Un nuovo paradigma, Esseri Superiori e Governance del pianeta Terra.

                           Le divulgazioni di George I. Gurdjieff                                        

                                            (Maurizio Martinelli)

 

 

  • Gurdjieff e Sitchin –

Formazione della Terra ed interventi genetici 

  • Gurdjieff e Sitchin –

Dimensioni temporali e longevità

  • La base sul pianeta Marte
  • Gurdjieff, Sitchin ed Andy Lloyd

Un nuovo paradigma cosmologico

  • Il pianeta di origine degli Esseri Superiori e la Pietra Nera
  • L’imprevidenza degli Esseri Superiori
  • Le corna come simbolo di potere e conoscenza
  • Verso un nuovo paradigma

 

 “In modo analogo, noi, sul pianeta Karataz ( o Karatas secondo la traduzione di Letizia Comba ed Igor Legati [1]) chiamiamo “ anno “ il periodo di tempo compreso fra i momenti in cui i soli “ Samos “ e “Selos “sono più vicini l’uno all’altro….Inoltre è stato calcolato che durante il periodo al termine del quale il sole “ Samos “ raggiunge il punto più vicino al sole “ Selos “ –periodo che sul pianeta Karataz ( o forse meglio Karatas, NDA ) è considerato un “ anno “ – il pianeta Terra descrive attorno al suo sole Ors trecentottantanove dei suoi cerchi ( anno, NDA )…[2]

Le sorprendenti frasi sopra citate appartengono a George Ivanovitch Gurdjieff[3], senz’altro uno fra i personaggi più interessanti, dal punto di vista cognitivo, apparsi in Europa e negli Stati Uniti negli ultimi due secoli. Lo scopo del presente saggio non consiste ovviamente in uno studio di Gurdjieff, sul quale le opere ed i libri abbondano sin dalla sua morte avvenuta in Francia nel 1949. Intendo invece mettere in evidenza il fatto che i suoi scritti diventano molto più comprensibili inquadrando Gurdjieff all’interno dei progetti educativi in atto verso l’Homo Sapiens Sapiens da parte degli esseri che gestiscono la governance del pianeta Terra.

 

                             

                                               Gurdjieff durante una conferenza

 

Innanzitutto Gurdjieff non era isolato, ma era legato, direttamente od indirettamente ad una millenaria organizzazione, la quale opera per nome e per conto di chi detiene la Governance del pianeta Terra.  La sua appartenenza a tale organizzazione è stata divulgata dall’Avvocato Paolo Rumor nel 2010 in un saggio all’interno del libro “L’altra Europa “[4], scritto con la collaborazione del professor Giorgio Galli e dell’architetto Loris Bagnara.

Nel libro Rumor riporta e ricostruisce le memorie del padre, Giacomo, il quale svolse le sue attività per tale l’Organizzazione o Struttura, all’interno del movimento cattolico e della Democrazia Cristiana, rimanendo sempre a stretto contatto con il cardinale Montini, successivamente Papa Paolo VI, all’epoca responsabile dei servizi segreti del Vaticano. Il cugino di Paolo Rumor, Mariano, fu invece un protagonista più visibile della politica italiano sempre all’interno della Democrazia Cristiana; infatti Mariano Rumor fu per ben cinque volte presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

Analizzando i profili dei personaggi citati da Rumor fra gli appartenenti alla Struttura intorno alla metà del diciannovesimo secolo (Rumor ha accuratamente evitato di citare persone ancora in vita), si notano comuni intenti divulgativi riguardo ad tema estremamente attuale, ovvero l’ipotesi che la governance del pianeta Terra sia diretta da poche persone, accuratamente non identificabili, i cosiddetti “Maestri Sconosciuti “, “Superiori Sconosciuti “, oppure “Guide dell’Umanità “.  A tale tema era legato il concetto di “magia “, ovvero una tecnologia sconosciuta alle persone normali, che era appunto gestita da Esseri Superiori.

 In un articolo[5] pubblicato di recente ho iniziato una prima analisi delle persone che Paolo Rumor indica come appartenenti alla Struttura[6], mentre Gurdjieff invece è citato da Rumor per ben tre volte all’interno del proprio libro. La prima volta a pagina 105, assieme a personaggi come Cesare Merzagora[7], Jean Cocteau[8], Giacomo Rumor, padre dello stesso Paolo Rumor, i quali furono membri come lui delle commissioni che si riunirono poco dopo la fine della seconda guerra mondiale allo scopo di mettere le basi per la creazione della futura Unione Europea.

 

                                

                                                          Jean Cocteau

 

La seconda volta a pagina 128, “…Il già citato Georges Gurdjieff, in cui nome compariva anche nella lettera di Spellmann del 1961, era indicato da Schumann come un “…Priore, depositario di un registro (o di una copia di questo) contenente la parte inziale dell’elenco da me sommariamente riportato[9]” (degli appartenenti all’Organizzazione o Struttura come la indica Rumor, NDA).

Ricordo che Gurdjieff, prima di un viaggio negli Stati Uniti durante gli anni Trenta, distrusse tutte le sue carte private e documenti personali, per cui non è escluso che possa aver distrutto anche i documenti riguardanti la Struttura. Incidentalmente rammento ancora che egli si stabilì assieme ai suoi allievi in Francia vicino a Fontainebleau nel 1922 andando a vivere in una struttura denominata “Prieurè.   

 

La terza volta Gurdjieff viene citato a pagina 142, fra i collaboratori “speciali “della Struttura, assieme ad uno dei suoi principali discepoli, J.G. Bennett[10] e a Jean Cocteau.   

 

  • Gurdjieff e Sitchin –

Formazione della Terra ed interventi genetici 

Il concetto di una catastrofe iniziale avvenuta all’interno del sistema solare e di cui uno dei protagonisti fu proprio il nostro pianeta, la Terra, venne proposto da George Ivanovic Gurdjieff in “I racconti di Belzebù a suo nipote “. Come sappiamo Gurdjieff non pubblicò in vita nessun scritto, salvo un saggio che venne immediatamente ritirato[11], per cui le informazioni da lui dischiuse apparvero solamente a partire dal 1950, quando le prime edizioni dei suoi libri[12] vennero pubblicate.

Anticipando dunque i recenti riscontri della scienza ufficiale, Gurdjieff, pur nel suo stile iperbolico, descrive in maniera dettagliata gli avvenimenti cosmici che formarono il nostro sistema solare “… A quel tempo, come Ti ho già detto, quel sistema solare si era appena formato e non partecipava ancora pienamente a ciò che si chiama “l’armonia di reciproco sostegno di tutte le concentrazioni cosmiche “. Solo più tardi si seppe che, in conformità a questa “armonia di reciproco sostegno di tutte le concentrazioni cosmiche “, una cometa detta “a grande orbita “, che oggi esiste con il nome di cometa Kondur, doveva attraversare quel sistema. A quell’ epoca quella cometa era “concentrata”, ma era la prima volta che percorreva la sua traiettoria definitiva. E alcuni Individui sacri (ovvero Esseri Superiori, NDA) competenti ci spiegarono più tardi, in via confidenziale, che la traiettoria decritta dalla cometa doveva incrociare quella della Terra.

Dunque, in seguito a degli errori di calcolo di un Individuo sacro, esperto in materia di leggi della creazione e della conservazione del modo, i tempi in cui le due contrazioni cosmiche dovevano passare nel punto delle rispettive traiettorie, coincisero. In seguito a questo errore il pianeta Terra e la cometa Kondur entrarono in collisione, cozzarono così violentemente che per l’urto, come ti ho già detto, dal pianeta Terra si staccarono due grandi frammenti che se ne andarono a volare nello spazioil pianeta Terra e la cometa Kondur entrarono in collisione: cozzarono così violentemente che per l’urto, come ti ho già detto, dal pianeta Terra si staccarono due grandi frammenti che se ne andarono a volare nello spazio. L’urto ebbe gravi ripercussioni, poiché quel pianeta si era appena formato e la sua atmosfera, che avrebbe dovuto servire da “ammortizzatore “, non aveva ancora avuto il tempo di costituirsi interamente…il più grande dei due frammenti fu chiamato”Lunderperzo” e il più piccolo” Anulios “ ; furono inizialmente chiamati così anche dagli esseri tricerebrali ordinari che apparvero in seguito sulla Terra. Ma più avanti, secondo le epoche, ricevettero nomi diversi. Fu così che, non molto tempo fa, il frammento più grande prese il nome di “Luna “; il piccolo frammento invece fu a poco a poco dimenticato, tanto che gli esseri dei tempi attuali non solo non gli danno alcun nome, ma non sospettano nemmeno che esista [13].

Apparentemente pochissime persone si sono soffermati su questa importante comunicazione. A mia personale conoscenza solamente tre persone ne hanno scritto, uno dei biografi di Gurdjieff, James Moore, il quale ne accenna velocemente nella sua ampia biografia[14], lo studioso Phil Teerta Mistlberger[15], il cui studio è riportato da Andy Lloyd nei suoi siti e Ralph Metzner della Green Earth Foundation[16].

 

In effetti Mistlberger si è reso conto che Gurdjieff ha preceduto di circa cinquanta anni le informazioni che Zecharia Sitchin[17] ha divulgato all’Homo Sapiens Sapiens a partire dal suo primo libro pubblicato nel 1976. Mistlberger, citando alcune parti de “I racconti di Belzebù “, ne fornisce una chiara spiegazione “…il libro è un’allegoria che riguarda un angelo denominato Belzebù il quale in gioventù si rivoltò contro evidenti ingiustizie nel progetto e nell’organizzazione dell’universo. Egli tentò di risolvere i problemi da solo, ma ne scaturì un enorme disastro dovunque, per cui venne punito con l’esilio nel sistema solare “Ors “, il nostro sistema solare dove visse su Marte con la possibilità di effettuare viaggi inter-planetari. Altri suoi compagni in esilio vennero inviati sulla Terra, alcuni di loro (i quali ricordano i Nefilim, i “Giganti “o gli “angeli caduti “del vecchio Testamento) crearono problemi interagendo con le civiltà umane. Questi angeli rimasti sulla Terra alla fine chiesero di essere aiutati da Belzebù, che si trovava su Marte, da dove aveva iniziato le sue acute osservazioni riguardo all’umanità…Esaminando alcune fra le interpretazioni di Sitchin riguardo agli antichi documenti Sumeri, rimasi colpito da alcune similitudini fra le sue affermazioni e le idee cosmologiche proposte da Gurdjieff in “ Belzebù “ .

 Ovviamente non è in discussione chi sia stato il primo. Sitchin nacque solo nel 1920, il suo primo libro, che riscosse grande successo, “ Il dodicesimo pianeta “, venne pubblicato nel 1976. Da allora egli scrisse una serie di opere delineando le sue teorie. Non esiste prova che Sitchin abbia mai conosciuto le opere di Gurdjieff. Le correlazioni sono sorprendenti, è interessante anche notare che Gurdjieff sosteneva che la Fratellanza Sarmoung (la leggendaria società esoterica che lo avrebbe istruito) sia nata in Babilonia intorno al 2.500 A.C., mentre Sitchin ha sempre scritto che le sue fonti erano i documenti Sumeri che vengono datati all’incirca nello stesso periodo. [18]“.

Zecharia Sitchin, basandosi su una propria interpretazione “ letterale “ delle tavolette Sumere  ritrovate nella Mesopotamia a partire dal diciannovesimo secolo e successivamente tradotte da varie missioni gestite dai paesi occidentali ed in particolare dagli Stati Uniti tramite The Oriental Studies Departments of the University of Pennsylvania grazie agli studiosi  Ephraim Avigord Speiser[19],  Samuel Noah Kramer[20] e Thorkild Jacobsen[21], ha iniziato nel 1976 la pubblicazione di una serie di 14 libri, nei quali presenta sia una coerente ricostruzione degli accadimenti verificatisi sul pianeta Terra negli ultimi 450.000 anni circa, sia una plausibile spiegazione della formazione del nostro sistema solare intorno a 3.9 miliardi anni fa.

                             

E’ importante notare che Sitchin, secondo quanto riportato in un articolo pubblicato il 10 gennaio 2010 dal New York Times[22], si trasferì a New York nel 1952.

 Oltre alla evidente similarità nella spiegazione della formazione del nostro sistema solare tra Gurdieff e Sitchin, esiste un’altra importante correlazione positiva tra i due studiosi relativa ad un intervento esterno sull’Homo Sapiens Sapiens oppure sull’Homo Erectus secondo Sitchin. Infatti fra le pagine di “Belzebù “emergono le prove di un intervento genetico effettuato da Esseri Superiori nei confronti dell’Homo Sapiens, tramite l’installazione nella sua colonna vertebrale di un organo speciale (chiamato da Gurdjieff “kundabuffer “). Questo fatto generò delicate ed importanti conseguenze nella cosiddetta “evoluzione “ dell’Homo Sapiens Sapiens, come spiega Gurdjieff, “…Così caro figliolo, l’Altissima Commissione decise di impiantare a titolo provvisorio un certo organo nella presenza generale degli esseri tri-cerebrali di laggiù , questo organo aveva proprietà tali che da lì in poi essi (l’Homo Sapiens Sapiens, NDA ) avrebbero percepito la realtà “alla rovescia “ ,ed inoltre ogni impressione ripetuta di origine esterna avrebbe cristallizzato in loro i dati necessari all’apparizione di alcuni fattori atti a provocare le sensazioni di “ piacere “ e di “soddisfazione [23]“.

Purtroppo per l’Homo Sapiens Sapiens le conseguenze dell’installazione dell’organo “ kundabuffer “ rimasero intatte anche dopo la sua eliminazione, come spiega ancora Gurdjieff, “…Ora figliolo, per comprendere i risultati che derivarono dalle proprietà dell’organo inventato e realizzato dall’incomparabile Angelo Luisos – sia benedetto il suo nome nei secoli dei secoli – dovresti conoscere le svariate manifestazioni degli esseri tri-cerebrali di quel pianeta, sia durante il periodo in cui possedevano l’organo kundabuffer, sia dopo la sua distruzione , infatti, anche se le proprietà di questo organo sbalorditivo scomparvero come tali insieme ad esso, tuttavia, per diverse ragioni, le loro conseguenze avevano già cominciato a cristallizzarsi nella loro presenza [24]

Parallelamente Sitchin ha spiegato nei propri libri, anche alla luce delle scoperte della scienza ufficiale riguardo all’ingegneria genetica, che Esseri Superiori ( denominati da Sitchin Anunnaki secondo la terminologia dei Sumeri ) operarono due successive manipolazioni genetiche su un essere esistente sul pianeta Terra, l’Homo Erectus, “ I testi Sumeri della Creazione descrivono dettagliatamente il processo grazie al quale Enki ( il manager della Terra per gli Anunnaki, NDA ) e Ninharsag ( la manager del settore genetico, NDA ) crearono l’Uomo. I testi descrivono un processo di ingegneria genetica – implementare l’ominide che (nelle parole di Enki ) “ già esisteva “ aggiungendo geni degli Anunnaki per permettergli di diventare un Uomo Sapiens; quindi tramite una seconda operazione di ingegneria genetica, il “Serpente“ ( il biblico Serpente, ovvero Enki, NDA ) introdusse nell’ibrido la possibilità di procreare [25]. Continua Sitchin, …Il Te’ema – l’Essenza della Vita o Personalità di un dio – ciò che oggi definiamo come il suo DNA genetico – venne “mescolato “con l’essenza di un Essere trovato (scrivono i testi ) nell’area “ proprio sopra l’Abzu[26] “. Mescolando i geni estratti dal sangue di un dio con l’” essenza “di un essere terrestre allora esistente, venne creato “ l’Adamo “ tramite un’operazione di ingegneria genetica. [27]“..

 

                           

Cilindro mesopotamico in cui Ea/Enki e Ninharsag/Ninti aiutati da Ninghiszidda portano a compimento la seconda manipolazione genetica

 

Tuttavia lo scopo di quei cosiddetti Esseri Superiori consisteva nella creazione di un Essere abbastanza intelligente per poter eseguire gli ordini che gli venivano impartiti, ma non abbastanza da poter raggiungere né il livello di conoscenza, né la longevità dei suoi Padri. Pertanto la trasmissione dei geni degli esseri Superiori venne deliberatamente gestita in maniera da porre un “ blocco “ alle capacità del nuovo essere, colui che si è definito, l’Homo Sapiens Sapiens.  Ancora Sitchin, “ “ Sappiamo da testi antichi come l’Atra-Hasis ed altri che il Lavoratore Primitivo ( ovvero il nuovo essere scaturito dall’implementazione dell’Homo Erectus , NDA ) venne immediatamente portato a lavorare nelle miniere…La Bibbia, sebbene molto succintamente, riporta lo stesso concetto . “E Yahweh Elohim prese l’Adamo – dal luogo dove era stato creato – e lo portò nel giardino dell’Eden, per coltivarlo e custodirlo[28].

La sostanziale convergenza fra le informazioni dischiuse da Gurdjieff e quelle da parte di Sitchin, pur nell’enorme differenza linguistica - infatti Gurdjieff parlava principalmente in turco ed armeno meglio del russo, non scriveva ma dettava, mentre Sitchin ebreo Azero ha scritto in inglese anche se non si trattava della sua lingua madre – è ancora rimarcata da Mistlberger tramite una serie di comparazioni tra Gurdjieff e Sitchin :

 

“1.Comparazione relativa ad uno scontro avvenuto nel lontano passato fra un grande pianeta e la Terra

 

  • “Gurdjieff: Molto tempo fa, Kondoor, un grande corpo con una vasta orbita, entrò nel nostro sistema solare che si stava allora formando
  • Sitchin: Molto tempo fa, Nibiru, un grande corpo con una vasta orbita, entrò nel nostro sistema solare che si stava allora formando
  • G: Kondoor si scontra con la Terra
  • S:le lune di Nibiru si scontrano con Tiamat ( la Terra nel passato)
  • G: Quando Kondoor colpisce la Terra, essa si spezza in due parti, una più grande ed una più piccola.
  • S: La Terra è colpita due volte e la seconda volta si spacca in due parti
  • G. Il sistema Terra-Luna nasce direttamente dall’interazione con Kondoor.
  • S: Il sistema Terra-Luna ( metà di  Tiamat e Kingu, il principale satellite di Tiamat) nasce direttamente dall’interazione con Nibiru.

 

2.Comparazione relativa ad un intervento da parte di Esseri Superiori nella creazione dell’attuale Homo Sapiens 

 

  • G.in origine una catastrofe ( scaturita dall’interazione tra Kondoor e la Terra ) crea una situazione per la quale una speciale sostanza ( askokin ) viene estratta dalla Terra allo scopo di stabilizzazione (tra la Terra e le sue Lune con le grandi concentrazioni cosmiche )
  • S. in origine una catastrofe ( scaturita dall’interazione tra Nibiru e le sue lune con Tiamat/Terra ) crea una situazione per la quale una speciale sostanza ( oro ) allo scopo di viene estratta dalla Terra allo scopo di stabilizzazione ( la situazione ambientale in Nibiru )
  • G. la razza umana è creata ed gli è permesso di evolversi con il solo scopo di generare una speciale sostanza (askokin )
  • S. la razza umana è create con il solo scopo di ottenere velocemente l’ottenimento di una decisiva sostanza ( oro )
  • G.  la razza umana è semplicemente funzionale,  una “ ruota dentata cosmica “, che non venne creata per alcun particolare divino scopo
  • S. la razza umana è puramente funzionale, una razza guidata, pianificata in origine allo scopo di operare per servire a duna scopo più importante ( gli Anunnaki o Nephilim, i Biblici “ Angeli Caduti “ )
  • G. Alcuni fra gli Ispettori ( La Commissione Principale ed un Arcangelo )  ritengono che l’umanità sia incapace e non sia in grado di comprendere lo scopo fondamentale della loro esistenza sulla Terra. I fatti reali vengono occultati con gravi conseguenze
  • S. E’ implicito che alcuni fra gli Ispettori ( Anunnaki ) considerano che l’umanità sia inferiore ( a loro, NDA ) ed incapace di comprendere le sue vere origini e dunque ritengono che non sia degna di essere realmente libera. I fatti reali vengono occultati con gravi conseguenze [29]

 

 

  • Gurdjieff e Sitchin –

Dimensioni temporali e longevità

Zecharia Sitchin ha dedicato un’importante parte dei propri studi al concetto di longevità applicato agli esseri, Anunna e/o Anunnaki, che sarebbero arrivati sulla Terra circa 450.000 anni orsono dal loro pianeta, Nibiru o Neberu, di origine oppure del pianeta in cui abiterebbero in questo periodo.

In pratica spiega Sitchin “… La lista dei re Sumeri misura la durata del regno dei governanti Anunnaki prima del Diluvio in termini di “Sar “– un termine Sumero che rappresenta il numero 3600.  Combinando tale fatto con il tempo zodiacale dei vari eventi chiave (come il Diluvio), Sitchin è stato in grado di stabilire una scaletta temporale per il periodico ritorno di Nibiru al suo perigeo e di concludere che – matematicamente – la grande orbita ellittica di Nibiru è in media 3.600 anni terrestri (ma per gli Anunnaki solamente un anno del loro Tempo Divino). La durata delle attuali orbite, in particolare a partire da quelle del Diluvio (come spiegato in “The end of the Days”[30]) si scostano dal perfetto, dal punto di vista matematico, Sar [31]“.

 

Riassunto della lista dei re sumeri sin dall’inizio in Eridu. La durata è misurata in “Sar “, che equivale a 3600 anni

 

 

Pertanto il rapporto della longevità tra l’Homo Sapiens Sapiens e gli esseri Anunna od Anunnaki consisterebbe nella relazione media 1/3600, fatto che spiega agevolmente il motivo per cui l’Homo Sapiens Sapiens ha ritenuto durante la propria storia che gli esseri superiori (Dei oppure Dio) siano immortali.

Gurdjieff, come si nota della frase iniziale, sostiene che il rapporto della longevità tra Homo Sapiens Sapiens abbia una relazione intorno ad un decimo rispetto a quella proposta da Sitchin, infatti “ …ne deriva dunque, secondo un calcolo oggettivamente convenzionale del Tempo, che il nostro anno è trecentottantanove volte più lungo deò periodo che i tuoi beniamini considerano un anno…Osserviamo ora questo : in quanto essere tricerebrale del pianeta Karataz ( Karatas ), tu adesso sei soltanto un ragazzo di dodici anni esattamente simile, dal punto di vista dell’Essere e della Ragione, a un ragazzo del pianeta Terra non ancora formato e non ancora cosciente di sé stesso…Dunque, dopo quanto ti ho appena detto e benché tu, secondo il nostro calcolo del Tempo, sia solo un ragazzo di dodici anni non ancora formato e non ancora cosciente di sé stesso, proprio come quelli del pianeta Terra, tuttavia, secondo un calcolo basato sulle loro concezioni soggettive e le loro sensazioni esseriche del corso del Tempo, tu non avresti dodici anni, ma quattromilaseicentosessantotto[32]”   

In definitiva entrambi gli studiosi convengono che gli esseri superiori hanno una durata di vita estremamente più lunga rispetto a quella degli Homo Sapiens, in quanto il pianeta di origine di tali esseri superiori ha una velocità di rivoluzione molto più lenta rispetto a quella del pianeta Terra. La differenza tra Gurdjieff e Sitchin consiste dunque in un diverso valore numerico, ovvero 1/389 per il primo ed 1/3600 per il secondo.

 

 

  • La base sul pianeta Marte

 

 Un tema molto importante, che è stato trattato sia da Gurdjieff che Sitchin, riguarda il pianeta Marte, in particolare la possibilità che esseri intelligenti, simili all’Homo Sapiens Sapiens, vi abbiano abitato nel passato prima di giungere sul pianeta Terra. Gurdjieff ne tratta in vari capitoli di “Belzebù”[33], mentre Sitchin ne ha trattato in alcuni dei suoi libri, in particolare in “The Lost Book of Enki “ed in “ Genesis Revisited “.

Innanzitutto Gurdjieff spiega che un gruppo di esseri non terrestri venne esiliato nel passato nel nostro sistema solare ed in particolare il pianeta scelto come prima base fu proprio Marte,  

                “ …ad esiliare Belzebù ed i suoi amici sul sistema solare “ Ors”, una lontana contrada dell’Universo che i suoi abitanti chiamano  semplicemente il “ sistema solare “ ; come luogo d’esistenza fu loro assegnato il pianeta “Marte “, con il diritto di abitare su altri pianeti, ma soltanto all’interno di quel sistema solare…durante gli anni che seguirono, un gran numero di loro emigrò su altri pianeti sia di propria volontà, sia per necessità di ordine generale : Belzebù, lui, restò su Marte con i suoi familiari e organizzò la proprio esistenza in modo più o meno sopportabile. Una delle sue occupazioni principali fu l’installazione su Marte di un osservatorio destinato ad esplorare le lontane concentrazioni dell’Universo, come anche a studiare le condizioni di esistenza sui pianeti vicini…[34]

Il pianeta Marte fungeva dunque da base generale per spedizioni e viaggi verso gli altri pianeti del nostro sistema solare, incluso ovviamente il pianeta Terra. Pertanto Marte era un pianeta abitabile, come ha sempre sostenuto anche Sitchin, il quale ha scritto nei propri libri che vi esisteva acqua, persino potabile, pur se l’aria non era sufficiente per la respirazione. Sempre lo studioso di origine azera sosteneva che gli Anunnaki avevano costruito su Marte una base operativa, la quale serviva per le loro astronavi come scalo intermedio tra il pianeta Terra ed il loro pianeta di origine oppure stanziale.

Addirittura in due lunghi capitoli del libro “Genesis Revisited [35]“ Sitchin, partendo dallo studio delle traduzioni delle antiche tavolette sumere ed accadiche, unito ai recenti studi sulla vita su Marte ed alla pubblicazione da parte della Nasa di numerose fotografie scattate sulla superficie del pianeta Rosso, spiega che

“…Combinati con testi e rilievi antichi, i dati fotografici provenienti dalla superficie di Marte e le somiglianze tra le strutture marziane e quelle costruite sulla Terra dagli Anunnaki, conducono tutti verso una sola plausibile conclusione:

Marte, nel suo passato, era il luogo di una base spaziale.

Ed esiste una sostanziale evidenza la quale suggerisce che l’antica base spaziale è stata riattivata nel nostro tempo, proprio in questi giorni [36]“(Sitchin scriveva nel 1990)

 

Sitchin si riferiva al caso del cosiddetto “Incidente Phobos “, ovvero la distruzione della sonda spaziale sovietica Phobos 2 avvenuta il 27 marzo 1989 mentre si avvicinava appunto al satellite di Marte, Phobos. Alla fine di una dettagliata analisi del caso, Sitchin concludeva 

 

                               …Ma l’evidenza di una antica base su Marte e ”l’ombra “ con una strana forma nei suoi cieli conducono ad una terrificante conclusione : Ciò che la struttura segreta nasconde è l’evidenza che la perdita di Phobos 2 non sia avvenuta per caso, ma per un incidente.

                                Forse il primo incidente in una Guerra Stellare – l’abbattimento da parte di Alieni provenienti da un altro pianeta di una navicella spaziale proveniente dalla Terra che si stava introducendo all’interno della loro base su Marte.[37]

 

Sitchin all’epoca citava ampiamente gli studi di Mark J. Carlotto[38], Vincent DiPietro[39], Gregory Molenaar[40] e Richard Hoagland[41] riguardo sia alla presenza di strutture artificiali su Marte, sia per la supposta esistenza di un’enorme volto conosciuto come “Volto di Cydonia”, dal nome di una regione dello stesso pianeta.

Come connessione per tale “Volto “Zecharia Sitchin ha inoltre sostenuto che su Marte esisterebbe da centinaia di migliaia di anni terrestri la tomba di un importante leader degli Anunnaki, Alalu, la cui immagine sarebbe scolpita nella pietra:

“…Essi scolpirono con raggi sulla grande roccia della montagna l’immagine di Alalu con il volto scoperto ed un copricapo a forma di elmetto d’aquila (il simbolo degli astronauti di Nibiru, NDA). Lasciamo che l’immagine di Alalu fissi per sempre Nibiru che ha governato e la Terra nella quale egli scoprì l’oro !.. [42]

 Recentemente due studiosi italiani, Gianni Viola ed Ennio Piccaluga[43] hanno implementato quelle ricerche sfruttando nuove foto scattate dal Mars Express, una sonda dell’Agenzia Spaziale Europea lanciato il 2 giugno 2003 dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan verso il pianeta Marte.

Tuttavia fu ancora una volta Gurdjieff a parlare per primo della costruzione di una tomba di un essere intelligente, anche se per lui si trattava di un Homo Sapiens Sapiens e non di un essere intelligente extra-terrestre, sul pianeta Marte.  In “Belzebù “, egli sostiene che

                “ …A bordo del vascello Occasione mi innalzai presto dal mare Calcidio verso il pianeta Marte, dove i nostri, aiutati da qualche buon Marziano, al corrente degli avvenimenti che erano accaduti sulla Terra, si prodigarono per rendere i dovuti onori al corpo planetario che avevo portato con me.

                Lo seppellirono con tutto il cerimoniale in uso su quel pianeta, poi fecero erigere sul posto un monumento degno di lui.

                Quella fu la prima, senza dubbio, l’ultima “tomba “di un essere della Terra sul pianeta Marte, così vicino e allo stesso tempo così inaccessibile a tutti gli esseri terrestri [44]“.

 

  • Gurdjieff, Sitchin ed Andy Lloyd

Un nuovo paradigma cosmologico

 

All’inizio del presente saggio ho citato alcune frasi di Gurdjieff tratte da “Belzebù “, in cui l’autore spiega che il sistema di riferimento astronomico del pianeta di origine degli esseri superiori è legato a due Soli, denominati da Gurdjieff nel suo a volte oscuro lessico, Samos e Selos. Pertanto Gurdjieff postula l’esistenza di un sistema binario in cui esiste il pianeta di origine degli esseri superiori, cui si aggiunge come terzo componente il sistema solare del nostro sole (Ors nella denominazione di Gurdjieff ).  Gurdjieff accenna a questo concetto solo due volte, tuttavia la connessione con l’attuale teoria della “Dark Star” proposta dall’eclettico studioso Andy Lloyd è conseguente.

L’attività di Andy Lloyd (1968, Inghilterra del sud), è esplicitata attraverso due siti istituzionali, uno maggiormente personale, ovvero www.andylloyd.org ed uno più tecnico, ovvero www.darkstar1.co.uk. Nel primo Lloyd si presenta come raffinato artista, autore e ricercatore del cosiddetto Planet X, romanziere, critico letterario, cacciatore di fantasmi, muralista. Nel secondo Lloyd, partendo dalle divulgazioni di Sitchin, espone la teoria della “Dark Star, l’evidenza di Planet X “, proponendo un nuovo modello per il nostro sistema solare tratto dai i suoi tre libri, un saggio e due romanzi[45].

 

                             

                                        La copertina del saggio di Andy Lloyd

 

 

Partendo dagli studi e le ricerche sul cosiddetto Planet X sin dall’inizio del ventesimo secolo[46] e riprendendo le ipotesi sull’esistenza di una compagna, una stella gemella del nostro sole, una stella “nana rossa” o “nana bruna “ elaborate in particolare a partire dagli anni ottanta, Lloyd propone un nuovo ed originale modello interplanetario per il nostro sistema solare “ ….   

“ “The Dark Star “ è la causa di molti effetti nel nostro sistema solare. Essa spiega un gran numero di anomalie all’esterno del nostro sistema solare, in particolare nella Fascia di Kuiper. L’evidenza scientifica è abbastanza solida ed io presento a tale riguardo un gran numero di dettagli nel mio primo libro “The Dark Star “. Questo oggetto che è ad oggi distante fu in grado di causare grandi catastrofi nel passato e forse causerà di nuovo un disastro globale nel futuro. Ritengo che la “Dark Star “giochi un ruolo importante nella nostro storia. Poiché questo oggetto emette calore ed una piccola debole luce, esso riscalda e nutre il proprio sistema planetario. Quel sistema è in grado di mantenere forme complesse di vita proprio alle porte del nostro cosmo. Questo fatto rende la Teoria della Nana Bruna estremamente importante per chiunque studi i misteri dell’antichità. Essa propone l’esistenza di un sistema locale di una Nana Bruna, dal quale visitatori giunsero sul nostro pianeta nel lontano passato e dal quale, in un certo senso, noi potremmo anche discendere. Questa idea di visitatori cosmici da Nibiru è derivata dagli scritti del defunto Zecharia Sitchin, ma trova credibilità grazie alla teoria della “ Dark Star “. Questa Nana Bruna è parte di un quadro molto più ampio, che coinvolge un vero e proprio nuovo paradigma [47]

 

Successivamente Andy Lloyd ha sviluppato ed ampliato la propria teoria in due successivi romanzi che nelle intenzioni dell’autore fanno parte di una trilogia. Sfruttando forse il fatto di non dover rispondere ad eventuali obiezioni di carattere scientifico da parte dell’establishment proprio per la natura di “fiction “ dei due libri, egli ha tentato di spiegare il nuovo paradigma.

                

Secondo Lloyd il nuovo paradigma, seppure per adesso accennato qua e là nei due romanzi e nei suoi blogs, consisterebbe in una sorta di sistema planetario trinario, con 3 poli, il nostro Sole, la Nana Bruna (attorno alla quale orbiterebbe il pianeta di origine degli esseri superiori o Anunnaki o come preferiamo denominarli) e Sirio, all’interno dei quali opererebbero diverse tipologie di esseri, l’Homo Sapiens Sapiens, gli Anunnaki, gli Igigi

                “…Gli Igigi…come gli umani, erano il risultato di un riuscita fusione di geni diversi, in questo caso tra gli Anunnaki ed una razza aliena che vive nel sistema di Sirio. Essi erano stati ingegnerizzati specificatamente per sopportare le difficoltà di un ambiente senza gravità. Gli Igigi sarebbero in grado di viaggiare tra i sistemi (Sole, Nibiru e Sirio) ad una velocità molto superiore a quella degli Anunnaki. Essi erano capaci di raggiungere la Terra in meno di due settimane, in quanto riuscivano a sostenere la straordinaria accelerazione delle navi spaziali progettate su Sirio. Le quali impiegavano come propulsione gli intensi campi gravitazionali...l’equipaggio di Ezechiele 1 comprese che gli Igigi monitoravano i progressi dell’Umanità nelle loro navicelle spaziali (UFO) ed erano conosciuti dai popoli della Terra come i Grigi. Essi erano stati creati in laboratorio e, come i Siriani, comunicavano telepaticamente. Ma a differenza degli umani essi erano considerati dagli Anunnaki al loro stesso livello. Le due razze lavoravano in stretta collaborazione.

a nave spaziale degli Igigi stava dolcemente portando Ezechiele 1 verso l’unico mondo abitabile del sistema della Dark Star. Si trattava del mondo che era più appropriatamente conosciuto come “Nibiru “. Padre Douglas aveva spiegato come questo antico termine avesse generato confusione. Gli Anunnaki si riferivano al loro mondo di origine come Nibiru, ma gli antichi popoli della Terra, i quali erano stati in contatto con gli Anunnaki, usavo quel terme in maniera più generica per riferirsi ad ogni stella nel cielo associata con il ritorno degli dei.

Il mondo di origine stesso non era visibile dalla Terra, mentre invece lo era la Dark Star attorno alla quale orbitava, in occasioni estremamente rare durante il suo perielio. Più spesso gli antichi avevano osservato nel cielo il “ Disco Alato“, nave spaziale del leader degli Anunnaki, Anu, durante le sue visite, per cui era stata soprannominata “Nibiru”. Ad aggiungere maggiore confusione, la luna più esterna del sistema della Dark Star, che agiva come base operativa per gli Igigi, era il “Traghetto” Nibiru. Questo ponte tra i sistemi binari era divenuto la fonte dei miti comunemente conosciuti come quelli del Traghettatore che trasporta le anime da un mondo all’altro.

Era dunque un’ironia il fatto che il vero “ Nibiru “ era un piccolo, ignoto mondo terrestre bloccato in un’orbita chiusa attorno alla Nana Bruna, la quale ruotava essa stessa attorno al Sole. [48].“


       

  • Il pianeta di origine degli Esseri Superiori e la Pietra Nera

All’inizio del presente saggio ho indicato come Gurdjieff abbia addirittura specificato il nome del pianeta di provenienza degli Esseri Superiori, ovvero il pianeta Karatas. Personalmente preferisco Karatas a “Karataz “, secondo la traduzione di Mariella Fumagalli con la supervisione di Michèle Thomasson e Roberta Cervetti nell’edizione italiana di Neri Pozza, proprio perché Karatas ha un significato ben preciso in lingua turca.

Uno dei più stretti collaboratori di Gurdjieff, John G. Benett[49], in uno dei suoi libri su di lui, spiega molto bene l’importanza della lingua turca tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo per un personaggio come Gurdjieff che viaggiò a lungo attraverso gran parte dell’Asia,

 

                “…La lingua è tutto. Attraverso tutta l’Asia si può parlare il turco: da immediatamente dopo il mar Caspio, passando per l’Amur Daria fino ad arrivare al Turkestan cinese, si parla un qualche dialetto turco. Ai tempi in cui io ero giovane, uno che sapeva il turco poteva trovare gente che lo capiva a partire dall’Adriatico sin giù alla muraglia cinese…Vale la pena di ricordare che Gurdjieff, che sicuramente parlava il turco con estrema facilità…non credo che conoscesse molte lingue. Quando, nel 1919, sentii parlare di lui per la prima volta, si diceva che avesse viaggiato in tutti i paesi dell’Oriente, che conoscesse molte lingue. Io non ci ho mai creduto, perché secondo me basta sapere il turco e si va quasi dappertutto. Sapendo il turco, alla fine del diciannovesimo secolo si poteva attraversare tutta l’Asia centrale. Non si ha bisogno di nient’altro sino a quando non si arriva dalle parti del Tibet, ed è certo che egli si sia messo con molto impegno a studiare il tibetano. Immagino quindi che probabilmente Gurdjieff conosceva solo il turco, che aveva appreso alcuni dialetti turchi e anche il tibetano, nient’altro…[50]

 La parola turca “Karatas “, con la quale Gurdjieff denomina il pianeta di origine degli esseri superiori, i quali giunsero sul pianeta Terra nel lontano passato, significa dunque “Pietra Nera “, da “Kara “ovvero nera e “Taş “pietra. Gurdjieff ha inteso, come ha del resto sempre fatto in “Belzebù “, fornire indirettamente una indicazione ai propri lettori riguardo ad un tema estremamente importante.

Oltre alla determinazione della posizione astronomica del pianeta, egli ha aggiunto un’altra importante caratteristica di tale pianeta, il fatto che per i suoi abitanti è ricordato come il pianeta della “Pietra Nera “. Noi sappiamo che con tale espressione è indicato uno dei simboli più importanti della religione mussulmana, ovvero Al-Ḥajar al-Aswad, una pietra nera che è incastonata in una struttura argentea a poco più di un metro di altezza dal suolo nella parte est della Kaaba, la grande struttura in pietra che si trova al centro della Grande Mosca della Mecca, in Arabia Saudita.

La “Pietra Nera “è venerata come un’antichissima reliquia datata dai tempi di Adamo ed Eva da milioni di pellegrini che si recano alla Mecca per adempiere al sacro pellegrinaggio dello “Haji “, che ogni mussulmano deve compiere almeno una volta nella propria vita. Il numero dei pellegrini i quali visitano annualmente la Mecca e la “Pietra Nera “è naturalmente aumentato in maniera esponenziale negli ultimi lustri grazie alle maggiori disponibilità economiche ed alle crescenti organizzazioni di viaggio, raggiungendo il numero massimo nel 2012 di 3.161.573 fra residenti in Arabia Saudita ed esteri secondo le statistiche ufficiali[51].

 

                                          

                                                       La Pietra Nera alla Mecca

 

E’ straordinario come sia stato possibile “indurre” milioni, ma a questo punto si potrebbe considerarli miliardi di persone (se consideriamo l’inizio dei pellegrinaggi organizzati dal VII secolo della presente era dopo l’inizio ufficiale della religione islamica), ad organizzare lunghi e costosi viaggi per visitare i luoghi sacri mussulmani e soprattutto “toccare “la “Pietra Nera “. Ovviamente nei nostri tempi esiste anche una componente commerciale per l’Arabia Saudita, tuttavia ritengo l’identificazione tra la “Pietra Nera” come una reliquia originale del pianeta da dove provengono gli Esseri Superiori che hanno prima implementato l’Homo Erectus in Homo Sapiens Sapiens e che attualmente ancora gestiscono la Governance del pianeta Terra, permetta di meglio comprendere il fenomeno di questo millenario pellegrinaggio.

 

  • L’imprevidenza degli Esseri Superiori

 

A differenza della stragrande maggioranza degli studiosi, Gurdjieff si permette di criticare più volte, seppure con un ovvio rispetto, l’operato degli Esseri Superiori in varie parti di “Belzebù”. Questo fatto mette ancora una volta in rilievo l’interesse profondo che egli dimostra verso l’Homo Sapiens Sapiens, indicato più volte anche come abitante dello “sfortunato” pianeta Terra.   

Gurdjieff insiste sulla “imprevidenza “degli Esseri Superiori, i quali non sono stati in grado di determinare le conseguenze delle loro azioni e dei loro interventi sull’Homo Sapiens Sapiens, oppure, se seguiamo Zecharia Sitchin, nell’implementazione dell’Homo Erectus.

 In sostanza gli Esseri Superiori decisero di installare nell’Homo Erectus che si stava formando ed evolvendo nell’Homo Sapiens Sapiens una speciale organo, denominato Kundabuffer da Gurdjieff, il quale venne successivamente tolto. Tuttavia le sue proprietà si cristallizzarono nell’Homo Sapiens Sapiens, contribuendo così ad impedirgli una regolare evoluzione in un essere maturo dal punto di vista planetario, spiega Gurdjieff,

                “…Così, caro figliolo, l’Altissima Commissione decise d’impiantare a titolo provvisorio un certo organo nella presenza generale degli esseri tricerebrali di laggiù (Homo Sapiens Sapiens sulla Terra, NDA) ; questo organo aveva proprietà tali che da lì in poi essi avrebbero percepito la realtà “ alla rovescia “, ed inoltre ogni impressione ripetuta di origine esterna avrebbe cristallizzato in loro i dati necessari all’apparizione di alcuni fattori atti  a provocare le sensazioni di “ piacere “ e di “ soddisfazione “…E così’ dunque fecero crescere in un certo modo negli esseri tricerebrali di laggiù, alla base della loro coda – a quei tempi infatti ne avevano una e questa parte  della loro presenza generale conservava ancora un aspetto normale ed esprimeva la “ pienezza del loro significato esserico “- fecero crescere, dicevo, una “ certa cosa “che favoriva l’apparizione della suddetta proprietà. E per la prima volta diedero a questa “cosa “il nome di “organo kundabuffer [52]“.

                  Dopo una serie di verifiche ed un certo lasso di tempo, gli Esseri Superiori, spiega Gurdjieff, si resero conto che tale organo aveva completato la propri funzione per cui decisero di toglierlo dall’Homo Sapiens, ma “anche se le proprietà di questo organo sbalorditivo scomparvero assieme ad esso, tuttavia, per diverse ragioni, le loro conseguenze avevano già cominciato a cristallizzarsi nello loro presenza… “, per cui “ …essi cominciarono ad esistere in un modo indegno per degli esseri tricerebrali…spinti dal loro strano psichismo, si misero a distruggere gli esseri di altre forme del loro pianeta…[53]”. Naturalmente Gurdjieff ammette che “…se la causa primaria della calamità terrestri è stata una certa “imprevidenza dall’Alto “, da parte di alcuni individui sacri, tuttavia la ragione del caos che oggi regna su quel pianeta può essere cercata solo nelle anormali condizioni di esistenza esserica ordinaria che essi stessi hanno gradualmente stabilito e che ancora ai nostri giorni continuano a stabilire [54]“.

                Allo scopo di permettere all’Homo Sapiens Sapiens di comprendere la vera essenza delle cose, Gurdjieff ritiene che sarebbe necessario un nuovo intervento da parte degli Esseri Superiori, azione che oggi definiremmo come ingegneria genetica, in quanto “…l’unica misura di salvezza per gli esseri del pianeta Terra, sarebbe oggi innestare nella loro presenza un nuovo organo, analogo a quello di kundabuffer, ma dotato questa volta di proprietà tali che ciascuno di quegli infelici, durante il periodo della sua esistenza,  senta e prenda incessantemente coscienza della inevitabilità della propria morte, nonché della morte di tutti quelli su cui posa il suo sguardo o la su attenzione. Solo questa sensazione e questa conoscenza possono attualmente annientare l’egoismo che si è definitivamente cristallizzato in loro ed assorbe la loro intera essenza, distruggendo allo stesso tempo la conseguente tendenza ad odiare gli altri, tendenza che determina quelle relazioni reciproche la cui esistenza è la causa principale di tutte le loro anomalie, indegne di esseri tricerebrali, e nefaste per loro come per tutto l’Universo [55]“.

 

  • Le corna come simbolo di potere e conoscenza

 

Le migliaia di migliaia di tavolette e sigilli ritrovati in Mesopotamia a partire dal diciannovesimo secolo da parte di archeologi europei e statunitensi portarono alla luce l’importantissima civilizzazione Sumera, la prima conosciuta dopo il Diluvio, per cui uno dei principali studiosi di tali tavolette, Samuel Noah Kramer, dedicò un intero libro solamente all’elenco del primato Sumero nell’educazione, nel governo, nella giustizia, nell’economia, nella medicina, nell’agricoltura e così via[56]

Tali tavolette ci mostrano le immagini degli Dei, o meglio dei Din.Gir (I saggi delle navi spaziali, NDA[57]) come gli stessi Sumeri chiamavano quegli esseri, i quali avevano insegnato loro tutto lo scibile, i quali avevano donato loro la straordinaria civilizzazione che li ha resi così celebri. Questi “Esseri Superiori “, come segno distintivo, portavano un copricapo adornato di corna, “… Lo stile di questo divino copricapo mutava secondo il periodo temporale ed il gusto, variando da una forma conica ad una piana, a volte abbellito con piume oppure coperto da un pomo oppure da un giglio [58]“.

 

                             

Sigillo mesopotamico con il “Dio “ Ea od Enki assieme ad altri “Dei”, tutti con il copricapo ornato di corna

 

La differenziazione del numero di corna scaturisce da una ordine gerarchico ben preciso con l’attribuzione di un riferimento numerico secondo il rango e l’importanza della persona all’interno di una struttura di tipo militare, come era sostanzialmente quella degli “Esseri Superiori “. Pertanto impiegando il sistema di calcolo a base numerica 60 all’interno del loro organo decisionale formato da 12 persone, al loro “Comandante supremo “era attribuito il valore 60, al suo vice il 50 e così via sino al numero 10 mentre i numero intermedi dispari (da 55 a 5) erano attribuiti alle donne. 

                                          

                                 Immagine mesopotamica del “ Dio “ Nanna o Sin
 

Ancora una volta Gurdjieff si riallaccia all’antica sapienza spiegando che il protagonista de “I racconti di Belzebù al suo piccolo nipote “, appunto Belzebù in persona, aveva perso le corna a seguito della sua ribellione all’autorità degli Esseri Superiori. Tuttavia dopo l’esilio all’interno del nostro Sistema Solare ed al compimento di una serie di attività in favore degli Esseri Superiori, egli può ottenere nuovamente, le corna, simbolo del potere e della conoscenza. 

                “…l’essere Belzebù, che un tempo aveva peccato, oggi è perdonato, e ammesso di nuovo fra i suoi simili ! Poiché la virilità e il grado di ragione degli esseri della vostra natura si determinano e si manifestano dalle corna che portate, noi dobbiamo, con il sostegno del nostro Sostegno-di-Tutti-i Quarti, e con il Vostro ausilio, ricostruire le corna perdute da Belzebù...Durante la cerimonia, sulla testa di Belzebù cominciarono ad apparire delle corna…Si formò una prima ramificazione, poi una seconda, ed una terza, ma quando si formò una quarta ramificazione…Questa straordinaria cerimonia stava ormai terminando…quado sorse da sola, sulle corna di Belzebù una quinta ramificazione…[59]

                In definitiva Belzebù aveva ottenuto 5 paia di corna, raggiungendo l’importante grado pari al numero 50, ovvero il ruolo di Comandante della missione sul pianeta Terra, come ha spesso ricordato Zecharia Sitchin nelle sue interpretazioni delle traduzioni delle tavolette dei Sumeri 

 

  • Verso un nuovo paradigma

 

Il presente saggio non ha ovviamente né l’ambizione né lo scopo di definire un nuovo paradigma per l’Homo Sapiens Sapiens. Mostrando le connessioni esistenti tra divulgatori in tempi diversi, esso ha semplicemente tentato di iniziare a costruire alcune basi per un differente punto di vista, per una più ampia apertura mentale in maniera da poter definire in un prossimo futuro le basi del nuovo paradigma.

 Il vasto programma di educazione dell’Homo Sapiens Sapiens verso la comprensione della sua presenza in questa parte della Galassia è stato sviluppato all’interno della civilizzazione occidentale in maniera più intensiva nei paesi anglosassoni ed in Italia a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, da Desmond Leslie a George Adamski, da George Hunt Williamson a Zecharia Sitchin, da Alberto Perego a Roberto Pinotti, da Neil Freer a Maximillien de Lafayette, da A.R. Bordon ad Andy Lloyd, per citare alcuni fra i principali e noti studiosi di esseri e mondi extraterrestri.

Tuttavia, come si evince dal presente saggio, George Ivanovic Gurdjieff anticipò quegli studiosi, decidendo di esplicitare, seppur in una linguaggio non facile a comprendere e probabilmente senza averne la completa autorizzazione, alcune informazioni che egli ricevette dalla Struttura millenaria che operava ed opera a supporto della Governance del pianeta Terra. Per semplicità, le riassumo in maniera schematica        

 .

  • Il nostro sistema solare è sostanzialmente lontano dal centro delle principali attività della galassia
  • Il nostro sistema solare, come del resto una grande parte di altri sistemi, è binario e forse ternario
  • Nel passato esseri provenienti da altri sistemi planetari hanno vissuto sulla Terra 
  • La Governance del pianeta Terra è gestita da esseri non terrestri
  • Tali esseri non terrestri hanno effettuato l’implementazione di un ominide, probabilmente Homo Erectus od Homo Ergaster, nell’odierno Homo Sapiens Sapiens
  • Tali esseri non terrestri dispongono di tecnologie sconosciute all’Homo Sapiens Sapiens
  • La longevità di tali esseri non terrestri è estremamente più lunga di quella dell’Homo Sapiens
  • Tali esseri non terrestri non amano che l’Homo Sapiens Sapiens apprenda autonomamente conoscenze ed informazioni di loro competenza
  • Tali esseri non terrestri hanno un programma educativo per l’Homo Sapiens Sapiens
  • Come tutti i programmi, anche quello degli esseri non terrestri, può avere qualche difetto da correggere    

 

 

(Autore: Dr. M. Martinelli marmartinelli@interfree.it Copyright Dr. M. Martinelli –2014 - E' possibile riprodurre in toto od in parte il presente saggio citando "Copyright Dr. M. Martinelli 2014 – Reprinted with permission")

 

 

Breve Bibliografia

Benett, John Godolphin 

Gurdjieff un nuovo mondo, Ubaldini Editore, Roma, 1981, traduzione di Pietro Negri 

L’enigma Gurdjieff, Ubaldini Editore, Roma, 1983, traduzione di Salvatore Maddaloni  

Black, Jeremy e Anthony Green Gods, Demons and Symbols of ancient Mesopotamia, British Museum Press, London, 1992

Bordon, A.R.

Between the Devil and the Returning Rock, Institute of End Time Studies, 2004.

The Link, Institute of End Time Studies, 2007.

De Lafayette, Maximillien

Anunnaki Encyclopedia, Printed in Usa, 2008, Edited by Carol Lexter, Shoshannah Rosenstein and Germaine Poitiers

Book of Ramadosh, Book 1, Edited by Carol Lexter, 2008

Anunnaki Language and Vocabulary, Time Square Press, Elite Associates, 2009

The Anunnaki’s City and Afrit Underground, Time Square Press, Elite Associates, 2009

Description and Explanation of Anunnaki, Babylonian, Sumeria, Akkadian, Phoenician Slabs, Inscriptions, Tablets and Symbols, Time Square Press, Elite Associates, 2010

 

The Anunnaki Final Warning to Earth and their Return in 2022, Times Square Press, Elite Associates International, 2010

The Whole Truth about Nibiru “Ne.Be.Ru “– Ashtari, Times Square Press, Elite Associates International, 2010

Anunnaki Chronology and their Remnants on Earth from 1.250.000 B.C. to the Present, Time Square Press, New York, 2010

The Anunnaki and Ulema-Anunnaki Vault of Forbidden Knowledge and the Universe’s Greatest Secret, Time Square Press, New York, 2010

Phoenicia, Arwa, Ugarit, Amrit, Carthage, Anunnaki, Time Square Press, New York, 2011

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God Games, The Book Tree, Escondido (ca) 2000

 

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I racconti di Belzebù a suo nipote, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson,

Incontri con uomini straordinari, Adelphi, Milano, 1975, traduzione di Gisèle Bartoli.

Il nunzio del bene venturo, Astrolabio, Roma, 2003, traduzione di Maurizio Toshen Graziani

Vedute sul mondo reale, L’Ottava, Giarre, 1994

La vita reale, Libreria romana, Roma

 

Jacobsen, Thorkild

The treasure of Darkness, Yale University Press, New Haven, 1976

 

Kramer, Samuel Noah

Sumeri Alle radici della storia, Newton Compton Editori, Roma, 1997, traduzione di Enzo Navarra

Sumerian Mythology, Forgotten Books, 2007

 

Lloyd, Andy

The Dark Star, Timeless Voyager Press, Santa Barbara, 2005

Ekeziel One, Timeless Voyager Press, Santa Barbara, 2008

The Followers of Horus, Timeless Voyager Press, Santa Barbara, 2010

 

Moore, James

Gurdjieff, anatomia di un mito, Edizioni il punto di incontro, Vicenza, 1993, traduzione di Anna Lucietto e Sergio Peterlini 

 

Perego, Alberto

Sono extraterrestri, Edizioni Alper, Roma, 1958.

L’aviazione di altri pianeti opera tra noi, Cisaer, Roma, 1963.

 

Piccaluga, Ennio

Ossimoro Marte, Hera Book, Roma, 2006

 

Pinotti, Roberto

Alieni: un incontro annunciato, Oscar Mondadori, Milano, 2009.

Ufo: oltre il contatto, Oscar Mondadori, Milano, 2013

 

Rand, Jaysen O.

The return of Planet X, FutureWorld Publishing Int’l, 2007.

 

Rumor, Paolo con la collaborazione di Giorgio Galli e Loris Bagnara

L’Altra Europa, Hobby & Works Publishing Srl, Milano 2010, prima edizione maggio 2010

 

Scantamburlo, Luca

The American Armageddon, Lulu Press, 2009.

Apocalisse dallo spazio, Lulu.com, 2011

 

Sitchin, Zecharia

Il dodicesimo pianeta, Edizioni Mediterranee, Roma,1976, traduzione di Roberta Rambelli

The wars of gods and men, Avon Books, New York, 1985.

The lost realms, Avon Books, New York, 1990.

Genesis revisited, Avon Books, New York, 1990.

When time began, Avon Books, New York, 1993.

Of heaven and Earth, (Sitchin Studies Days, edited by Z. Sitchin), The Book Tree, Escondido, 1996.

Dio, angeli, extraterrestri ed esseri multidimensionali, Gruppo Futura, 1997.

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The saucers speak, Neville Spearman, London, 1963 (1ma edizione 1953).

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Secret Places of the Lion, Neville Spearman, London, 1958.

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Worp van der, Jacco, Masters, Marshall, Manning, Janice

Planet X Forecast, Your own world inc., Silver Springs, 2007

 

 

 


[1] George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, L’Ottava Editrice, Giarre, 1994, traduzione di Letizia Comba e Igor Legati, pagg 104-110

[2] George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pagg. 105-110

[3] George I. Gurdjieff (data di nascita incerta, fra il 1865 ed il 1875 – 1949) scrisse i seguenti libri stampati dopo la sua morte, salvo il primo “Herald of Coming Good “, subito ritirato,” Belzebub’s Tales to his Grandson “, Meeting with Remarkable Men “, Views of the Real World “, Life is Real Only Then, “ I am “

[4] Paolo Rumor, con la collaborazione di Giorgio Galli e Loris Bagnara “L’Altra Europa “, Hobby & Works Publishing Srl, 2010, prima edizione maggio 2010

[5] M. Martinelli “Governance del pianeta Terra: le rivelazioni di Harry Potter e Dmitrji Medvedev “, Ufo International Magazine, Anno 2, n. 9, Nuova Serie (n. 209), pagg. 41-51

[6] Confronta l’elenco dettagliato dei membri della Struttura da pagina 116 a pagina 120 

[7] Cesare Merzagora (1898 – 1991), banchiere, e politico italiano, ricoprì importanti incarichi nelle istituzioni sino ad essere Supplente del Presidente della Repubblica per un breve periodol

[8] Jean Maurice Eugène Clément Cocteau (1889 -1963) è stato un poeta, saggista, drammaturgo, sceneggiatore, scrittoreregista ed attore francese, membro della Académie Francaise dal 1955

[9] Paolo Rumor, con la collaborazione di Giorgio Galli e Loris Bagnara “L’Altra Europa “, Hobby & Works Publishing Srl, 2010, prima edizione maggio 2010, pag. 128

[10] John Godolphin Bennett (1897 - 1974), lavorando per i servizi segreti inglesi in Medio Oriente, venne incaricato di controllare Gurdjieff ad Istanbul durante il 1920. Successivamente svolte varie attività economiche all’interno dell’establishment britannico. Brillante conferenziere ed autore di successo, ritornò da Gurdjieff a Parigi dopo la seconda guerra mondiale, scrivendo in seguito alcuni libri su Gurdjieff. Secondo l’avvocato Rumor, Benett partecipò assieme a Gurdjieff e a Jean Cocteau a diverse riunioni preparatorie al progetto di integrazione Europea appunto dopo la fine della seconda Guerra mondiale.

[11] G.I. Gurdieff, “ The Herald of the Coming Good “ Holmes Publishing Group, 1933

[12] In lingua italiana sono stati pubblicati, “Incontri con uomini straordinari “, “I racconti di Belzebù al suo piccolo nipote “, “Vedute sul mondo reale “,” Il nunzio del bene venturo “

[13] George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson  pagg. 74-75

[14] James Moore, “ Gurdjieff, anatomia di un mito “,Edizioni il punto di incontro, Vicenza, 1993, pagg. 396-97 

[15] P.T. Mistlberger, “ An Abridge Essay from Appendix  III of “ the Three Dangerous Magi “. Vedi anche il suo sito internet  http://www.ptmistlberger.com/

[16] Consulta il commento lasciato da Metzner nella rete il 17 luglio 2007 alle 23:43

[17]  Zecharia Sitchin (1920 - New York 2010) ha pubblicato il primo libro dei propri quattordici libri nel 1976. In esso sono già contenuta la maggior parte dei temi trattati in seguito nei suoi libri. Evidentemente Sitchin era stato incaricato di seguire un piano di divulgazione che partiva da questioni generali per giungere alle verifiche empiriche  

[18] P.T. Mistlberger, “The Three Dangerous Magi “, O-Books, Winchester UK, 2010, pag. 632 (La traduzione è mia).

[19] Ephraim Avigord Speiser, ( 1902 – 1965 ), uno dei principali studiosi delle civilizzazione del Medio Oriente

[20] Samuel Noah Kramer, ( 1897 – 1990 ) è considerato il padre degli studi sulla civilizzazione Sumera.  

[21] Thorkild Jacobsen ( 1904 – 1993 ) fu anche lui uno dei principali studiosi di Assiri e Sumeri

[22] Z. Sitchin, “ There were Giants Upon the Earth “,Bear & Co., Rochester, 2010, pag. 153

[23] George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 80

[24] G. I. Gurdjieff, “ I racconti di Belzebù al suo piccolo nipote “, Neri Pozza, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 80-81

[25] Z. Sitchin, “ The Earth Chronicles Handbook “, Bear & Co., Rochester, 2009, pag. 87

[26]Per i Sumeri l’Abzu era la zona dell’Africa del Sud dove venivano effettuate le operazioni di estrazione dell’oro. Pertanto la zona “ sopra “ l’Abzu  denota l’area geografica della Tanzania , Kenya ed,Ethiopia in cui sono stati ritrovati i resti di ominidi ed in cui si trovava la “ Prima Eva “, così come dimostrato grazie al  Dna Mt dai moderni genetisti e portato alla conoscenza del grande pubblico. Vedi ad esempio la mostra realizzata a Roma dal genetista Luca Cavalli Sforza tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012.

[27] Z. Sitchin, “ There were Giants Upon the Earth “,Bear & Co., Rochester, 2010, pag. 149

[28] Z. Sitchin, “ There were Giants Upon the Earth “,Bear & Co., Rochester, 2010, pag. 153

[29]  P.T. Mistlberger, “ An Abridge Essay from Appendix  III “  of “ the Three Dangerous Magi “.

[30] “ The End of the Days “,HarperCollins Publisher, New York, 2007, è il settimo ed ultimo libro delle “ Earth Chronicles “

[31] Z. Sitchin “The Earth Chronicles Handbook “, Bear & Company, Rochester, 2009, pagg 154-5. La traduzione è mia

[32] George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pagg. 110-111

[33] Vedi i capitoli numero 2, 18 e 19 di George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson,

[34] George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 50

[35] Si tratta dei capitoli no. 11 “Una base spaziale su Marte   e no. 12 “Phobos: malfunzionamento oppure incidente da guerre stellari “in Z. Sitchin “ Genesis Revisited “, Avon Book, New York, 1990 ( la traduzione dei titoli è mia )

[36] Z. Sitchin “ Genesis Revisited “, Avon Book, New York, 1990, pag. 269 ( la traduzione è mia )

[37] Z. Sitchin “Genesis Revisited “, Avon Book, New York, 1990, pag. 284 ( la traduzione è mia )

[38] Scienziato ottico con trenta anni di esperienza nello studio di immagini digitali e nel trattamento di dati sensibili satellitari, vedi il suo sito http://www.carlotto.us/

[39] Ingegnere elettronico e specialista d’immagini computerizzate press il Goddard Space Center della Nasa

[40] Scienziato dei sistemi computerizzati della Lockheed

[41] Divulgatore scientifico ed ex collaborator della Nasa, ha scritto numerosi libri ed articoli riguardo alla presenza di esseri extra-terrestri sulla Luna e su Marte

[42] Z. Sitchin “The Lost Book of Enki “, Bear & Co, Rochester, 2002, pag. 104 ( la traduzione è mia )

[43] Vedi E. Piccaluga “Ossimoro Marte “, Hera Book, Roma, 2006

[44] George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 169

[45] La teoria della “Dark Star “è esposta in A. Lloyd “Dark Star “, 2005, mentre in due successivi romanzi Lloyd entra nei particolari della sua posizione astronomica rispetto al pianeta Terra. I due romanzi, i quali fanno parte di una trilogia ancora da completare sono, “Ezekiel 1 “(2008) e “Followers of Horus “(2010) 

[46] Per una esauriente e sinottica visione delle ricerche su Planet X consiglio la lettura dei saggi di Luca Scantamburlo, in particolare “The American Armageddon “, Lulu.com, 2009

[47] Vedi il sito web di A. Lloyd http://www.darkstar1.co.uk/. La traduzione è mia

[48] A. Lloyd, “The Followers of Horus “, Timeless Voyager Press, Santa Barbara, CA, 2010, pagg. 174-5, la traduzione è mia

[49] John Godolphin Bennett (1897 - 1974), lavorando per i servizi segreti inglesi nel Medio Oriente ed in Asia, venne incaricato di controllare Gurdjieff ad Istanbul durante il 1920. Successivamente scienziato, tecnologo, conferenziere ed autore di successo ritornò da Gurdjieff a Parigi dopo la seconda guerra mondiale. Secondo l’avvocato Rumor, Benett partecipò assieme a Gurdjieff e a Jean Cocteau a diverse riunioni preparatorie al progetto di integrazione Europea appunto dopo la fine della seconda Guerra mondiale.

[50] John G. Benett, “L’enigma Gurdjieff “, Ubaldini Editore, Roma, 1983, pagg. 26-26, traduzione di Salvatore Maddaloni 

[51] Vedi Royal Embassy of Saudi Arabia. October 27, 2012, aggiornato al 2013-03-12, citato in Wikipedia

[52] George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 80

[53] [53] George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 112

[54] George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 113-114

[55] George I. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pag. 914

[56] Samuel Noah Kramer (1897 – 1990) “I Sumeri Alle radici della storia “, Newton Compton Editori, Roma, 1997, traduzione di Enzo Navarra

[57] Z. Sitchin “The Earth Chronicles Handbook “, Bear & Company, Rochester, 2009, pag. 61

[58] Jeremy Black and Anthony Green “  Gods, Demons and Symbols of ancient Mesopotamia “,British Museum Press, London,, 1992 ( la traduzione è mia )

[59] George. Gurdjieff “I racconti di Belzebù a suo nipote “, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2009, traduzione di Mariella Fumagalli e Roberta Cervetti con la supervisione di Michèle Thomasson, pagg. 908-9

 

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