Nicolas Flamel

(di Marisa Uberti)
 

Nicolas Flamel nacque nel 1330,forse a Pontigny, da una modesta e dignitosa  famiglia che lo fece studiare. Divenne copista e in seguito giurista. In quel tempo era un'attività redditizia e di notevole importanza, poichè dava la possibilità di insegnare a leggere e a scrivere anche a coloro che erano agiati e nobili, ma non lo sapevano fare.

Dotato di notevole spirito di iniziativa, di curiosità,ed evidentemente di fiuto negli affari ,riuscì ad aprire un banco di vendita sul retro delle colonne della chiesa di  Saint-Jacques la Boucherie a Parigi. Prese alloggio in una casa, detta "All'insegna del giglio", luogo di 'ritrovo' di scrivani, apprendisti scrivani, amanuensi, copisti, in cui circolavano manoscritti e codici miniati di vario tipo. Facendosi largo nell'ambiente, passò da scrivano a maestro di lettere e anche editore. La Via S. Jacques -la-Boucherie divenne Rue des Ecrivains cioè Via degli Scrivani, quando la Corporazione omonima(cui Flamel apparteneva) vi trasferì la sede..

In questo contesto conobbe colei che diventerà la sua inseparabile compagna e musa ispiratrice, Pernelle, che era rimasta vedova due volte e poteva contare su un patrimonio notevole. Più grande di qualche anno di Nicolas, lui l'aiutò in alcune questioni legali (era anche un giurista e insegnava all'Università) e si sposarono nel 1357, un anno importantissimo per Flamel.

Documentazioni, certificati di matrimonio, atti notarili esistono: storicamente si hanno fonti concrete del personaggio e della sua vita, dunque. Vita che si ammanta di una straordinaria serie di eventi 'fortuiti' che la faranno entrare per sempre nella leggenda. Dicono che trovò la Pietra Filosofale e, con essa, il segreto dell'Eterna Giovinezza. Un uomo che riuscì a darsi al prossimo, elargendo i propri beni a piene mani, costruendo oltre una decina tra ospedali e case di cura, a dare ricovero ai derelitti, a restaurare chiese e monumenti. Se si sanno tutte queste cose, cosa c'è di ancora poco noto in questo personaggio? 

Proverò a rispondermi con un'altra domanda: come mai esercita tanto fascino dopo sei secoli dalla sua scomparsa? Come mai tanti uomini dalla mente illuminata hanno cercato, nelle varie epoche, di studiare sui suoi testi e decifrarli? Tra le varie teorie, c'è anche chi lo annovera tra i Gran Maestri del Priorato di Sion e gli attribuisce i natali nella località di Gisors, niente meno(oltre che rimarcare come la scoperta della Pietra sia avvenuta il 17 gennaio, una data assai 'emblematica', per taluni). Non va dimenticato che un gran numero di persone non conosce Flamel, e il suo nome non è riportato su testi enciclopedici di uso comune. Rappresenta una 'pietra miliare' per chi si interessa di studi ermetici, ma non per gli altri. 

Flamel è uno di quei personaggi che, una volta incontrati, diventa familiare. La sua immagine di anziano barbuto, dagli occhi vivi e dall'espressione bonaria ed enigmatica, potrebbe appartenere ad un nostro antenato, al nonno di ciascuno di noi. In qualche maniera egli ha trovato il modo di annullare il tempo e lo spazio, partecipando al presente nonostante appartenga ufficialmente al passato. E'come se l'anima di Flamel sia sempre in cerca di qualcuno a cui trasferire le sue Conoscenze, proprio come accadde a lui stesso, venendo investito di un 'compito' che lo ha realmente assegnato all'eternità.

Raccontare la sua storia, è un po' come percorrere una storia che forse molti di noi vorrebbero avere, anzi che sicuramente vorremmo avere! Una storia semplice, di un uomo semplice che non pare si interessasse di alchimia, inizialmente. Certamente egli  aveva avuto modo di venire a contatto con moltissimi testi, anche di matrice alchemica ma non avevano catturato la sua attenzione se non come materiale ' di lavoro ', da ricopiare, come tanti altri. Ma una notte accadde qualcosa. Tradizione vuole che Nicolas fece un sogno profetico. Gli apparve infatti un angelo, il quale, mostrandogli uno splendido volume antico, gli mormorò: "Guarda bene questo libro, Nicholas. All’inizio non comprenderai niente di esso, né tu né altri uomini. Ma un giorno vedrai in esso quello che nessun altro uomo sarà capace di vedere." La cosa incredibile era che Nicola non lo aveva mai visto dal vivo, quel libro, e non lo vide fino ad un giorno del 1357, quando lo riconobbe, in mano ad un venditore che non conosceva e che stava per mandare via. Quando notò il libro che teneva in mano, il cuore gli fece un balzo in petto e si affrettò a comprarlo.

Racconta Flamel:“La legatura in solido ottone, dentro vi erano figure e caratteri che non erano latini e neanche francesi… era stato scritto con una matita di piombo, su fogli di corteccia ed era stranamente colorato. Sulla prima pagina, in lettere d’oro, appariva questa dicitura… Abramo l’Ebreo, Prete, Principe, Levita, Astrologo e Filosofo alla nazione degli ebrei dispersa in Francia (o fra i galli) dall’ira di Dio, augura Salute”. Quindi seguivano grandi maledizioni e minacce contro chiunque avesse posto i suoi occhi su esso senza essere un sacerdote o uno scrivano. La parola misteriosa maranatha, ripetuta parecchie volte su ogni pagina, accresceva il senso di paura che incuteva il testo".

Nicolas era uno scrivano! Perchè non aprire dunque quel libro? 

Lo fece.

Il testo si rivelò di assai ardua comprensione, con iconografie che non poteva interpretare, tuttavia Flamel intuì che c'era un messaggio sotteso in esse, una metafora che ormai doveva cogliere. Anzi, comprese che era il percorso da seguire per giungere alla trasformazione del piombo in oro, della materia in spirito. Non fu avida volontà di raggiungere ricchezza e potere, quella di Flamel, ma la perseveranza di lavorare su se stesso, di sentirsi investito di una missione divina, e Dio sarà sempre la Grande Luce, il Fuoco per lui. Senza l'aiuto divino, egli era conscio che non sarebbe mai arrivato a comprendere il 'grande segreto della Natura', dunque iniziò a lavorare dentro di sè, con l'aiuto di Pernelle - animicamente a lui affine- e contemporaneamente intuendo che necessitava di ulteriore conoscenza, che non possedeva. Sempre Dio avrebbe guidato i suoi passi. Era conscio che doveva fortificarsi per sopportare  la tempesta di luce che l’avrebbe scosso nel momento in cui la verità avesse preso il suo cuore. Solo allora riuscì a realizzare il suo desiderio. Perchè qualsiasi cosa di buono e di grande possa accadere ad un uomo, esso non è che il risultato della coordinazione dei suoi sforzi volontari e del malleabile destino.

Purtroppo dovette 'fermarsi' ben vent'anni, a quanto si dice, perchè sviato nelle operazioni alchemiche dai falsi insegnamenti di un tale Anselmo, un medico che si professava in grado di svelargli i segreti contenuti nel mirabile libro. Sfibrato, decise di aver bisogno del supporto di un esperto in Cabbala ebraica, dal momento che il libro era scritto in ebraico antico ;gli Ebrei erano stati mandati via dalla Francia, perchè perseguitati e molti si erano stabiliti in Spagna, sotto i più illuminati domini arabi. Nelle sinagoghe, centri di Cultura preminenti, si studiavano e traducevano manoscritti antichissimi. Partì quindi per la volta della Galizia, come pellegrino, per San Giacomo di Compostella. dove andò subito a fare voto. Cercò per anni qualcuno che potesse aiutarlo, ma trovò diffidenza in quanto era europeo e soprattutto francese (di una nazione da cui gli Ebrei erano stati da poco espulsi) fino a che -quasi sulla via del ritorno- a Lèon, venne messo in contatto con Maestro Chances, che finalmente si dimostrò in grado di dargli l'aiuto di cui era alla ricerca. Il libro di Abramo, gli disse, era un manoscritto che si credeva ormai perduto e Chances si irradiò di luce quando lo vide tra le mani di Flamel. Nicolas aveva all'incirca 50 anni, Pernelle lo attendeva a casa e mandava avanti gli affari di famiglia. Nicolas non vedeva l'ora di tornare a riabbracciarla. Propose a Chances di ritornare insieme a Parigi, dove avrebbero potuto fare le loro Ricerche di alchimia.

Tra il Maestro e Nicolas si stabilì un legame di fratellanza; Chances non conosceva, con tutta probabilità, integralmente il segreto contenuto nel libro ma decise di seguire Flamel a Parigi, dove avrebbero potuto studiarlo a fondo. Era ebreo, però, e non avrebbe potuto entrare in città. Arrivò perfino a convertirsi pur di raggiungere lo scopo prefisso, ma in pochi giorni morì a causa di una malattia e Flamel lo seppellì nella chiesa di S. Croce. Prima di morire, Canches rivelò a Flamel  il significato della formula misteriosa sulla quale avrebbe dovuto concentrarsi e continuare a lavorare.

Ora doveva proseguire da solo. Quel po' che aveva appreso da Maestro Chances doveva bastargli. Trascorse più di tre anni a completare la sua conoscenza, ma alla fine di questo periodo, la trasmutazione fu compiuta. Avendo imparato quali materiali fosse necessario mettere insieme, seguì strettamente il metodo di Abramo e il 17 gennaio 1382 cambiò una libbra di piombo in argento, e il 25 aprile fece lo stesso per ottenere  oro puro. E simultaneamente, compì la stessa trasmutazione nella sua anima. Dalla sua passione, mischiata in un invisibile crogiolo, riuscì ad emergere la sostanza dello spirito eterno.

Ma non usò mai le sue ricchezze per accrescere il suo benessere personale, o per soddisfare le sue vanità. Non cambiò niente della sua vita modesta. Continuò a mantenere la sua attività di libraio, con l'umiltà della sua Saggezza. Pare che ricevette l'ammirazione e la protezione di una dama di corte, Bianca Navarra, figlia del re di Navarra e poi moglie di Filippo VI di Francia che divenne 'esperta in scienze chimiche' , ma cosa si intenda con  questo è difficile da dire. Flamel non era uno sprovveduto e aveva ben compreso che la rivelazione del segreto ad un'anima impreparata poteva solo accrescere lo stato di imperfezione della stessa.

Diventò ricchissimo. Ma non per sè. Era proprietario di una trentina di case, quando morì, che voleva destinare ad ospizi. Come si era procurato tanta disponibilità economica, da suscitare anche parecchie invidie e gelosie? 

Le ipotesi, come al solito, quando si tratta di 'trovare' soluzioni alle questioni che non si possono comprendere, sono svariate: -dal suo lavoro ufficiale di scrivano e giurista all'università di Parigi; - dalla gestione 'sottobanco' dei beni degli ebrei espulsi dal regno; - dalla sistemazione di questioni legali relative alla fortuna personale di sua moglie; - dall'usura;-da speculazione immobiliare sotto copertura di pie fondazioni, poiché la lottizzazione di immobili era particolarmente proficua in periodo di crescita urbana.
Le ipotesi peggiori si devono probabilmente ai suoi detrattori poichè, come è risaputo, egli viene ricordato per la sua magnanimità e grande umanità verso il prossimo(istituì molti ospedali, restaurò case di cura e chiese). 

Dicono che andasse spesso a passeggiare nel cimitero degli Innocenti, vicino alla sua casa, pensando che ad essi 'facesse piacere'. Sapeva che i morti che vi riposavano sarebbero tornati,    quando la loro ora fosse giunta, in forme differenti per perfezionare se stessi e morire ancora. Fece realizzare un bassorilievo da collocarvi; era sempre stato attratto da quel luogo. Secondo molti, nei suoi simboli vi era il segreto della Pietra Filosofale. Per questo, dopo la sua morte, parecchi approfittatori cercarono con false identità di penetrare nella sua casa, asportarono suppellettili, bassorilievi, sondando da cima a fondo i luoghi dove aveva soggiornato. Perfino il cimitero!

Pernelle morì nel 1397, lasciandolo solo e sconsolato. Flamel si trasferì allora nella casa di Rue de Montmorency

Secondo alcuni, Flamel morì nel 1419, ad 89 anni di età; qualcun altro si spinge a 106 anni. Altri ancora, sulla scia della leggenda, affermano che non è mai morto, acquisendo il rango di Adepto Immortale. Nel corso dei secoli, lui e la moglie furono visti diverse volte! C'è anche chi sostiene che egli non sia altri che Fulcanelli. Il fatto che nelle loro tombe, come si racconta, non siano stati ritrovati i corpi, ha fatto aumentare la suggestione. 

La morte di Flamel e la sua tomba

Per accedere al suo Testamento, in francese, clicca qui. Esso era inizialmente scritto in un codice crittografico formato di 96 lettere, decifrato nel 1758.Contiene indicazioni ermetiche per gli iniziati alla Scienza di Hermes.

 Flamel trascorse gli ultimi giorni della sua vita scrivendo libri di alchimia, interessandosi non di meno ai suoi affari e predisponendo la sua inumazione, che doveva avvenire in fondo alla navata di Saint Jacques la Boucherie, come infatti fu La chiesa venne in seguito abbattuta, durante la Rivoluzione, restando solamente un recinto e fu usata come deposito di munizioni ; tutte le opere d'arte scomparvero, così la tomba di Flamel non fu salvata(era stata già  depredata a suo tempo dai soliti avventori, credendo vi fossero contenuti mirabili segreti o tesori). Resta però la lapide (coperchio del sarcofago), trovata più tardi da un antiquario: veniva usata come tavola di taglio per un rappresentante di verdura! Pare sia 'conservata al Museo de Cluny di Parigi’.

Fig.1 (galleria fotografica). La scritta dice:"Feu Nicolas Flamel jadis écrivain a laissé à œuvre de cette église certaines rentes et maisons dont il avait fait acquisition et achetées à son vivant pour faire certains service divin et distributions d'argent chacun an par aumônes touchant les Quinze Vingt, l'Hôtel Dieu et autres églises et hospitaux de Paris. Soient priés ici les trépassés.

"Fuoco (luminoso) Nicolas Flamel precedentemente scrivano ha lasciato ad opera di questa chiesa alcune entrate e case di cui aveva fatto acquisizione e comperate al suo diletto per fare certo servizio divino e distribuzioni di denaro ciascun anno per elemosine che toccano i quindici venti(?), l'hotel Dieu ed altre chiese ed ospedali di Parigi." Siano pregati qui i defunti".

Poi vi sono due righe sotto l'uomo disteso (che ha un cartiglio uscente dalla bocca) che dicono a grandi linee che terra siamo e in essa ritorniamo. Queste parole fanno capire come Flamel non avesse intenzione di eludere la morte, considerata come transizione naturale. Flamel -entrato nel mito- fu 'visto' varie volte durante le epoche. Un fatto quantomeno 'inspiegabile' è che nel XVII secolo un archeologo (Paul Lucas) mandato dal re Luigi quattordicesimo in Oriente per effettuare delle ricerche per conto della Francia, testimoniò in un libro, Voyage dans la Turquie, pubblicato nel 1719, di aver avuto notizie di Flamel da un filosofo, appartenente ad un gruppo di Sette Saggi, che periodicamente, ogni 20 anni, si trovavano in un luogo del mondo. In quell'anno si riunivano nella località di Broussa, dove si trovava l'archeologo in missione. Il saggio gli raccontò che loro possedevano la Pietra Filosofale e di conseguenza l'Elisir di Lunga Vita, e che anche Flamel, in Occidente, la possedeva ed era uno dei Saggi. Paul Lucas restò di sasso, apprendendo come quell'uomo potesse conoscere non solo Flamel ma la maniera in cui avesse ricevuto il Libro di Abramo, prima di allora ignorata. Il saggio rivelò che Flamel e Perenelle erano vivi e si trovavano in India.

Il Libro di Abramo 

Chi era Abramo, il protagonista del libro che aprì le porte a Flamel del Grande Segreto della Natura? Forse un personaggio realmente esistito, Abramo l'ebreo (1362-1460). Ma se assecondiamo questa ipotesi, i 'conti' non tornano: come può essere finito nelle mani di Flamel (nel 1357) prima che questo Abramo nascesse? 

La biblioteca di Flamel e i suoi incartamenti preziosi passarono al nipote Perrier, a cui era affezionato e che era interessato agli studi alchemici. Di lui però non si seppe più nulla anche se si può ipotizzare che l'eredità spirituale e il Sapere siano passati di generazione in generazione, sotto un proverbiale silenzio ermetico fino a che un discendente di Flamel, di nome Dubois, volle infrangere le 'regole' e si presentò dinanzi al re Luigi XIII mostrando la propria abilità nel trasformare delle palle di piombo in oro. Il Cardinale Richelieu, come un'aquila assetata, sperò di potergli cavare il segreto ma Dubois non lo conosceva, essendo incapace di decifrare il famoso libro di Abramo. Per cui Richelieu -vedendo che da lui non si poteva ricavare niente-lo fece anche imprigionare a Vincennes e, muovendo accuse forse fasulle o pretestuose, lo fece giustiziare, confiscando in tal modo i suoi beni. Anche la casa di Flamel venne confiscata e la soldataglia mandata da Richelieu la esplorò da cima a fondo. Non venne risparmiata nemmeno la tomba dell'alchimista, che durante una notte venne aperta e il sarcofago rotto.  Fu a seguito di quest’incidente che si diffuse la voce che il sarcofago era stato trovato vuoto e che non aveva mai contenuto il corpo di Flamel.

Si ipotizza che Richelieu abbia trovato il manoscritto, che si fosse fatto costruire un laboratorio alla Chateau di Rueil, e che vi andasse per studiarlo, ma senza risultati, perchè la Sacra Scienza non si svela agli avidi o a chi la affronta senza scrupolo.

Morto Richelieu, nuovamente il libro 'scomparve'. Comunque esso era stato già riprodotto in varie parti. Infatti il libro deve essere stato copiato, perché l’autore del Trésor des Recherches et Antiquités, Gauloises fece un viaggio a Milano, per vederne la copia, che apparteneva al Signore di Cabrieres. In ogni caso, oggi di esso non si ha la copia 'originale', in attesa di finire nelle mani di qualche altro 'Flamel'! Il Testo che più potrebbe avvicinarsi ad esso è il manoscritto Figures Hieroglyphiques d’Abrahm Juif, conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi il quale, pur discostandosi dalla descrizione dell’originale fatta da Flamel, contiene molte immagini indecifrabili.

Qualcuno sostiene che l'intera vicenda del libro sia solo una metafora del percorso iniziatico sperimentato da Flamel.

Fig. 2

  • A proposito dell'interpretazione allegorica del 'libro di Adamo' ritrovato da Flamel e del suo racconto intero, si veda lo studio di Eugene Canseliet, contenuto ne 'Il libro delle Figure geroglifiche' edito dalle Mediterranee, da pagina 19 a pag.50. Canseliet riferisce del fatto che Fulcanelli ebbe a dare un'esauriente spiegazione di tale narrazione, ravvisando nel libro chiuso il simbolo della materia prima 'di cui si valgono gli alchimisti e che essi portano via al momento del distacco', Fulcanelli non esita a identificare con il 'soggetto dei saggi' il libro miniato, acquistato da Flamel per 'la somma di due fiorini'.
  • In tale ottica, anche la figura di Pernelle diviene una sorta di Allegoria. A questo riguardo, Canseliet, sempre nello studio storico del libro di Flamel, dice: "Pernelle! Nome singolare, per il quale adottiamo l'ortografia del breviario, molto vicina a quella degli alchimisti di Fleurs e del testo delle Figure, poichè essa rende il qualificativo dell'antico francese, con quel senso di eternità, di perpetuità, così confacente alla materia. Certo, non arriveremo al punto di pretendere che Flamel abbia personificato, in una compagna fittizia, il soggetto femminile dei suoi lavori segreti, per quanto non si possa escludere dal novero delle possibilità che egli abbia dato alla sua sposa un prenome rievocante il sovrano privilegio del caos primordiale e universale. A questo proposito, richiamiamo l'attenzione degli amanti della Scienza sul fatto che Pernelle, della quale l'abate Villain non riuscì a trovare in alcun sito il nome di famiglia, si maritò 'tre volte'  proprio come la femmina minerale, nella Grande Opera fisica"(Canseliet,op.cit.pag,40).

 

  • Clicca qui per vedere alcune immagini del Libro di Abramo l'Ebreo che Flamel avrebbe decifrato (ma la cui soluzione mantenne ...ermetica!).


Il libro delle figure geroglifiche di Nicolas Flamel (cliccare qui per scaricare il testo nella versione originale francese)

 

Il libro viene attribuito a Nicolas Flamel, anche se, come vedremo, alcuni studi lo postdatano di duecento anni. In esso, vengono spiegate, attraverso iconografie simboliche, le operazioni alchemiche. 

Fig.3. L’immagine riprodotta nel libro di Flamel mostra un Re coronato il quale, con una spada sguainata in mano, da ordine ai suoi soldati di uccidere dei bambini il cui sangue finisce in una tinozza nella quale si bagnano il Sole e la Luna. Sul retro si vedono un uomo e una donna raccolti in preghiera. L’immagine del Mercurio fissato è invece data da un serpente crocefisso".

Fulcanelli insegna che «l’allegoria del massacro degli innocenti, cara a Nicolas Flamel, sintetizza ed esprime la condensazione dello Spirito Universale, il quale forma, non appena si è materializzato, il famoso bagno degli astri, nel quale si devono bagnare il Sole e la Luna per cambiare natura e ringiovanire».

L'allegoria della 'strage degli innocenti' è presente in molti miti antichi.

 Fig. 4. Bassorilievo offerto da Flamel per la chiesa degli Innocenti

In anni recenti, Claude Gagnon nel suo " “Flamel sous investigation” (Editions le Loup de Gouthiers, Quebec, 1994) ha creduto di scoprire che, in realtà il libro, ritenuto del XIV secolo, sia da postdatare al XVII. Il Libro delle figure geroglifiche, redatto da Arnauld de Cabalerie fu infatti scritto da Beroalde de Verville nel 1612(i nomi sono degli anagrammi imperfetti l'un l'altro).

Fig. 5

Questo fatto è ulteriormente sostenuto da una nota curiosa di un bibliotecario di S.Genevieve, del XVIII secolo,  riguardante un tratto perso  chiamato “ Aventures d'Ali el Mosclan surnommé dans ses conquetes Slomnal CalifeParigi 1582. Tradotto dall'Arabo da Rabi el ullae de Deon, questo nome altri non è,secondo Gagnon, che un anagramma  ancora di Beroalde de Verville, mentre Slomnal Calife è un anagramma di Nicolas Flamel. Generalmente ciò è adesso accettato, non si sa quanto completamente, che “le figure Geroglifiche” sia un prodotto del secolo XVII, un lavoro di allegoria alchemica piuttosto che un resoconto storico del secolo 14° di Nicolas Flamel. Il fatto che Beroalde de Verville abbia scritto non sotto il proprio nome anche lavori attaccati alla tradizione di Flamel/Perenelle, suggerisce che egli possa avere avuto più conoscenza dell'Alchimia di quanto si pensasse...

Inoltre, da studi comparativi effettuati tra le varie copie conservate nelle biblioteche, Kjell Lekeby ha trovato un testo latino del "Liber Figurarum Hieroglyphicarum Nicolai Flammelli", conservato  nella biblioteca Massonica a Stoccolma, depositata là dal diciottesimo grado massonico, dall'insegnante privato reale e dall'autore di allegorie esoteriche Carl Gustaf Tessin, testo che presenterebbe delle parole di senso sconosciuto nelle altre riproduzioni originali consultate, per esempio quella reperita da Gagnon nella Biblioteca Apostolica Vaticana. Lekeby ha tradotto la versione latina, che è quasi identica alla versione francese, nello svedese, ed ha pubblicato la sua versione latina in facsimile nella piccola tipografia (casa editrice): Forlag G. Wendelholm, S-640 51 Stjarnhov, Svezia. Lekeby ritiene che questa copia svedese sia da datarsi al XVII secolo e nella sua mente pensa che sia forse l'originale da cui Beroalde de Verville ha tradotto. Mentre quella studiata da Gagnon in Vaticano dovrebbe risalire al XVIII sec..

(Tali considerazioni e scambi di vedute sono consultabili, in inglese, nel sito https://www.levity.com/alchemy/a-archive_oct00.html

Indipendentemente dal fatto che sia stato Flamel a scrivere quel libro oppure no,esso rimane un baluardo per tutti gli studiosi di alchimia e le sue tavole simboliche non sono inferiori a quelle presenti nel Mutus Liber.

I Libri di Flamel in edizione commerciale (tradotte in italiano):

  • Il Libro delle figure geroglifiche (contiene anche 'Il Sommario filosofico' e 'Il desiderio desiderato'), 196 pagg. Edizioni Mediterranee -14.90euro
  • Il Segreto della Polvere di Proiezione - G. Aurach de Argentina- Prezioso Dono di DioIl Giardino delle Ricchezze-Edizioni Mediterranee, formato 21.5 x 27.5- 104 pagg.-20 ill.ni a colori - 33.57 euro 

Opere in francese scaricabili da internet 

  1. Le grand éclaircissement de la pierre philosophale   
  2. Le sommaire philosophique
  3. Le livre des figures hiéroglyphiques  
  4. Le désir désiré  
  5. Le Bréviaire  
  6. Le testament de Flamel  
  7. Le livre des laveures  
     

e il testo

  •  La Vita (la Grande Opera) - di Ermando Danese (Italia Editrice) 

FRANCIA:  BIBLIOTECA NAZIONALE di PARIGI

2078. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 14799 [Supp. Fr. 2518]
232 pages. Paper. 212x165mm. 18th Century.
Le livre des Régimes, ou Fleur de sapience, de Nicolas Flamel, philosophe insigne, copié mot à mot sur son original, qu'il a écrit et relié de sa propre main; à Paris, ce 3 octobre 1743.

2079. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 14800 [Supp. Fr.]
64 folios. Paper. 162x105mm. 17th Century.
Les Remonstrances de nature à l'Alchymiste errant, autheur Jehan de Meung. [In verse]
f44 Petit traicté d'alchimie, intitulé: Le Sommaire philosophique de Nicolas Flamel. [In v erse]

2096. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 19074 [Saint-Germain français 1645]
143 folios. Paper. 272x188mm. 17th Century.
[Alchemical collection in verse and prose. Tracts and poems by Raymond Lully, Jean de la Fontaine, Nicolas Flamel, Jean de Meung, and Christofle de Gamon.]

2097. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 19075 [Saint-Germain, Résidu 48.]
116 folios. Paper. 335x222mm. 17th-18th Century.
[Alchemical collection; tracts of Nicolas Flamel, Bernard le Trevisan, and Zacaire.]
3. f18 Le livre de Nicolas Flamel, contenent l'esplication des figures hiéroglifiques qu'il a fait mettre au cimetière des SS. Innocens, à Paris.

2105. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 19962 [Saint-Germain français 1637]
52 folios. Paper. 260x170mm. 17th Century.
Livre de la vraye praticque de la noble science d'alkymye, appellé le Livre des laveures, composé par ung autheur incertain.
[The title is scored out] :'que l'on dit estre de Me Arnauld de Villeneufve.'
[The same text under the name Nicolas Flamel is in the following MS. 19963.]

2106. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 19963 [Saint-Germain français 1942]
190 folios. Paper. 225x165mm. 17th Century.
La vraye practique de la noble science d'alkymie par Nicolas Flamel.
[On the cover, is another title, borrowed in the beginning from the work 'Le désiré de Nicolas Flamel'. Cf, MS. français 19978.]

2121. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 19978 [Saint-Germain français 1960]
67 folios. Parchment. 150x110mm. 15th Century.
La vraie pratique de la noble science d'alkimie.
[Begins]: 'Le desir desiré et le prix que nul ne peut priser '
[Ends]: ' et le tresor de tous les philosophes'.
[Followed on f66v by a falsefied signature of a later hand: 'Se present livre est et appartient à Nicolas Flamel de la paroisse St Jacques de la Boucherie, lequel il l'a escript et relié de propre main.'
Cf. other copies of this work in MS. 19962 and 19963.]

2134. Paris, Bibliothèque Nationale MS. Français 25320 [Oratoire 260]
76 folios. Paper. 175x120mm. 17th Century.
Elixir de vie.
[Recipes and alchemical formulae for making the water of paradise, the elixir of Raymond Lully, the arcana of Flamel.]

FRANCIA- BIBLIOTECA DELL'ARSENALE (Parigi)

2265. Paris, Bibliothèque de l'Arsenal MS. 6577 (173 bis. S.A.F.)
32 folios. Paper. 238x195mm. 18th Century.
La clef de la grande science sur l'ouvrage philosophique inconnu jusques à présent.
[Illustrated with coloured figures. N. Flamel, D. Molinier, etc.]

2223. Paris, Bibliothèque de l'Arsenal MS. 2518 (172 S.A.F.)
88 folios. Paper. 253x180mm. 17th Century.

4. f19 Le grand apertorial de la philosophie chimique, attribué à Christophorus Parisiensis, extraict du livre à monsr de Mayerne par moy Isac Le Sueur, anno Domini 1632. [This work was published in Paris in 1628 under the title 'Le grand esclaircisement de la pierre philosophale', and attributed to Nicolas Flamel.]

2264. Paris, Bibliothèque de l'Arsenal MS. 3047 (153 S.A.F.)
11 + A folios. Paper. 365x225mm. 17th Century.
f Av 'les 7 figures enluminées de ce volume sont les fameuses figures que Nicolas Flamel trouva dans un livre dont l'auteur étoit Abraham juif.'
[Illustrated with seven painted figures. Following which are 4 engravings.]

ALTRE BIBLIOTECHE FRANCESI :

2271. Paris, Bibliothèque Mazarine MS. 3680 (2678).
Paper. 245x176mm. 17th Century.
1. Hermetis septem capitula aurea.
2. Geber.
3. Avicenna.
4. Morienus.
5. Calid secreta alchimiae.
6. Artephius.
7. Nicolas Flamel. Sommaire philosophique. [In verse.]

2272. Paris, Bibliothèque Mazarine MS. 3681 (2679).
87 + 92 folios. Paper. 246x172mm. 16th and 17th Centuries.
14. f1v-20 Le grant esclarissement de la pierre philosophal pour la transmutation de tous metaux. Premier Cap. A. [Nicolas Flamel, Le grand esclairissement... Paris, 1628.]

2333. Bourges MS. 335 (276)
538 folios. in 2 col. Parchment. 406x286 mm. Bound in Parchment. 15th Century.
Joannis Balbi Januensis Catholicon.
Incomplet du commencement: '...beat mihi. De nichilum dico... - ... in secula seculorum. Amen. Explicit liber Catholicon.'
Au fol. 1, de la main de Nicholas Flamel, on lit : 'C'est le grand Catholicum, escript de lettre de forme, lequel est à Jehan, filz de roy de France, duc de Berry, d'Auvergne, conte de Poitou, d'Estampes, de Bouloingne et d'Auvergne - N. Flamel.'
(Saint-Chapelle de Bourges.)

2345. Caen MS. 154 (439.-In-4° 61).
195 pages. Paper. 250x200mm. Bound in calf. 18th Century. 
'La Métallique transformation, contenant trois anciens traitez en rithme françois, à scavoir: La fontaine des amoureux de science, autheur de la Fontaine. Les remontrances de nature à l'alchymiste errant, avec la response dudit alchimiste, par J. de Mung, ensemble un traitté de son roman de la Rose, concernant ledit art. Le sommaire de Nicolas Flamel. Minières auraires

2360. Grenoble MS. 817 [Ancien fonds.]
185 pages. Paper. 188x143mm. Bound in parchment. 17th Century.
'Trois traites de la philosophie naturelle: Le secret livre du très-ancien philosophe Artephius traitant de l'art occulte et transmutation métallique, plus la figure hiéroglyphique de Nicholas Flamel... ensemble le vray livre du docte Synesius, abbé grec, le tou traduit par P. Arnauld, sier de la Chevallerie, Poictevin. Paris, chez G. Marette, 1612'. Copy of book published at Paris in 1612.

2366. Grenoble MS. 824 [Ex libris A. Blanc - nouv. acq.]
In two volumes 304 pages and 303 pages. Paper. 164x92 mm. 18th Century.
Tome I. 
5. p155 'Le livre de Nicolas Flamel, contenant l'explicatipon des figures qu'il a fait mettre au cimetière des SS. Innocens, à Paris, à la suite duquel les figures du juif Abraham sont jointes. [Illustrated with 12 coloured figures].

2426. Rouen MS. 1002 (I.67)
219 pages. Paper. 178x138mm. Bound in Parchment. 18th Century.
(Ex libris G. Barré - Ancien no I.67.)
3. p189 'Extraict succinct de l'oeuvre physico-chimique de Nicolas Flamel, écrivain habitant de Paris en 1399.'

 

ITALIA-  BIBLIOTECHE VARIE


2679. Roma, Biblioteca dell'Accademia dei Lincei. MS. Verginelli-Rota 28.
18th Century.
[Three ancient tracts concerning the transmutation of metals in French verse.]
1. Jean de a Fontaine. La Fontaine des amoureux de science.
2. Jean de Meung. Les remonstrances de nature à l'alchymiste errant, etc.
3. Nicholas Flamel. Petit traicté de alchymie intitulé le sommaire philosophique.
[p120 Text in French verse, excluding 'Il Testament attribue a Arnaud de Ville Neuve' [Villa Nova.]]

2680. Roma, Biblioteca dell'Accademia dei Lincei. MS. Verginelli-Rota 29.
18th Century.
2. Philosophia natural de tres Antiguos Filosofos Nomados Arteophio, Flamel, y Synesio, que trata de Arte occulto, y de la trasmutacion de los Metales [Traduzione dallo Spagnolo al Francese di Pierre Arnaud.]


2567. Firenze, Biblioteca Nazionale MS. Palat. 1165 [1071a - 21,5.]
163 folios. Paper. Various formats. 17th Century.
6. f87-90 Nicholas Flamel, Summarium philosophicum.

2653. Venezia, Biblioteca Marciana MS. Italian IV. 187 [Gesuati 47. 5428.]
Paper. Duodecimo. 17th Century.
Niccolo Flammello [Flamel]. Spiegazione delle figure hieroglifiche da lui poste del Cimitero degl'Inocente in Parigi.

CITTA' DEL VATICANO:BIBLIOTECA VATICANA

Vatican Library
Bibliotheca Apostolica Vaticana
MS. Bybl. Rossiano 903 (XI, 56).
17th Century [1617.] 70 folios. Paper with 17 folios of parchment. 235x184mm.
1. f1-29v Theophilus Schweighardt, Sophiae Speculum [in German.]
2. f30-70 Nicolaeus Flamellus. Liber figurarum hieroglyphicarum [in Latin.]
[17 parchment folios with illustrations.]

 

 

Galleria foto: Nicolas Flamel