Aigues Mortes (Linguadoca-Rossiglione, Francia)

                               La città fondata dal re Luigi IX, con l'aiuto dei Templari

                                                                 (Marisa Uberti)

 

       

 

In occasione dell'anniversario della nascita del re francese Louis IX (passato alla storia come San Luigi) [1], molti luoghi -in Francia- hanno festeggiato con manifestazioni, eventi, mostre. Durante la nostra visita alla spettacolare cittadina di Aigues Mortes (nel dipartimento del Gard, nella regione della Linguadoca-Rossiglione) abbiamo potuto vedere, quindi, anche un'interessante mostra a lui dedicata, intitolata "Saint Louis, de l'Occident à l'Orient", allestita nelle torri e nei camminamenti. Tutto, in realtà, qui parla del regale personaggio, che fu il fondatore delle sue mura e del suo porto.

Quando si arriva in questa città-fortezza si rimane stupiti nel vederla così integra, possente, irresistibile. E' spettacolarmente bella e vanta una storia affascinante che risale al tempo delle Crociate. Fu infatti nel 1240 che papa Innocenzo IV bandì una nuova Crociata (la settima) per riconquistare Gerusalemme, caduta in mano agli arabi. Il re di Francia Luigi IX si pose al comando della spedizione ma non disponeva di un porto d'imbarco nel Mediterraneo perchè i territori che davano sulla costa meridionale (Linguadoca e Rossiglione) appartenevano al re d'Aragona e la Provenza al Sacro Romano Impero. Aigues Mortes si trovava, a quel tempo, sulle rive di un'immensa laguna che comunicava con il mare tramite il braccio più occidentale del Rodano e le vastissime paludi che lo circondavano. Era la "città delle acque morte", di proprietà dei monaci della vicina abbazia di Psalmody, fondata nel VII secolo dal Capitolo dell'abbazia di Saint Victor di Marsiglia. Ma il re di Francia si rese conto di averne urgente bisogno: la scambiò allora con alcune terre dei dintorni di Sommières. Per incentivare l'arrivo di popolazioni nella città dalle paludi insalubri, accordò agli abitanti dei privilegi, esoneri di tasse e di pedaggi, vantaggi politici, monopoli commerciali. Fece anche costruire una strada carrareccia arginata, che collegasse Aigues Mortes alla terraferma; questa strada venne in seguito difesa da una torre detta "Carbonniere". Subito dopo il re in persona sovrintese alla costruzione della Tour de Constance (Torre di Costanza), compiuta tra il 1241 e il 1250, risultando massiccia e mirabile, emblema della sovranità reale. Luigi fece inoltre realizzare canali verso il mare, Arles e Montpellier; in tal modo potè partire per la settima (1248) e l'ottava Crociata (1270). Nella città-fortezza vi era anche un castello, che però nel tempo è scomparso.

 

                          

Le possenti mura della città si sviluppano per 1634 metri, più di un chilometro e mezzo! Furono progettate dal sovrano Luigi IX e dal suo architetto (Eudes de Montreuil), ma il re morì senza vedere l'opera compiuta. Iniziate nel 1269, furono proseguite da Filippo IIIl'Ardito (1272), figlio di Luigi IX, e terminate all'inizio del 1300, sotto Filippo IV il Bello. La risultante, ancora oggi integralmente conservata, è un quadrilatero quasi perfetto, intercalato da torri, bastioni e porte. Le fondamenta poggiano su una piattaforma di legno che, a sua volta, poggia su pali di quercia infissi nel suolo, più solido. Nel 1289, morto de Montreuil, subentrò l'arch.Cominelli fino alla fine dell'opera. Nei secoli seguenti, il perimetro murario venne adattato per le nuove esigenze militari, in particolare il bastione Nord (più esposto agli attacchi), venne adeguato alle nuove tipologie di armi. Ancora oggi possiamo osservare gli elementi difensivi che costellano la grandiosa fortificazione, al di sopra delle cortine (fortificazioni in entrata, torri di fiancheggiamento e torri angolari). Non esistono invece più le strutture lignee, i tetti e i fossati ricolmi d'acqua.

 

             

                            La pianta dell'attuale città murata di Aigues Mortes

 

Di grande interesse le firme dei cottimisti, cioè di quei lavoratori retribuiti a cottimo. Questi "marchi" li abbiamo trovati disseminati ovunque sui blocchi che costituiscono l'intero apparato murario, eccetto nella Torre di Costanza, che ne è priva. Apposta abbiamo aggirato completamente le mura, esternamente e dall'interno. Questi marchi, caratteristici dei lapicidi medievali, permettevano di identificare e quantificare il lavoro di ogni singolo operaio. Se ne contano più di 600 e li abbiamo riprodotti schematicamente nei disegni sottostanti; si tenga presente che i singoli marchi si ripetono più volte su diversi blocchi, in varie zone della fortezza.

 



Neò 1278 il porto di Aiugues Morte divenne l'unica porta a sud del Regno di Francia, protetto com'era dai suoi solidi bastioni. Da essa, sotto il vigile controllo dei Cavalieri Templari, transitavano merci, lane e spezie. Le navi appartenenti all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e dell'Ordine del Tempio garantirono trasferimenti di denaro, armi, cavalli, uomini, più volte l'anno. Ma soprattutto i Templari controllavano il sale, l' "oro bianco", fonte di grande ricchezza; dal XIII secolo, infatti, la Camargue era il più importante centro di produzione salino. Prima dell'arrivo del re Luigi IX, le "Salins du Midi" appartenevano quasi per la totalità ai monaci dell'abbazia di Psalmody. Nel 1290 vennero ricongiunte alla città di Aigues Mortes. Oggi si possono ancora vedere nella loro suggestiva estensione (9.800 ettari!): dalle torri si ammirano terre selvagge dove l'acqua del mare, dopo essere stata pompata, circola per un periodo di 5 mesi concentrandosi progressivamente, fino alla cristalizzazione nelle saline. Il prodotto ricavato viene ammassato in cumuli che formano montagnole di oltre 20 metri di altezza e 400 di lunghezza. Uno spettacolo! E' anche possibile la visita, su un trenino, delle saline e al Museo del Sale (durata 1.30').

 

                                Le saline di Aigues Mortes, viste dalla fortezza

 

  • I Templari ad Aigues Mortes

Tra le mura di Aigues-Mortes, si trovano  i resti di una Casa del Tempio, sul sito di un albergo, e una cappella templare.

 

                       


Ad  Aigues-Mortes c'era anche una casa appartenente agli Ospedalieri di San Giovanni (angolo delle strade Pasteur e Louis Blanc).

Sempre vicini al re di Francia, quando questi decise di insediare un porto militare nella città, dotandolo di mura e roccaforte, i Templari erano più che mai necessari, così come gli Ospitalieri di san Giovanni. Nel XIII secolo doveva trovarsi un piccolo porticciolo per i pescatori, in loco, poco distante dal quale era insediata l'abbazia di Psalmody, proprietaria dell'intera area paludosa. Divenuta possedimento del re Luigi IX, a partire dal 1241 Aigues Mortes era già diventata un vero e proprio scalo marittimo. Ma solo nel mese di agosto del 1248 le cronache riportano che "il territorio in cui si trova la città di Aigues-Mortes e le sue fortificazioni (...) dal Vidourle fino al Petit-Rhône, è stata ceduta al re di Francia in cambio della terra situato nel territorio di Sommières [...]".
Dunque come mai ancor prima della ratifica del contratto, Aigues Mortes portò avanti quelle attività costruttive? Alcuni autori ritengono che sia stato l'intervento dei potenti Cavalieri dell'Ordine del Tempio, ipotizzando che abbiano consigliato al re la scelta del luogo o, addirittura, che avessero iniziato i lavori già prima dell'arrivo del sovrano.
In tutto ciò entrerebbero i Templari della vicina Commanderia di Saint-Gilles (Montpellier), esistente già da quasi un secolo (e una delle tre- insieme a quella di Marsiglia e Arles) dove si tenevano i Capitoli Provinciali.
Saint-Gilles, fondata nel 1139 o forse ancora prima, era la Commanderia provinciale della Provenza- Linguadoca, la prima istituita nella regione della Valle del Petit-Rhône, una delle prime in tutto il territorio della Linguadoca. Acquisì molti possedimenti in Camargue, in particolare quelli interessati dalle saline. Saint-Gilles fu il porto orientale del regno, ribattezzata la "Route de Saint-Gilles par la Voie Regordane", ovvero una importantissima via di pellegrinaggio dove i pellegrini che passavano da Puy-en-Velay potevano imbarcarsi verso la Terra Santa. Altri si fermavano lì, sulla strada per Compostela, per venerare la tomba di San Gilles nella cripta del convento.
Quella Commenda deteneva estesi territori, frutto di donazioni e acquisizioni progressive, costituiti da foreste e laghetti, oltre che da paludi. Si narra che nel seminterrato del complesso, vi fosse conservato il tesoro del Tempio, rimasto al riparo in seguito all'arresto di tutti i membri (1307).  


Anche se Aigues Mortes non era una proprietà dei Templari, doveva essere nelle loro mire. Alla fine del 1100 essi erano riusciti a prendere possesso dell'isola di Estel, sempre più vicina alle "acque morte" e sembra che fossero onnipresenti in detta area strategica. Dal "Cartulario" del Tempio di Saint-Gilles, No. 483 bis, si apprende che la "forêt des Ports" era una vasta area boschiva che si estendeva intorno allo stagno di Mauguio, immediatamente ad ovest di Aigues-Mortes. Essa attinse il suo nome da una "villa Portuus" che si era sviluppata in epoca carolingia alla foce del Vidourle. I Templari ne avevano acquisito la proprietà nell'ottobre 1248 da quattro proprietari laici. Probabilmente si aspettavano che il re, in qualche modo, fosse loro grato e infatti il re- divenuto possessore della città- dispose la concessione di terre al Tempio, sulle rive di Aigues Mortes, per svilupparle. La città estese il proprio territorio sul versante occidentale nel 1272, ricongiungendosi alle foreste, fino allo stagno di Mauguio.

 

Lastra conservata nella chiesa parrocchiale, raffigurante il re Luigi IX e i suoi cavalieri, in partenza dal porto di Aigues Mortes (sullo sfondo la Torre di Costanza)

 

Ma sorge una considerazione: il sito templare di Saint-Gilles aveva sperimentato, alla fine dell' XI secolo, un'affluenza straordinaria di pellegrini e la creazione del porto di Aigues-Mortes fu molto dannoso per la Commanderia di Saint-Gilles stessa. Perchè, dunque, il Tempio si sarebbe auto-danneggiato?

Con il declino di Saint-Gilles, Marsiglia si qualificava come il maggior porto d'imbarco per le Crociate, come abbiamo visto nella pagina dedicata a questa meravigliosa città. Ma non era del re di Francia, appartenendo al regno di Aragona. i Templari presidiavano comunque quel porto, essendo al servizio anche di quei governanti e soprattutto al servizio del papa, per la difesa del transito di pellegrini, armi e merci destinate alla Terrasanta. Questo tornò utile nel momento di dare avvio alla Crociata del re Luigi...Prima di partire per la settima crociata dal porto di Aigues Mortes, nel 1248, verso l'Egitto, il re Luigi IX aveva infatti soltanto 18 navi con sè e pertanto dovette incrementare la flotta chiedendo aiuto ad altre città. Il re contava quasi interamente sull'esperienza di ordini militari per organizzare questi "noleggi". Nel 1246 vennero incaricati due personaggi di spicco (André Polin, priore degli Ospitalieri in Francia e Renaud de Vichiers, maestro del Tempio in Francia) per trattare con Marsiglia, che concesse venti navi. Gli stessi dignitari furono anche incaricati di trattare con i Genovesi, pochi mesi dopo (ottobre 1246). Venne chiesto aiuto anche a Venezia. Erano i Templari che attendevano alla stesura dei contratti anche in termini economici, nonchè per il numero dei marinai e del personale occorrente, dell'equipaggiamento delle navi e del tipo di queste ultime, soprattutto.
In tal modo -arrivato a Cipro (1249)- il re potè disporre di 1.800 navi che tuttavia non bastarono perchè il suo esercito venne sconfitto a Mansourah (1250) ed egli stesso venne catturato. Per la sua liberazione fu  pagato un cospicuo riscatto e, successivamente, Luigi IX decise di restare in Palestina fino al 1254, facendo erigere le mura dei fortilizi franchi. Tornato in patria, si imbarcò dal porto di Aigues Mortes una seconda volta, il 1 luglio 1270, con destinazione la costa tunisina. Sarebbe stata la sua ultima Crociata:il 25 agosto il re morì a causa di una dissenteria incoercibile, al largo di Tunisi.

 

  • L'arresto e la fine dei Templari di Aigues-Mortes


Tutti sappiamo che Filippo IV il Bello ordinò, il 13 ottobre 1307, l'arresto di tutti i Templari in Francia, contemporaneamente. Le ragioni le abbiamo spiegate in più sezioni del nostro sito e non stiamo a tornarvi sopra. Come si svolsero le cose ad Aigues-Mortes?
Le cronache raccontano che i 45 Templari che si trovavano in città furono imprigionati nelle segrete della Torre di Costanza, in attesa di interrogatorio. Qualche giorno dopo, Oudard Maubuisson, emissario presso il re, arrivò in città, e stabilì la sua corte nella casa reale di Claverie. Lì, assistito da altri tre commissari che lo avevano accompagnato, tra cui Guglielmo di Bloodhound, signore di Aigues-Mortes, e Barthelemy Clusel, giudice, chiamò uno dopo l'altro i quarantacinque Cavalieri del Tempio per interrogarli.

 

                            

                                                      La Torre di Costanza

 

Il primo fu Fratello Bertrand Arnaud,che rispose alle domande rivoltegli, di come si era svolta la sua accoglienza nell'Ordine. Arnaud raccontò che il giorno del suo ricevimento, il superiore della Casa del Tempio lo aveva portato dietro l'altare e gli aveva presentato il crocifisso, dicendogli che doveva negare tre volte Cristo e avrebbe dovuto sputare sulla croce; poi l'avevano deposto nudo ma negò il reato di sodomia, che era stato invitato a commettere; infine, giurò di non aver mai venerato idoli a forma di una testa umana, o in qualsiasi altra forma. Le risposte degli altri templari erano grosso modo in linea con quelli del cavaliere Arnaud Bertrand. Questo interrogatorio ebbe luogo dall'8 all'11 novembre. Nel mese di giugno 1310 venne interrogato, con altri 33 Templari, il Comandante di Saint-Gilles, Pierre-Bernard de Salgues, detenuti nel castello reale di Alais.

I Templari furono trattenuti quasi 3 anni nelle carceri di Aigues Mortes, dopodichè vennero condotti ad Ales, dove subirono torture, cercando di estorcere confessioni. Durante quelle sofferenze, molti sostennero di avere visioni demoniache e finirono per ammettere le cose più vergognose (ciò che forse non era assolutamente vero), ma ritenendosi sempre di fede cristiana nel cuore. I giudici li ritennero colpevoli di aver commesso i crimini più efferati e molti vennero messi sul rogo. Alcuni tornarono alla vita civile, diversi vennero reintegrati in altri Ordini, come negli ospitalieri (che incamerarono tutti i loro beni). L'Ordine Templare fu abolito nel 1312 al Concilio di Vienne, in una sessione presieduta da papa Clemente V e Filippo IV.

           

          


 

  •  Aigues Mortes nei secoli


Finchè Marsiglia (con la Provenza) non entrò a far parte del Regno di Francia (1481), Aigues Mortes continuò ad essere un porto fiorente, dove transitavano spezie e lane, e dal 1278 divenne l'unica porta nel sud del regno. Dopo l'annessione della Provenza, Aigues Mortes dovette cedere il passo e il porto andò in rovina. Importanti lavori erano stati intrapresi all'inizio del 1400, con la sostituzione del Canale "Grau Louis" con quello del "Grau de la Croisette". Nel 1421 l'antica dimora del re venne incendiata.
Un altro Canale, chiamato "Henry" finì per richiudersi, interrompendo il collegamento della città con il mare. La situazione venne sbloccata nel 1725 con la creazione del Canale "Du Grau du Roi" mentre nel 1804 la città divenne porto  fluviale, con la creazione del Canale "Du Rhone a Sète"
L'imbarcadero si trovava sul lato dei bastioni meridionali fin dal 1278. La base di questi bastioni venne colmata nel XVIII secolo con le terre di riporto del Canale di Beaucaire. Dal lato dei bastioni settentrionali passava il canale che conduceva al primo porto. La laguna offriva una protezione naturale, rafforzata da varie opere di difesa. Le torri dei bastioni orientali furono invece un rifugio abituale durante le Guerre di Religione tra cattolici e protestanti (si vedono ancora i segni lasciati dai proiettili). La città, dal 1575 al 1622, fu uno dei posti di sicurezza connessi ai protestanti che nel 1685, con la revoca dell' "Editto di Nantes" da parte di Luigi XIV e la conseguente repressione, scatenò una ribellione contro i cattolici. In Linguadoca e nelle Cevenne si scatenò la "guerra dei Camisardi". In questo periodo le torri della città si trasformarono in prigioni. Verso il 1875 le viti francesi furono decimate dalla filossera, un parassita pericoloso, che modificò l'economia legata alla produzione vinicola, nonchè il paesaggio francese. Ma Aigues Mortes rimase immune e sulle sue terre venne creato un vigneto che contribuì alla sua espansione.

 

            

                            Meravigliosa visuale del Canale fluviale ancora esistente e navigabile

 

  • La visita


La fortezza racchiude, nel perimetro delle sue mura, un borgo vivace e accogliente, molto visitato specialmente durante la bella stagione. Si può andare il perlustrazione tranquillamente, alla scoperta di angoli dall'intenso sapore medievale, fuori dal'ingorgo di turisti, prima di acquistare il biglietto e andare a visitare le torri e i camminamenti di ronda, esperienza davvero da fare!

Il centro nevralgico è la piazza St. Louis, in cui svetta una statua bronzea, ottocentesca, del sovrano, che indossa una cotta di maglia ed è appoggiato ad un'ancora. Prima di arrivarvi, però, si incontra l'antica Chiesa di "Notre-Dames de Sablons", datata 1183 e in origine costruita con legno e canne. Nel 1246, ancor prima della realizzazione della cinta fortificata, fu riedificata in pietra in stile gotico ogivale e fu aperta al culto nel 1248. Si conserva una lapide, all'esterno, che ricorda la fondazione della città da parte del re Luigi IX e dei suoi cavalieri; all'interno è invece conservata  la pietra antistante l'altare, sulla quale il sovrano si sarebbe inginocchiato prima di partire per la VII Crociata.  

 

                              

                              

                             

 

    

    

                                         Statua e reliquie di San Luigi

 

All'interno, abbiamo trovato anche una statua di legno scuro, raffigurante una probabile Vergine Nera, forse incinta:

 

                                  

 

Intorno alla piazza si trovano alcuni antichi edifici, tra cui la chiesa del Convento dei Cappuccini (XVII secolo), oggi adibita ad esposizione museale), v. foto:

 

                 

 

Molto interessante è la Cappella della Confraternita dei Penitenti Bianchi (1668) in Rue de La République (già Rue d'Aubette).

Accingiamoci ora a visitare la torre più antica del complesso quella detta di Costanza; fu ultimata nel 1248 ed è l'unica superstite del castello costruito da Luigi IX. A quel tempo doveva fungere da castelletto di entrata, progettato per essere inattaccabile grazie anche allo spessore delle sue mura che raggiungono i 6 metri. Come già detto, nel 1307 vi furono imprigionati i 45 Templari residenti nella Città. La sua struttura, caratterizzata da una torretta dotata di faro, è inconfondibile. L'interno è disposto su vari livelli e vi si accede attraverso un ponte in pietra sull'acqua.

 

        

 

La sala inferiore, a pianta circolare, è coperta da una volta ripartita in 12 spicchi, le cui ogive appoggiano su mensole scolpite, sostenute da colonnine poligonali; l'entrata è posta a Nord e si compone di una doppia porta, chiusa da una saracinesca di legno; la sala è dotata di quattro feritoie. Nello spessore delle mura fu ricavato un corridoio con percorso ad anello, che permette di sorvegliare la sala inferiore.

 

 

Una scala a chiocciola collega i diversi piani della torre e, giunti nella sala superiore troviamo quella che fu la prigione dei protestanti nel XVIII secolo, specialmente di sesso femminile. A partire dal 1715 le popolane venivano imprigionate anche solo dietro un semplice sospetto. Tra di esse vi fu una delle figure più importanti del protestantesimo: Marie Durand, la quale venne arrestata per indurre il fratello Pierre, pastore, a consegnarsi alle autorità. La Durand restò in prigione per 38 anni e, senza alcuna prova, fu accusata di avere inciso -sul bordo dell'oculo al centro della sala superiore - la parola "Register" (che in patois significa "resistere").

 

Si trattava di un esortazione per la libertà di coscienza; Marie venne liberata nel 1768.

Nel cortile della residenza del governatore, in memoria della resistenza di Marie Durand, si trova una stele del 1968 inaugurata in occasione del bicentenerio della liberazione dei prigionieri protestanti.

 

 

Nella torre di Costanza, a partire del 1686 vennero rinchiusi quegli Ugonotti che rifiutavano di convertirsi alla religione cattolica. Sulle pareti abbiamo rilevato diversi graffiti e incisioni, come quelle mostrate qui sotto:

 

 

Giunti sulla terrazza si domina gran parte della regione; era quindi una postazione di sorveglianza ideale. Da qui si possono ammirare le saline e il Canale che si getta nelk Rodano. Alzando lo sguardo si ammira la torretta che, dotata di faro, guidava le imbarcazioni e da cui si controlla il versamento dei diritti doganali.

 

                     

 

  • I Bastioni

Li distinguiamo in base ai punti cardinali in Settentrionali (Nord), Orientali (Est), Meridionali (Sud), Occidentali (Ovest).

Dai bastioni a Nord passava il canale che conduceva al primo porto; vi si apre la

Porta della Gardette, la porta militare della città, che è l'unica a mostrare i segni di un ponte levatoio. Fin dal XIV sec. -costituendo l'unico accesso alla città- era protetta anche dalla torre Carbonnière, che è situata a 3.5 Km più a Nord sulla strada. All'interno di questa struttura abbiamo individuato un'inedita Triplice Cinta, ad un'altezza da terra di circa 2 m e mezzo in verticale, su un blocco che presenta anche un marchio del lapicida (ma le due "mani" sono diverse).


Maggiori informazion

Su questo lato Nord si trovano anche:

la Tour du Sel, utilizzata come magazzino per il sale;

la Porta St. Antoine, che deve il nome ad un cimitero che sorgeva nelle vicinanze; qui troviamo tre sculture che rappresentano una donna centauro, un dragone ed un centauro; 

la Tour de la Mèche.

Proseguendo si incontra, all'angolo, la Tour de Villeneuve, costruita per fornire una supplementare protezione. Da qui iniziano i bastioni orientali, nei quali si apre

la Porte des Cordeliers (nel XIII sec. il re Luigi IX vi aveva costruito nei pressi un Convento di Francescani);

La Porte de la Reine (da notare i doccioni);

La Tour de la Poudrière (il nome deriva dalla vicinanza del deposito di polveri e munizioni) si trova all'angolo con i bastioni meridionali.

I bastioni Sud presentano:

La Porte de l'Arsenal (vicino all'omonima spiaggia);

La Porte de la Marine (vicina al porto);

La Porte de Gallons (l'interno presenta volte decorate con un minotauro e un monaco che parla agli uccelli);

La Porte des Moulins (su ciascuna delle due torri erano fissati due alti mulini, nel XVII sec); all'interno da notare le chiavi di volta con un Angelo che tiene una corona e la smorfia del personaggio anziano;

La Porte de l'Organeau (dato che da questo lato vi era uno stagno usato fin dall'antichità per la navigazione, la porta è dotata di grandi anelli per ancorare le barche).

All'angolo troviamo la Tour des Bourguignons e, giunti sul lato dei bastioni ad Ovest, incontriamo la Porte des Remblais (fino al XVIII secolo chiamata Porta di Montpellier)

Nel quartiere a Nord-Ovest si trovava l'antica dimora del re Luigi IX, che fu incendiata nel 1421. Al suo posto sorse l'alloggio del Governatore, la piazza d'Armi e il quartiere militare.

Ad Aigues Mortes non ci si può annoiare.

 

                    

                                                La Porta della Regina

                   

                                                     Porta dell'Arsenale

  

         

Lungo il tratto di mura tra Tour de la Poudrière e la Porte de la Reine abbiamo trovato numerosi e interessanti graffiti, incisioni e segni scolpiti sui blocchi (oltre ai "marchi2 dei costruttori), tra cui questa bellissima croce composita:

 

                           

                                                     Qual'è il suo significato?

 

Note:

[1] 1214-2014

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