Una pietra "alchemica"

                            Indizi di ermetismo a Marsiglia nel 1700

                                                          (Marisa Uberti)

 

                                 

 

Durante gli scavi del Centre Bourse di Marsiglia sono venuti alla luce molti reperti e molte iscrizioni funerarie. Visitando il Musée Historique di Marsiglia, ricco di stimoli all’approfondimento, siamo stati colpiti da un manufatto particolare, una pietra recante segni e simboli in odore di alchimia. La didascalia a corredo ha confermato la nostra supposizione perché ci ha informato che la pietra riporta geroglifici astrologici ed alchemici riferiti ai pianeti/metalli. Ma non presenta soltanto gli enigmatici segni esoterici, bensì anche una strana iscrizione:

                                                            

                                                                          C . I D E R F I E M . S I VOL A

 

La didascalia ha fatto durare poco il mistero, che però avevamo già risolto. La lettura va fatta al contrario e diventa:

                                                           

                                                                                A LOVIS. MEIFREDI. C

Siccome la U si scriveva come una V, la frase diventa:

                                                                 

                                                                               A LOUIS. MEIFREDI. C

 

che viene scritto Meyfredy nella didascalia del Museo, anche perché qualcuno evidentemente ha, a suo tempo, eseguito delle indagini, scoprendo che negli Archivi Genealogici Marsigliesi esisteva effettivamente un Louis Meyfredy, sposo di Elisabeth Tricon; dalla loro unione nacque Jean-Baptiste, che si unì in matrimonio con Marguerite Hyvert  l’ 8 ottobre 1715 nella chiesa di Saint Martin. Negli Archivi della Municipalità di Marsiglia  del 1843 si è ritrovato un documento, inoltre, in cui viene citato il nome di Louis Meyfredy per la vendita di terreni all’Intendenza Sanitaria per costruire delle infermerie (ambulatori, pensiamo). Ma la C che cosa significherebbe? In verità, la pietra appare oggi consunta e in alcune parti poco leggibile.

Sul personaggio non sappiamo altro; se non che la sua casa aveva come pietra di fondazione quella esposta al Museo, così almeno recita la didascalia a corredo del reperto, che fu trovato (ma non viene detto, l’informazione l’abbiamo recuperata in un secondo momento[i]), vicino alla Torre Nord nel sito archeologico della Bourse (del quale abbiamo parlato occupandoci proprio del Museo Storico, che ha sede esattamente qui, al termine dell’area archeologica all’aperto (Jardin de Vestiges).

C’è un ulteriore aiuto, una data, 1716, incisa sulla pietra stessa, nella parte bassa. E’ certo cosa curiosa che una persona usi un pezzo del genere come prima pietra della propria dimora! Deduzione logica è che il proprietario avesse conoscenze in discipline magico-alchemiche e che probabilmente usò quella pietra (sicuramente insieme a formule rituali inerenti) a scopo protettivo per la sua casa. Che poteva anche essere un laboratorio, fino a prova contraria. Ma ecco che si è infilato un ulteriore mistero proprio mentre scrivevamo queste righe.

La nostra visita a Marsiglia data a qualche settimana fa e al Museo Storico abbiamo trovato una didascalia a corredo della pietra che la descrive come “Pierre de fondation de la Maison de Louis Meyfredy” (cioè “Pietra di fondazione della Casa di Louis Meyfredy”) e subito sotto 1747, la data. Ma sul sito ufficiale del Museo  la didascalia pertinente questa stessa pietra è un’altra e recita:

Pierre tombale datée de 1716 et gravée d’inscriptions et de symboles cabbalistiques. Le nom du défunt, Louis Meifredi, est notamment écrit à l’envers, dans le phylactère supérieur. Comme ailleurs dans le royaume de France, le siècle des Lumières à Marseille entremêle les sphères savantes, hermétiques et religieuses. Fouilles de la Bourse – Port antique”.

Com’è possibile una discrepanza di questo genere? Da pietra di fondazione diventa “pietra tombale”, e la data non è 1747 ma 1716. Inoltre, le y scompaiono e il cognome viene trascritto tale quale è sulla pietra: Meifredi.

“De visu” la data è appena percepibile, ma c’è il 1716. La conferma di quest’ultima datazione ci viene da un documento (v. nota) in cui la pietra si vede molto bene in tutte le sue parti, compresa la data (1716). Nel momento in cui fu scattata quella fotografia sul documento (in bianco e nero), la pietra non si trovava al Musèe Historique di Marsiglia (che non esisteva, essendo stato aperto nel 2013), ma ad Aix-en-Provence nel deposito del Centre Camille Jullian[ii]. Non sappiamo se lì era esposta o solo in deposito; comunque rientrava nell'Inventario con uno specifico numero identificativo. Gli scavi al Centre Bourse di Marsiglia coprono un lasso di tempo di circa 40 anni e la pietra può essee stata ritrovata entro tale periodo, successivamente c'è da ritenere che fu conservata al Centre Camille Julian di Aix (un Istituto universitario di cooperazione tra le due città, Marsiglia ed Aix-en-Provence). Solo in previsione dell'apertura del Musée d'Historique di Marsiglia, è stato riconsegnato e quindi esposto; è così che ne stiamo parlando, altrimenti chi lo avrebbe mai saputo?

Probabilmente devono adeguare la didascalia in loco. Quindi la descrizione più attendibile dovrebbe essere quella riportata nel sito ufficiale, che reca la data corretta (1716) e la identifica come lastra funeraria o pietra tombale. Decisamente particolare per un sepolcro ma sappiamo bene che esistono manufatti molto criptici, negli ambienti iniziatici. Per ora vediamo quant’è bella e interessante questa pietra:

 

                                

 

Sopra vi è, in un cartiglio, l’iscrizione che abbiamo discusso in apertura (da leggersi, come abbiamo già detto, al rovescio). La frase indica una dedicazione A LOUIS MEIFREDI; è quindi possibile che qualcun altro l’abbia creata per lui e gliel’abbia donata? Se è una pietra tombale, sarebbe una dedica alla memoria dell'uomo- alchimista. L'incisione sembra comunque stata realizzata dalla stessa persona che ha inciso i simboli (analogia nei caratteri epigrafici). La ragione di aver scritto la frase al contrario risiede probabilmente nello stile "criptico" di certi ambienti iniziatici (alcuni alfabeti massonici, ad esempio, abbisognano di una chiave di lettura specifica per essere adeguatamente decifrati e letti).

Una croce è al centro di un elemento che sembra a tutti gli effetti un cuore, il quale inscrive un cerchio. La croce viene quindi a sormontare la figura circolare, che presenta tre registri, separati da sottili righe e a ben guardare, si notano anche dei segmenti  verticali. Nella prima riga si vedono 3 stelle a cinque punte (ruotate diversamente l’una dall’altra) che indicherebbero le influenze astrali o celesti; nella riga sottostante vi sono tre simboli, più complessi: il primo è un quadrato con un puntino al centro che, nella simbolica astrologico-alchemica, è il geroglifico del Sale; il secondo è un triangolo con una piccola croce inferiormente, che è il simbolo dello Zolfo; il terzo è il geroglifico del Mercurio e del metallo con lo stesso nome. Zolfo, Mercurio e Sale, i tre princìpi alchemici per antonomasia…Nel terzo e ultimo registro si trovano un cerchio con un puntino al centro (geroglifico del Sole e dell’Oro), un uccello che ha nel becco un ramoscello di ulivo, e la mezzaluna (Luna= simbolo dell’argento). L’uccello (è una colomba? Un cigno?) indicherebbe il “volatile”, la sostanza distillata dalla calcinazione della materia primordiale, nera e sulfurea. Il volatile porta nel becco il frutto di queste operazioni che, se eseguite correttamente e andate a buon fine, portano all’ottenimento della Pietra dei Filosofi. L’uccello potrebbe essere anche una Fenice, e il ramoscello quello di Acacia, la pianta cara ai Massoni.

Sole e Luna possono riferirsi all’oro e all’argento in termini alchemici, (rapportati all’astrologia, ai due luminari superiori). La figura del cerchio rappresenterebbe l’athanor, il vaso nel quale la materia deve trasmutarsi. Ma troviamo altri simboli attorno al cerchio: da una parte (a sinistra guardando la lastra) quello di Marte (o del ferro) e quello di Saturno (o del piombo), dalla parte destra vediamo quello di Venere (o del rame) e quello di Giove (o dello stagno). Tutto questo simbolismo rientra nel linguaggio alchemico.

La data 1716 si trova tra il perimetro del cerchio e la parte terminale del  cuore, nell'estremità inferiore e al centro.

Altri segni sono riportati sulla lastra, tuttavia potrebbero essere dovuti alle condizioni in cui fu trovata; da rilevare il cerchio abbastanza profondo a sinistra e in basso, mentre nella medesima posizione ma a destra, si intravvede un elemento zoomorfo molto consunto o forse è soltanto un' impressione, un fenomeno ottico inconsistente nella realtà. Anche accanto al cartiglio, superiormente, a destra si individuano possibili segni. Si direbbe (ma è soltanto una ipotesi) che la pietra possa essere stata reincisa: forse sotto aveva qualche altro graffito?

Allo stato attuale delle informazioni di cui si dispone, non si conosce purtroppo il contesto di appartenenza dell’ermetica pietra; spostati dal loro luogo di origine, infatti, tutti i manufatti perdono molto del loro significato, specialmente quelli inerenti discipline complesse come l’Alchimia. Ritenendola una “pietra di fondazione”, si è pensato al motto alchemico del VITRIOL  “Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem”, che significa “Visita l’interno della terra, e rettificando troverai la pietra nascosta” (che è la vera medicina). Se scavare la terra, penetrare in essa e dunque in se stessi è il primo passo verso la realizzazione della Grande Opera, alla terra (Madre) l’uomo aveva affidato la sua conoscenza, la sua “pietra” per fondare la sua Opera. Chissà? Un deposito sacro, per via della croce. Una croce particolare che termina come la punta di una spada. In alchimia la croce è il geroglifico del crogiolo. E la spada è la lancia di San Giorgio (come di Cadmo, di Ares, di Longino, ecc.), dell'eroe, che trafigge il drago ermetico per liberare la bianca principessa, la parte aerea, spirituale e volatile [3].

La croce e il cuore (riferimento al Sacro Cuore di Gesù Cristo?).

E’ indubbio che i simboli riprodotti sul blocco siano presenti in tutti i Trattati di Alchimia, che di certo Louis Meifredi o Meyfredy conosceva. Ma in via dubitativa si può anche pensare che la pietra gli fu donata da un alchimista, e che egli la impiegò per arredare il suo gabinetto di curiosità o il suo eventuale laboratorio in cui si dilettava nella scienza di Hermes? Questi dubbi e le risposte alle domande potrebbero venire solo dal ritrovamento di qualche altra parte edilizia inerente quella dimora.

Ci sovviene un sospetto: e se la frase non fosse da interpretare “A Louis Meifredi” ma fosse da lasciare A LOVIS. MEIFREDI. C

In questo caso Meifredi avrebbe fatto la dedica a qualcuno di nome Lovis (resta sempre il mistero della C). Senza contare che Meifredi potrebbe essere un nome di fantasia o in codice. E' pur vero che Meifredi e Meyfredy sono considerati forme simili o varianti tra di loro; è un cognome concentrato in Provenza e nelle Alpi meridionali (e ci siamo). Deriverebbe da un nome di persona di origine germanica Mathfrid: math = forza + Frid = pace. Vuoi vedere che potrebbe essere stato anche italiano...Sarà una cosa trascurabile ma volendo vederci chiaro bisogna pur cominciare da qualcosa e l’iscrizione è molto importante, a nostro avviso.

Lo studio di questa pietra continua.

 

 

(Autrice: Marisa Uberti. © 2014 Tutti i diritti riservati. Articoli e foto non possono essere copiati nè riprodotti senza autorizzazione dei rispettivi autori)

 

 


[i] Jean-Michel Mathonière et Pierre Mollier “DEUX ÉPIGRAPHIES SYMBOLIQUES OU LA “MARQUE” DE LA MAÇONNERIE ET DE L’ALCHIMIE À MARSEILLE AU XVIIIe SIÈCLE”, Renaissance Traditionnelle, 2002. La foto in bianco e nero di cui abbiamo pubblicato un piccolo frammento in apertura fu scattata da M. Henry Treziny, grande archeologo che scavò proprio nel sito della Bourse di Marsiglia ed è stato direttore del Centre Camille Jullian

[ii] Laboratorio di Archeologia Mediterranea e Africana dell’ Università di Aix-Marsiglia, CNRS e Ministero della Cultura. Ha sede ad Aix-en-Provence

      [3] Vedasi anche questo nostro articolo, in cui vengono analizzati simbolismi alchemici simili

 

Argomento: Una pietra "alchemica"

Alchimie

Fulcanelli// | 03.06.2014

Bon travail, Marisa! Vous êtes habile de découvrir l'importance de ces pierres enterrées. rappelez-vous ce qu'il a dit Magophon:
<<Nous croyons avoir accompli notre tache avec toute la probité, et fait luire quelques clartés nouvelles dans un domaine obscur>>.

Pietra alchemica

Agostino de Santi Abati | 29.05.2014

Per quanto riguarda i 6 simboli alchemici ritengo che una delle letture possa essere la seguente :
Quadrato con puntino URINA
Triangolo con croce ZOLFO
Cerchio con corna MERCURIO PAPA e SALE

Cerchio con puntino SOLE GIUDIZIO
Uccello fenice RISORGERE
Mezza Luna SACERDOTESSA
con il seguente significato:
IL SAPERE (SALE) DEL DIAVOLO SATANA (PAPA) o IL DIAVOLO STESSO RISORGERA' GRAZIE AL GIUDIZIO DELLA SACERDOTESSA (del SOLE il simbolo del cerchio con il punto può anche rappresentare la SACERDOTESSA oltre che il SOLE)

Pietra alchemica

Agostino de Santi Abati | 29.05.2014

Un ultima aggiunta che ci consegna una pietra tombale non scritta da Louis Maifredi ma da qualcuno che ne ha voluto ricordare la sua scontrosità e forse stupidaggine nei confronti del prossimo.
Le combinazioni delle lettere per farvi un esempio portano a ben 5247 parole di senso compiuto in italiano,badate ho parlato di parole che a loro volta combinate insieme daranno delle frasi, (naturalmente dovremo considerare principalmente il latino) ma quella che ci interessa è EMISFEROIDALI le rimanenti lettere CV danno origine ad una abbreviazione latina CLARISSIMUS VIR cioè EMINENTE UOMO ora tale accostamento secondo la mia ipotesi ha il seguente significato che risuona come un epiteto rivolto al personaggio LOUIS MEIFREDI EMINENTE UOMO TESTICOLI (ma inteso nel suo equivalente dispregiativo, entrato da tempo nel linguaggio corrente con il significato di persona poco avveduta che non prevede le conseguenze dei propri atti per insufficiente intelligenza)

Pietra alchemica

Agostino de Santi Abati | 29.05.2014

A conferma delle due precedenti traduzioni latine che dipingono un uomo alquanto risoluto nei modi la relativa traduzione in lettere ebraiche del nome LOUIS. MEIFREDI da la seguente frase
לו איס מהי פרה די
1 2 3 4 5
che tradotta è
1 2 3 4 5
ABBASTANZA BASTARDA COSA UOMO MAGARI
con il significato di UOMO CHE FA COSE ABBASTANZA BASTARDE
Tenendo presente che le traduzioni latine sono confermate da questa frase ebraica dal termine AC che in ebraico è
אכ
con il significato di INFATTI.

Pietra alchemica

Agostino de Santi Abati | 29.05.2014

La frase riportata sulla pietra CIDERFIEMSIVOLA nasconde una frase latina
CI DER FI EM SI VOLA
Invocare il dono degli Dei può essere fatto ecco pure con il palmo della mano
Ma ovviamente non è finita qui riprendendo la stessa frase al contrario
ALOVISMEIFREDIC
si leggerà:
ALO VIS MEI FRE DIC
Frase molto particolare che suona come un monito
FAR CRESCERE I MIEI TESTICOLI BLOCCA LE MIE PROMESSE
Il proprietario di questa pietra che nella prima frase si paragona ad un Dio a cui chiedere aiuto doveva essere un uomo di poche parole! Insomma chiedete e vi sarà dato ma non rompete i cosiddetti!

Nuovo commento