2. Fëdorov e il Supramoralismo

                                                      (Alessio Marchetti)

                                                             Parte II di VII

 

Si parla di Cosmismo in riferimento alla corrente filosofica nata e sviluppatasi in Unione Sovietica nel XX secolo ed originata dal concetto di supramoralismo, ideato dal filosofo russo Nikolaj Fëdorovič Fëdorov nel corso dell’Ottocento.

Con il supramoralismo Fëdorov indica la morte come nemico principale da sconfiggere, un nemico laico dello sviluppo umano, mentre l’ “Uomo Nuovo” sarà in grado di operare la resurrezione propria come degli antenati grazie a strumenti scientifici che consentiranno all’uomo stesso di acquisire il potere assoluto nei confronti della Natura, l’immortalità e la colonizzazione dell’intero Universo. L’interpretazione sovietica attribuisce all’Uomo Nuovo il termine di Proletario.

E’ probabile che queste posizioni filosofiche abbiano avuto una certa influenza anche su Bogdanov e Lunačarskij.

Con la sua grande opera, “La Filosofia dell’Opera Comune” (1903), Fëdorov propugna la trasformazione della Terra da magnete naturale a elettromagnete, con una serie di cavi elettrici che la circonderanno secondo uno schema spiraliforme, fornendo all’uomo la possibilità di controllare gli eventi atmosferici quali tempeste, fulmini e più in generale l’intero clima terrestre; anche Lenin peraltro fu molto affascinato dall’elemento della corrente elettrica. Tali questioni comunque sono tuttora attuali, con diversi Paesi del Mondo, Russia in primis, che hanno affermato di essere in grado se non di decidere del tutto, quantomeno di condizionare gli eventi climatici locali nel breve periodo.

L’opera prevedeva anche la resurrezione degli antenati grazie ad un grande lavoro di archeologia, museologia, astronomia e biologia, ricostruendo di fatto i corpi dei defunti. Secondo Fëdorov gli astronomi avrebbero dovuto ricercare gli atomi appartenuti ai defunti e ormai sparsi per il cosmo, così come gli archeologi avrebbero dovuto riesumare i resti dalla terra, mentre altri scienziati avrebbero provveduto alla ricostruzione delle individualità dell’anima. Di fatto era diffuso un concetto di resurrezione dell’uomo per opera dell’uomo e non di un potere divino, perciò l’opera di Fëdorov attirò molte critiche su di sé.

Fëdorov aveva pensato proprio a tutto, infatti teorizzò che la conseguente resurrezione dei defunti avrebbe procurato un sovrappopolamento del pianeta, risolvibile con la colonizzazione di altri pianeti e con la castità al fine di non creare nuovi individui. Molti fisici ed astronomi furono affascinati da queste teorie in quanto la colonizzazione di mondi extraterrestri iniziava a suscitare curiosità nel mondo. Una volta raggiunta l’immortalità si rendeva quindi necessaria la costruzione della Cattedrale Celeste, una moltitudine di astronavi derivanti dalla fusione tra architettura ed astronomia. Secondo Fëdorov ogni astronave doveva rispondere ai comandi del proprio equipaggio, mentre il movimento dell’intera Cattedrale sarebbe dovuto derivare da un’intelligenza nata dall’unione delle diverse astronavi; secondo critici moderni era un’idea dell’attuale internet.

L’opera di Fëdorov è notevole, oltre per i tratti fantascientifici, anche perché va a teorizzare l’abbattimento delle barriere imposte dal ciclo naturale degli eventi (si notino la morte e il clima) per arrivare a realizzare una società giusta, priva di disuguaglianze, sebbene fondata su un eccesso di scientismo; infatti egli riponeva cieca fiducia nelle tecniche scientifiche e nel loro sviluppo.

Il fine, l’Opera Comune dell’immortalità doveva essere proprio quello dell’approdo quasi paradisiaco verso una società basata sulla condivisione, sulla collettività e non sulla separazione e sulle rivalità. Fëdorov si scagliava tra l’altro contro Nietzsche, reo a suo dire di aver propagandato una cultura di morte e distruzione, come anche contro Cartesio e Kant, che sebbene avessero contribuito in parte a propugnare il progresso delle scienze, erano riconosciuti colpevoli di aver formulato idee che hanno determinato, insieme alla filosofia occidentale, la disgregazione sociale e la preferenza dell’ io sul noi conducendo quindi la società verso l’individualismo, da lui fortemente avversato e in pieno contrasto con la realizzazione di obiettivi comuni.

Fëdorov condusse una vita ascetica, vivendo in una stanza delle dimensioni di una cella e dormendo su una panca; i suoi abiti erano gli stessi sia d’estate che d’inverno poiché egli riteneva importante soltanto l’interiorità e il pensiero e non l’aspetto esteriore dell’individuo. Si dedicò anche ai poveri, cui donava una parte del suo salario derivante dall’attività svolta presso la biblioteca del museo Rumyanzev di Mosca, per la quale rifiutò anche occasioni di promozione che gli vennero offerte. Non volle possedere alcuna proprietà, poiché riteneva immorale la proprietà privata, compresa quella delle idee e dei libri perché le azioni svolte dalla mente erano secondo lui di proprietà dell’umanità intera. Il rifiuto di farsi fotografare e ritrarre rendeva praticamente impossibile tramandarne un’immagine fisica, che abbiamo però solo grazie ad paio di dipinti.

La sua aspirazione verso la vita eterna sulla Terra e la risurrezione dei defunti in chiave laica offrirono molti spunti di studio ed approfondimento ai filosofi e scienziati dell’epoca (e forse anche a quelli attuali) e paradossalmente alcuni critici hanno visto nell’opera di Fëdorov la volontà di ideazione di un cristianesimo patriarcale, come una filosofia religiosa basata su una causa comune che volesse unire la collettività verso il raggiungimento di grandi traguardi come la vittoria sulla morte e sulla natura. Effettivamente egli riteneva il cristianesimo ortodosso una buona base da cui partire, ma nonostante ciò l’establishment sovietico ne riportò alla luce le opere, poiché finché fu in vita i suoi scritti non ebbero quel seguito che ottennero invece a posteriori.

 

                Nikolaj Fëdorovič Fëdorov (1828-1903)

 

 

Parte I: Bogdanov, aspirazione all'eterno

Parte III: il Cosmismo

Parte IV: La Cosmonautica russa e sovietica

Parte V: Le Teorie di Gurdjieff

Parte VI: Comunismo e Materialismo

Parte VII: Previsioni vere e smentite

Argomento: Fëdorov e il Supramoralismo

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