Le Postazioni militari di Sottomarina e i "Murazzi"

                                               (vedi Sottomarina I parte e anche Chioggia)

                                                                     Marisa Uberti

 

A Sottomarina abbiamo potuto vedere anche una delle fortificazioni militari della Laguna Veneta, come il Forte San Felice[1], costruito dalla Serenissima, migliorato nel 1806 dai Francesi, ristrutturato e potenziato dagli Austriaci nel 1831-1848. In realtà il complesso  è tutt’ora area militare chiusa al pubblico; dalla diga nord ne è visibile solo una porzione esterna. Ciò che si può vedere un po’ meglio (ma anch’essa interdetta alle visite) è la Batteria Sottomarina, di cui apprendiamo notizie dal pannello in loco. L’area, di proprietà demaniale marittima, era stata approntata con percorsi, sentieri, panchine, ovvero era stata condotta una riqualificazione ambientale per poter rendere fruibili dai cittadini e dai visitatori le memorie storiche ma…è chiusa. “Posta alla fine dell’ansa lagunare del Forte S. Felice, la batteria da costa fu costruita dagli austriaci nel 1859 su un precedente insediamento difensivo e di controllo del litorale. Denominata anche Fortino ai Murazzi, serviva a proteggere e controllare Sottomarina da nord e l’accesso da terra al Forte San Felice. La vecchia batteria è coperta, verso est, da una duna, diventata area verde, dove permangono anche due bunker costruiti nella prima metà del XX secolo”.

 

                           

                                                                 Foto M. Uberti

 

Apprendiamo, da ricerche in internet, che a Sottomarina i presidi difensivi che proteggevano Chioggia erano numerosi; ecco l’ elenco dei forti (ancora esistenti o scomparsi)[2]:

 

● Forte “San Felice” (Anno di costruzione: a partire dal 1538; Armamento IGM: 4 cannoni c.a. da 102/35, 4 cannoni c.a. da 37; Località: Sottomarina);

● Batteria “Sottomarina” (Anno di costruzione: 1859; Armamento IGM: 3 cannoni da 152/40; Località: Sottomarina; Note: All'interno sono presenti bunker tedeschi);

● Trinceramento “Sottomarina” (o Forte “Sottomarina”) (Anno di costruzione: ultimi anni della Serenissima; Località: Sottomarina/area mercato ortofrutticolo; Stato di conservazione: scomparso);

● Batteria “Penzo” (Armamento IGM: 6 obici da 280/L in barbetta (gittata max 10.700m); Località: Sottomarina, Via Boschetto; Stato di conservazione: mediocre, ampiamente rimaneggiato; Uso attuale: sede di associazioni);

● Testa di ponte “Madonna Marina” (Località: Sottomarina; Stato di conservazione: scomparso);

● Ridotto “Madonna Marina” (Anno di costruzione: 1798; Località: Sottomarina; Stato di conservazione: scomparso, nel suo sito è stata costruita una chiesa, che è l’attuale santuario della Madonna della Navicella, che era già precedente alla trasformazione nel “ridotto”);

● Forte “San Michele” (Anno di costruzione: 1500; Località: Brondolo);

● Forte “Brondolo” (Anno di costruzione: seconda metà del XVI secolo; Località: Brondolo; Stato di conservazione: scomparso)

 

              

Uno dei due bunker costruiti dai tedeschi durante la II Guerra Mondiale, situati nella "Batteria Sottomarina" (foto: M. Uberti)

 

             

 

 

Nel breve testo del pannello informativo della "Batteria Sottomarina", redatto in ben quattro lingue,  si cita il termine “Murazzi” che, per chi non è del posto, suona curiosamente: di cosa si tratta? E’ un’opera grandiosa e memorabile che si deve all’ingegno dell’architetto Bernardino Zendrini, al soldo della Repubblica Serenissima, quasi giunta al suo tramontare; è costituita da muraglioni imponenti (da qui la definizione “murazzi”) che si dispiegano per una ventina di chilometri, proteggendo la laguna dal mare aperto. Tutte le isole esterne della Laguna Veneta sono collegate da questo cordolo, lasciando tre soli varchi attraverso i quali si svolge il flusso e riflusso della marea, chiamate Bocche di Porto[3]. Per sfida e funzionalità tecnica, il sistema dei “Murazzi” viene paragonato al moderno MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico). Ma è parere dei più intuitivi che realizzare oggi un’opera simile sarebbe problematico. Tenendo conto di quali mezzi disponevano a quel tempo, non gli automatismi odierni! Fu il doge Pietro Grimani a posare la prima pietra nel 1744; il costo dell’opera fu altissimo.

 

 

Localizzazione del cordolo dei Murazzi e delle tre Bocche di Porto della Laguna Veneta (foto NASA, pubblico dominio)

 

Per capire bene quale sorprendente genialità e quanto lavoro ci sia voluto leggiamo questo breve passo: “Una muraglia lunga oltre venti chilometri poggiante su di un basamento di enormi pietre ancorate tra loro sul fondo del mare a loro volta sostenute da una fitta serie di enormi pali di legno piantati sul fondo fino ad intercettare lo strato di 'caranto' (strato di terra molto dura) sotto il deposito di sabbia. […] Il muro sopra la fondamenta di scogliera artificiale è alto quattro metri e mezzo per uno spessore di oltre quattordici metri. E' composto di enormi parallelepipedi di pietra d'Istria, molto resistente alla salsedine, cementati e legati tra loro. Le fredde misure possono essere impressionanti, ma ancor di più sbalordiscono se si pensa ai milioni di enormi pesantissimi blocchi di pietra trasportati su navi dall'Istria, senza motori, ruspe, argani meccanici, al lavoro disumano per piantare i tronchi d'albero diversi metri sott'acqua e con martinetti manuali, al lavoro di ingabbiatura della scogliera di fondamenta, sempre sott'acqua, alla costruzione di un muro di oltre 20 chilometri di lunghezza con base subacquea e per buona parte in mare aperto[4].

Eh, si, non c’è che dire, un’opera mastodontica e che forse è molto poco nota o apprezzata. E’ grazie alla visita a Sottomarina che ci siamo resi conti della presenza dei “Murazzi” poiché si vedono bene e, se non vi fossero stati loro, probabilmente non esisterebbe la spiaggia.

 

 

Caratteristici risultano essere anche gli “Ottagoni”, fortilizi di forma ottagonale costruiti dalla Serenissima (1571) su piccolissimi isolotti, che forse ospitavano già delle postazioni militari. Tali Ottagoni facevano parte del Sistema Difensivo della Laguna Veneta, all’epoca in cui Venezia era alle prese con la minaccia dei Turchi. Attribuiti al Sammicheli, sono dislocati lungo il litorale del Lido e di Pellestrina. Sono ancora esistenti ma in degrado; un paio risultano di proprietà privata (Ottagono Alberoni e San Pietro in Volta, sulle isolette omonime) e gli altri due (Cà Roman, nella foto, e Campana) sono di proprietà demaniale.  Un quinto ottagono, più antico e che fece quindi da modello agli altri, fu realizzato dai Veneziani, sgomberando l’abitato e il castello dell’ isola di Poveglia, nel 1380 durante la Guerra di Chioggia: da questa città infatti i genovesi potevano risalire la via navigabile fino al bacino di San Marco. Nonostante tutto, Poveglia venne ugualmente occupata dall’ammiraglio genovese Pietro Doria e bombardata.

 


[1] Diga nord Murazzi di Sottomarina di Chioggia - (Campo trincerato di Brondolo)

[2 Tratto da “Bunkerarcheo”, per gli appassionati di storia delle fortificazioni, dove si trovano ulteriori approfondimenti sull’argomento

[3] Sono: Lido, Malamocco e Chioggia

[4] Tratto da Magico Veneto

 

 

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