Saint Cornely

                          La cittadina di Carnac e il culto di San Cornely

                                                                (Marisa Uberti)

 

Arrivando nella mitica località dei megaliti, la cosa più opportuna è parcheggiare nei pressi del Museo della Preistoria e fare un giro del centro urbano di Carnac a piedi. Si vedrà subito l’imponente mole della Chiesa di San Cornely (Cornelle in francese) che, all’interno, conserva gelosamente le venerate reliquie del santo patrono, in un busto-reliquiario, protetto in un tabernacolo. Sul frontone del campanile la statua del santo (con la tiara papale) è affiancata da due formelle raffiguranti due bovidi in mezzo ai menhirs.

 

                  

 

L’iconografia si rifà alla tradizione di antichissima memoria che ha due versioni:

  • la prima narra che Cornely, che fu papa a Roma[1], avrebbe dovuto fuggire per le persecuzioni dei romani. Accompagnato durante il suo viaggio verso la Francia da due buoi che portavano il suo bagaglio, giunto nel villaggio di Moustoir (a Carnac) salì su una alta montagna dalla quale vedeva il mare e si avvide che uno stuolo di soldati lo inseguiva. A questo punto, non potendo fare altro, trasformò tutta l’armata in pietra, che sarebbero gli allineamenti di menhirs! Quelli isolati sarebbero invece i soldati pietrificati che si erano attardati (indugiavano), come il menhir di Krifol, che rappresenterebbe un soldato che si era fermato a bere il dolce latte del villaggio di Kerlann…
  • la seconda versione parte sempre da Cornelio quale papa a Roma, il quale era perseguitato dai soldati romani e fuggì verso la Francia, con i due buoi (o tori). Egli arrivò a Carnac tramite una via commerciale, quella da Auray a Carnac e a nord del borgo. Vedendo delle persone che seminavano avena domandò che cosa seminassero, ed essi risposero “Dell’avena”. “Allora- disse Cornely- voi domani la taglierete e, in effetti, l’indomani l’avena era matura e quelli la tagliarono. Ad un certo momento arrivarono dei soldati romani che chiesero ai contadini se avessero visto passare un uomo con due buoi. “Si- risposero- quando noi seminavamo questa avena”. Chiaramente i romani pensarono che doveva essere trascorso molto tempo  da allora, poiché la stavano già mietendo (non sapendo del “prodigio” operato da san Cornely!). Quindi il loro comandante disse che lì non avrebbero avuto altro da fare ma mentre se ne andavano, furono trasformati tutti in pietre.

 

Non sarebbe la prima volta che Cornely compie prodigi.  Emerge la figura di un santo prodigioso, che compie miracoli, e che in molti accomunano ad uno sciamano-druido. Il suo culto è localizzato solo in Bretagna. Emblematica è la festa del "pardon" (perdono) che si svolge in occasione della festa del santo, che è patrono degli animali con le corna (retaggio del celtico Cernunnos?), a metà settembre. La celebrazione del "perdono" avviene in tutte le chiese limitrofe, in date diverse in base alla festa del santo o santa titolare, ma sempre con riti che uniscono tradizioni cristiane e quelle "pagane" (come il "cerchio celtico", la benedizione dell'acqua e del fuoco, ecc.). Quella in onore di Saint Cornely prevede una cerimonia in cui Il sacerdote e i fedeli compiono un giro circolare del paese, al cui centro c’è la fontana; giunti nei pressi di quest’ultima, l'officiante bagna del vischio (sacro ai Druidi) e benedice con esso i fedeli. Il ritorno in chiesa è accompagnato dal vessillo del santo, ritratto con i bovidi in mezzo ai menhir, com'è raffigurato sul campanile (vedi foto di apertura).

La chiesa parrocchiale di Carnac è considerata uno dei più bei monumenti del Morbihan. Il suo campanile si vede da una certa distanza e guarda verso il mare. Il lato Nord dell'edificio, che prospetta sulla piazza principale, è sormontato da un baldacchino in granito in forma di corona, che è unico in Bretagna. 

 

           

 

Facendo il giro dell'edificio abbiamo notato che, sul lato sud, vi è un altare a tre gradini, addossato alla parete, che non è più usato poichè al centro, al posto del vano delle reliquie, cresce una bella pianticella! L'interno, preceduto da un bel porticato con arco a ogiva (superbamente dipinto), mostra tre navate sostenute da poderose colonne. Particolarissimo il soffitto ligneo a carena di nave, completamente affrescato. L'organo risale al 1775 e naturalmente non sfugge all'attenzione il busto-reliquiario di San Cornely, in legno dorato. la luce entra da 12 vetrate, otto delle quali dedicate al santo titolare.

 

                                    

Saint Cornely in una delle vetrate a lui dedicate: qui è ritratto mentre guarisce dai demoni la figlia del senatore romano, uno dei miracoli attribuitigli dalla tradizione

 

Vi sono diversi altari: il Maggiore (di Saint Cornely), di San Giovanni Battista, del Rosario, del SS.Sacramento (o della Trinità), e quello di Sant'Isidoro in costume bretone. Diversi i dipinti settecenteschi e, nella navata centrale, uno raffigura Saint Cornely. Preziose anche le recinzioni in ferro battuto. Per le sue particolarità, questa chiesa è considerata eccezionale. Si invita a leggere ulteriori notizie sul sito del Pays de Carnac.

Noi invece adesso facciamo proprio "due passi" e ci dirigiamo nel vicino Museo della Preistoria, dove inizieremo ad immergerci nell'universo magico della misteriosa civiltà megalitica che a Carnac ha lasciato migliaia di testimonianze, pur senza rivelare i suoi segreti.

 



[1] Un papa Cornelio è realmente esistito, secondo il Catalogo Liberiano; nato nel 180 circa d.C., sarebbe morto nel 253 e avrebbe retto il soglio pontificio per due anni, dal 251 fino alla morte. I

 

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