Speciale Francia del Sud (2)

                                                      Marsiglia

                          

                                                               (Marisa Uberti)

 

  •  Prologo: Marsiglia da scoprire

 

A distanza di sette anni, siamo ritornati nella Francia del Sud, per scoprire nuove mete, per fare nuove esperienze culturali e perchè no, trovare nuovi, stimolanti misteri...E quanti ne abbiamo trovati! Il nostro epicentro è stato Marsiglia, la più antica città francese, essendo stata fondata dai greci nel VI sec. a.C. con il nome di Massalia. Marsiglia si trova nel dipartimento Provenza-Alpi-Costa Azzurra (fr. Provence-Alpes-Côte d'Azur), nella regione delle Bocche del Rodano (fr. B ouches-du-Rhône).

 

Abbiamo tante cose da raccontare, sotto molti aspetti e, naturalmente, ritroveremo le tracce di Maria Maddalena. Proprio qui, infatti, la "peccatrice redenta" dei Vangeli sarebbe approdata, secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. Era la fine di aprile del 2007 quando visitammo per la prima volta la Francia meridionale sulle tracce di Maria Maddalena e dopo qualche mese pubblicammo i memorabili reports di quei sopralluoghi, carichi di storia, di leggenda, di fascino e di mistero. Ancora oggi molti lettori mi scrivono perché vogliono intraprendere lo stesso itinerario, in particolare salire fino alla Sainte Baume, la grotta santa dove Maria Maddalena avrebbe vissuto trent’anni in eremitaggio, o visitare la presunta tomba di Magdalena nella Basilica di St. Maximin.

La venerata santa, divenuta patrona della Provenza, è presente un po' ovunque nelle chiese di Marsiglia ma è curioso trovarne le tracce nei...biscotti marsigliesi. Già, proprio nei tipici dolcetti locali, chiamati "Navettes", dalla forma di barchetta e dal sapore d'arancia.  Le navette ricordano l'arrivo in Provenza di Maria Maddalena e degli altri compagni. Si pensi che ogni anno, nel giorno della Candelora (2 febbraio) il vescovo di Marsiglia benedice le navette e il loro forno (situato di fronte all'Abbazia di Saint Victor), al termine di una processione in cui viene portata su un baldacchino la veneratissima Vergine Nera. Si tratta di una tradizione irrinunciabile e della quale non si conosce esattamente la data iniziale; la processione parte al'alba dal Quai des Belges e arriva all'Abbazia di San Vittore dove l'arcivescovo, alla presenza del sindaco, fa la benedizione della città, del mare e delle candele verdi dell'Abbazia , poi celebra la Messa solenne. Alle otto il prelato si reca al Forno delle Navette (dove fanno i biscotti originali) per benedire il forno, chi fa i biscotti e i fedeli che li mangiano. Il popolo conserva tale navetta per un anno intero, insieme alla candela verde perchè ritiene che, avendo ricevuto la benedizione, portino fortuna. L'anno seguente, alla stessa festa, mangia la navetta e accende quello stesso cero (il biscotto si mantiene buono un anno intero!).

Se di Maddalena, di S. Massimino (St. Maximin) e delle Tre Marie ci siamo già occupati a suo tempo, è ora di capire che tracce ha lasciato Lazzaro e per farlo andremo a visitare proprio l’antichissima Abbazia di Saint Victor di Marsiglia, dov’è custodita la statua di Notre Dame de Confession, una Madonna Nera del XII secolo. Ma il culto lazzarita ha il suo fulcro nella splendida Cattedrale de La Major, dove si venera un misterioso teschio, attribuito a San Lazzaro. Ma quale Lazzaro? Lo capiremo...

Con questo viaggio abbiamo potuto scoprire diversi aspetti della città, ben raccolti nel  Musèe d’Histoire de Marseille  (Museo di Storia), che è consigliabile per tutti coloro che vogliono ripercorrerne il volto, dalla fondazione al suo sviluppo odierno, passando per il Medioevo, quando nel Vieux Port  erano di stanza Cavalieri Templari e Giovanniti, di cui restano poche ma interessanti tracce. 

Dalla vetta della collina più alta della città faremo i nostri due passi in Notre-Dame de la Garde, uno dei luoghi di culto più importanti per i marsigliesi (e non solo), che la chiamano "Bonne Mèr" (Buona Madre). L’altura, proprio per la posizione strategica, fu  posto di vedetta da epoche remotissime, fortificazione militare reale (1516) e chiesa (almeno dal 1214) dove si venerava Notre-Dame-La-Brune, una Madonna Nera. La basilica attuale, assai suggestiva, è stata consacrata il 5 giugno 1864, sotto Napoleone III e rispecchia il programma delle grandi costruzioni intraprese sotto il periodo della Restaurazione monarchica: cupole, policromia delle pietre, ori, mosaici…

Come non farsi solleticare poi da un’escursione all’arcipelago delle Frioul, le meravigliose isole poste proprio dinnanzi a Marsiglia, di cui la più famosa è senz’altro quella di If, dove il castello omonimo prospera sulle letterarie vicende di Edmond Dantes, divenuto poi il Conte di Montecristo attraverso l’abile penna di Alexandre Dumas. In mezzo al mare, la fortezza sprigiona un fascino non comune e tra i flutti ci si aspetta veramente che da un momento all’altro possa emergere l’esausto Dantes, pronto a darci la sua versione dei fatti!

Ma andremo anche in punti meno noti della città e, attraverso l'analisi di una enigmatica pietra che abbiamo trovato nel Museo Storico, andremo sulle tracce dell''Alchimia a Marsiglia nel XVIII secolo.

 

  • Curiosità in pillole

 

Marsiglia ha tante curiosità da scoprire [1] e nei nostri reports ne approfondiremo alcune più di altre. Tante restano ancora da trovare  (bisognerebbe viverci un po'...). 

 

Marsiglia, la patria di Pytheas che, nel IV sec. a.C. (!) navigando oltre le colonne d'Ercole e nell'Atlantico settentrionale, scoprì terre sconosciute, navigò per i mari ghiacciati, redasse calcoli astronomici e scrisse per primo dell'enigmatica isola di Thule, situata a un giorno di navigazione dalla Gran Bretagna, ma che ancora oggi non si è riusciti a localizzare con certezza; Marsiglia, porto dei Templari sul Mediterraneo, ma anche di altri ordini crociati medievali come i Cavalieri di San Lazzaro, che proteggono ancora oggi le reliquie del santo omonimo nella cattedrale; Marsiglia, con la sua cattiva fama che ha cercato di scrollarsi di dosso, rifacendosi completamente il look e divenendo "Capitale della Cultura 2013", con la creazione di invidiabili poli museali che hanno saputo metterne in risalto la storia, l'identità, le potenzialità.

Marsiglia, la patria del proverbiale e antichissimo sapone! Ci sarebbe piaciuto conoscere meglio la ricetta alchemica segreta per realizzarlo...

E che dire dei celeberrimi Tarocchi marsigliesi? Credevamo, noi italiani, di detenere il mazzo più antico al mondo [2]? Ebbene, secondo un esperto del settore, Philippe Camoin, ci sbagliamo. Ben lungi dall'essere stati tratti da prototipi dell'Italia settentrionale, i Tarocchi Marsigliesi sarebbero autoctoni e sarebbero gli antenati di tutti i Tarocchi europei! Camoin sostiene che a Marsiglia e dintorni vi sarebbe stata un'autentica tradizione iniziatica proveniente in parte dall'antico Egitto, ma che fu completamente adattata e integrata nella civiltà occidentale. Un'antica tradizione che si rifletterebbe apppunto nei Tarocchi di Marsiglia, divenuti un mezzo perfetto per veicolare un'uniforme tradizione iniziatica in Europa. Camoin è convinto di questo perchè, partendo dall'esempio più rappresentativo (i Tarocchi disegnati da Nicolas Conver nel 1760 [3]), ha osservato che ciascuna delle carte che compongono il mazzo presenta le costruzioni geometriche caratteristiche che rispettano scrupolosamente tecniche specifiche usate dai Maestri costruttori romani (dai quali derivarono i costruttori di cattedrali). Questa "geometria sacra" utilizza un numero particolare (phi= 1,618) chiamato sezione aurea, che è stato trovato nello studio dell' architettura della piramide di Cheope [4].

Altra cosa che forse pochi forse sanno è che nell'Osservatorio Astronomico di Marsiglia venne messo in funzione per la prima volta, nel 1862, il più grande telescopio equatoriale moderno [5]; fu costruito da Léon Faucault (1819-1868) e prodotto dalla casa Secrétan di Parigi (oggi al Museo delle Arti e Mestieri di Parigi).

Chi passeggia per la città non pensa poi certamente ai bunker sotterranei costruiti dai Tedeschi durante la II Guerra Mondiale, quando Marsiglia era il porto principale dei nazisti nel Mediterraneo. La città fu occupata dal novembre 1942 all' agosto 1944 e venne pesantemente fortificata con numerose batterie di cannoni e difese aeree. Nei primi mesi del 1943 i tedeschi scatenarono l'inferno: fecero saltare una parte del quartiere conosciuto come Vieux Port perché pensavano che fosse lì che la Resistenza francese avesse la sua roccaforte. Quasi duemila edifici crollarono, le persone sfollate furono migliaia e migliaia. Allo stesso tempo, i nazisti iniziarono la costruzione di un grande bunker che aveva nome in codice Martha. Era destinato a diventare la base sottomarina principale dei tedeschi nel Mediterraneo ed era stato progettato per ospitare fino a 20 U-Boot. Batterie di cannoni, casematte e depositi di munizioni esistevano anche sulle strategiche isole dell'arcipelago di Frioul (sia francesi che tedesche); tra la fine di maggio e l'inizio di giugno del 1944 le truppe americane bombardarono la città e le isole dell'arcipelago. I tedeschi capitolarono a Marsiglia il 28 agosto 1944 e sulle isole il giorno seguente. Il bunker U-boat non venne mai completato e oggi solo una parte di esso è stata conservata [6] .

 

Ma ora iniziamo i nostri veri "due passi"...

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[1] Alcuni libri utili: "Marseille insolite et secrète" di Eléonore Desurmont e Jean-Pierre Cassely- Guide (broché), 2013; "Marseille insolite" di François Thomazeau, con fotografie di Sylvain Ageorges - Guide (broché), 2007; "La Vie Hermetique de Marseille. La réunion des amis choisis et des soeurs de l'Orient dans la vie hermétique de Marseille, sous quatre rois, deux républiques, deux empires" di FelixChevrier e Antoine Alessandri, Paris, 1952 (franco-massoneria)

[2] Ricorderemo ai lettori che il più antico mazzo di Tarocchi esistente al mondo finora scoperto è quello italiano detto Sola-Busca (fine del 1400), che abbiamo potuto vedere in moastra a Palazzo Brera a Milano nel dicembre 2012, e qui si trova il nostro report

[3] L'intero mazzo si può vedere adeguatamente in questo sito

[4] Origines et histoire du Tarot de Marseille (P. Camoin)

[5] Le Tèlescope de Faucault

[6] http://www.battlefieldsww2.com/la_base_des_sous-marins_Marseille.html

Argomento: Prologo e curiosità

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Pytheas o PITEA il Massiliota

Valerio | 05.06.2014

Bel prologo, che tocca alcuni aspetti sicuramente da approfondire. Ammattisco per PITEA. La sua vicenda è piena di misteri. Grande e immeritatamente poco noto esploratore, navigatore, scienziato, dallo spirito avventuriero ma con un metodo mai improvvisato. Anzi, a guardare bene il suo viaggio, si resta imbarazzati tentando di spiegarlo, per quell'epoca (erano cinque o sei secoli prima di Gesù Cristo), Strabone preferiva negare i racconti di Pytea, perchè non riteneva possibile che tutto fosse vero, perchè ignorava cosa vi fosse veramente lassù al nord...E invece Pitea ha fatto un viaggio della madonna, scoprendo un'Isola misteriosa, al bordo del mondo: lì Ultima Thule.
Pitea affronta le coste dell'isola di Thule (Islanda?), dopo sei giorni di navigazione a nord; Egli osserva il sole che non tramonta mai. Egli annotò che a quelle latitudini la notte è estremamente breve: due ore per ciascuna, dopo di che il sole rinasce.
Un passo di Strabone ci dà informazioni astronomiche: «Il Massaliote Pytheas dice che le estreme regioni sono quelli intorno a Thule... verso il Tropico dell'estate che è lo stesso del Circolo Polare Artico.»
Thule è di sei giorni di navigazione dalla Gran Bretagna. Da dove? Da cap Orkas o dalle isole Shetland? Alcuni autori ritengono che Pitea sia andato in Norvegia, per il circolo polare artico. Verso nord, incontriamo la Norvegia prima di sei giorni di viaggio. PITEA è andato bene in Islanda, e Plinio dice "la più remota di tutte le isole".
PITEA arriva a Thule, senza dubbio il suo sogno. Si avvicina il solstizio d'estate. Trascorre le sue serate (pur se brevi) per osservare il sole. Egli sa che non è un fenomeno strano ma naturale. Il sole, quando uno è a nord dell'Islanda, tocca l'orizzonte e poi di nuovo immediatamente risorge.
PITEA ha scoperto un'isola che normalmente sarebbe troppo fredda per vivere. Ma un popolo visse lì. E gli insegnò che a un giorno di viaggio verso nord, il mare si congela; Plinio ebbe a scrivere che alcuni appellavano questo mare Cronian.
Pitea vi si addentrò con le sue navi e fu costretto ad arretrare solo quando non proseguirono più.
PITEA descrisse un estuario (Metuonis) di grandi dimensioni (circa 1200 km). Dove potrebbe essere? Le coste sono basse, dice, punteggiato di isole basse che probabilmente sono sommerse con l'alta marea. Lì c'era l' ambra per la penisola dello Jutland. È quindi nel Mar Baltico che Pitea è andato. L'estuario è probabilmente laddove tutti i fiumi sfociano nel Mar Baltico dal sud della penisola dello Jutland fino al fiume Vistola (Golfo di Danzica). Pitheas Ha descritto un popolo detto "Ostiens" che raccoglie Ambra abbandonata. E' l'attuale popolo Estone? Ulteriormente viaggi ancora a nord, alla ricerca della fonte del Tanai (Don). Esso descrive anche le porte dell'Asia dove c'è un perpetuo inverno e il freddo gelido e gli Iperborei. Dei popoli Sciiti abitavano la regione chiamata Bergues.
Nomina anche un'isola "Scandinavia" della quale non era in grado di misurare "le dimensioni immense" ma anche la Finlandia ha detto avere grandi dimensioni. PITEA senza alcun dubbio ha fatto scali tecnici in Scandonavia.
I suoi calcoli astronomici sono stati importantissimi.
Spero facciate una ricerca su di lui (vi darei una mano, vedo che qui c'è una marea di lavoro). Grazie tornerò.

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