai Templari qui presenti nel tempo in cui l’amministrarono. Curiosamente, quando l’Ordine venne soppresso (1312) la chiesa non passò subito all'Ordine di San Giovanni anzi solo nel 1453 troviamo traccia del passaggio di proprietà. Ciò sarebbe spiegato dal fatto che i Templari continuarono a vivere nel territorio osimano, grazie alla stima e alla fiducia che avevano creato negli anni precedenti.

                                                                                                            

                             

                                   Quadro presente nel B&B "Templari nelle Marche"

 

 

Il complesso chiesastico faceva parte di una struttura organizzata secondo la tradizione monastica, che prevedeva anche aree da adibire alle attività di sostentamento della comunità e alla produzione commerciale. Le merci erano di tipo alimentare (carni, come cereali, olio, legumi e zucche) o artigianali (tessuti, pentole, rame) ed erano destinate ai fratelli combattenti  in Terrasanta; esse raggiungevano il porto costiero di Numana tramite chiatte fluviali (il Musone era allora navigabile). Nel XIII secolo, la Precettoria è probabile avesse una proprietà di circa 350-400 ettari ed era costituita da un esteso corpo centrale con pescheria, vigne e campi; a poche centinaia di metri, sul Musone, aveva un bel mulino che ha continuato a funzionare fino a pochi anni fa ed è conosciuto come Mulino S.Filippo.

 

  • Un luogo strategico. E’ stata documentata la presenza di una necropoli dei Galli Senoni, risalente alla metà del IV sec. a.C. (una a Santa Paolina e una proprio a San Filippo) nochè il più grande insediamento produttivo oleario e vinario marchigiano di epoca romana, segno che qui si trovava in antico un punto ben noto e strategico, dove si incrociavano due grandi strade commerciali: la Salaria (che scendeva da nord) e la Flaminia (che risaliva dal sud), inoltre era uno snodo viario tra Jesi (Aesis), Osimo (Auximum), Cingoli (Cingolum) e Numana (porto piceno). Fino al XII secolo si perdono però le tracce dell’area, nei documenti, per ricomparire nel 1167.E’ probabile che una chiesa precedente dedicata a san Filippo Apostolo, abbia avuto vita prima della Precettoria Templare.

 

La scelta dei Cavalieri di stabilire qui la sede di una Precettoria si può legare a diversi fattori: appunto la posizione strategica come s’è appena detto, la fertilità della terra, la presenza dell’acqua, la mitezza del clima, l’ambiente naturale protetto e quieto (ma ben collegato),

La Precettoria, nel medioevo, fu contesa perché, oltre alla posizione strategica, era diventata molto florida, sotto la gestione dei Templari; si ha notizia di controversie tra i Cavalieri e il Vescovo osimano. Don Cesare Massacesi, nelle sue Memorie Storiche (1937), scrive che “Questi Cavalieri Templari, nel 1211 sotto il vescovo Gentile o Sinibaldo I e nel 1271, sotto il Vescovo S. Benvenuto, ebbero a questionare con la Curia Osimana perché non volevano pagare le decime o cattedratico, consistenti in un puledro l’anno e altre regalie per certi terreni che la Mensa Vescovile di Osimo aveva ceduto in enfiteusi ai suddetti Templari”.

La Precettoria di Casenuove era strettamente correlata agli altri possedimenti dei Templari nella cittadina di Osimo e luoghi limitrofi, controllando l’accesso alle Porte. Nella chiesa avvenivano solenni cerimonie di investitura cavalleresca, com'è attestato da alcune fonti documentali.

E’ certo che l’edificio abbia subito vari rimaneggiamenti, pur tuttavia mantenendo verosimilmente le dimensioni originarie. Conobbe un periodo di abbandono, culminato con la sua “ricostruzione” avvenuta nei primi anni del 1700, e completata, nelle forme visibili anche oggi, con l’aggiunta di una sacrestia dietro l’abside.

Il restauro, terminato nel 2012, è stato eseguito su commissione di Alberto e Sara Mazzocchi in modo conservativo, per permettere di mantenere le caratteristiche dell’edificio fedeli a quelle originarie.

 

  • Un “luogo di energia”. La chiesa di San Filippo de’ Plano è costituita da una sola navata, senza abside, ha pianta rettangolare ed era dotata di tre ingressi, un cimitero sul lato meridionale e una fonte. Tra l’altro un pozzo è tutt’ora visibile poco distante dall’edificio. La navata è disposta sull’asse N-S; entrando dalla porta principale si apprezza l’altare rettangolare rivestito di mattoncini, il cui interno è risultato cavo. Sopra di esso una copia del dipinto (che fu rubato) che funge da pala d’altare e raffigura la Madonna con Bambino, San Filippo e San Giacomo[2].

                                     

                                                       Dettaglio del dipinto

 

Vi sono due punti particolari cui prestare attenzione, specialmente per chi è sensibile alle (vere o presunte) energie di un luogo, che avrebbero un beneficio sugli individui. Le misurazioni effettuate con il biometro Bovis sono schizzate a livelli molto alti (18.000 Bovis) vicino all’altare. Se è vero che l’affidabilità di questo strumento sia discutibile, la gente del posto conosce bene però un punto, chiamato “l’angolo del dolore”, a sinistra dell’altare. Qui, sul pavimento, le mattonelle sono disposte a formare un rettangolo dove si trovano due sedie: basterebbe sedersi per una ventina di minuti per veder scomparire dolori reumatici e mal di testa. Un altro punto degno di attenzione è nel corridoio centrale, di fronte all’altare: le mattonelle pavimentali formano una croce e anche qui vi sarebbe una zona peculiare. C’è da dire che sotto la chiesa scorre dell’acqua, che da sempre è stata collegata alla sua valenza benefica sugli esseri umani.

 

A sinistra, "l'angolo del dolore" e, a destra, la croce formata dalla disposizione delle mattonelle pavimentali: due punti considerati speciali

 

Tra i banchi (a destra entrando) si nota una botola, che era aperta per il completamento dei lavori, quando siamo arrivati. Scende in una sorta di cripta, dove sono ancora i resti di persone ivi sepolte.

 

                

 

Una seconda camera si trova anche a sinistra, ma è stato buttato del cemento, al tempo dei conti Balleani-Baldeschi, e non è ispezionabile (almeno per il momento).

Il campanilino è a vela e le sue campane di bronzo hanno sempre rappresentato un’ancora di salvezza al minacciare di grandinate, pericolose per i raccolti. Al comparire di nubi temporalesche, che preannunciavano l’ “acqua cattiva”, i campanari correvano a suonarle e a quei rintocchi i nuvoloni si disgregavano. E’ questa una diffusa credenza, presente anche altrove.

Nel 2012 poi, racconta il dr. Mazzocchi, aveva nevicato molto e tutt’intorno alla chiesa c’era una coltre nevosa di oltre un metro. Il tetto della chiesa non era ancora stato riparato e loro (come proprietari) erano preoccupati ma, andando a verificare la situazione, con grande sorpresa scoprirono che la neve non era per nulla caduta né sul tetto né tutt’attorno al perimetro dell’edificio (per circa una ventina di centimetri)!

 

Un’ultima curiosità (poi dovrete andare di persona a vederla, ma ricordatevi che è su prenotazione): verso Sud, sulle colline in lontananza, è visibile ad occhio nudo il celeberrimo Santuario della Madonna di Loreto che contiene la Santa Casa di Maria di Nazareth. Le pietre dell’edificio furono portate dalla Palestina a Tersatto (presso Fiume, in Dalmazia), nel 1291 e vi stettero 4 anni, per poi essere traslate definitivamente a Loreto nel 1294. In entrambe le “trasferte” sembra assodato vi sia stata la mano dei Templari.

Prima di lasciare questo posto carico di storia e bellezza, si osservi il simbolo incassato sulla facciata della residenza alberghiera: lo riconosciamo immediatamente, essendo l’inconfondibile stemma che rilevammo nell’abbazia cistercense di Morimondo. I nuovi proprietari ne hanno voluto inserire qui una riproduzione, diventata il simbolo della tenuta.

 

                                     

 

Bibliografia utile:

  • San Filippo de’ Plano: una chiesa templare in Osimo. Storia, Misteri ed Energie (A. Mazzocchi)
  • I Templari di San Filippo (pdf)

 


[1] Che ha fornito il nostro caro amico Roberto Mosca, titolare della ditta “Spring Color” di Castelfidardo (AN), divenuto amico anche di Sara ed Alberto. Insieme, Roberto e Alberto hanno dato vita a un libro intitolato “Alla luce nell’ombra-storia dei Templari in Centro Italia dal 1167 ad oggi’ (Edito da Spring Color).

[2] Sembra influenzata dallo stile dell'opera di Simone De Magistris (conservata nel Museo Diocesano di Osimo)

 

Galleria foto: San Filippo dei Templari

Argomento: San Filippo dei Templari

COLLEGAMENTI STORICI

CLAUDIO SILVESTRONI | 22.02.2017

La chiesa fino al 1924 era inserita nella proprietà di molino San Filippo che si trova nella stessa zona, ma a qualche chilometro di
distanza. Mio nonno Aurelio Silvestroni proprietario del molino,
all'epoca la cedette al conte Baleani, proprietario dei terreni limitrofi, dato che era isolata rispetto alla sua proprietà, in cambio di un appezzamento di terreno.

Congratulazioni

Svegliarini Candido | 17.12.2016

Pur abitando vicino la zona,sono venuto a conoscenza di questa grande grande bellezza di storia. Grazie a queste persone che hanno dedicato con amore a fare apprezzare quanto la storia ci ha tramandato. Grazie di cuore!

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