Chiese rurali a Carnac

                                                               l'inestirpabile radice

                                                                     (Marisa Uberti)

 

E’ frequente trovare chiese cristiane costruite vicino ad antichi dolmen e tumuli sepolcrali, se non addirittura sopra di essi, come nel caso del Tumulo di Saint Michel. Le chiese che vediamo oggi sono le ultime in ordine di tempo, poiché si tratta di riedificazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli. Come abbiamo già detto in precedente sezione, il cristianesimo faticò ad estirpare i culti autoctoni legati alla natura, alle pietre, all’acqua, ai boschi. Cercò di imporre divieti, scomuniche, con lo spauracchio dei roghi e dove non riuscì a spuntarla, fece propri, sincretizzandoli, culti e tradizioni precedenti. Dovette poi sbrigarsela anche con gli scismi e la religione Protestante, che in queste zone si diffuse più che in Italia.

Nel territorio di Carnac abbiamo potuto visitare, oltre alla chiesa parrocchiale di Saint Cornely, un paio di chiesette rurali che sorgono accanto a dei dolmen: la Cappella di Santa Maria Maddalena e quella di Kergroix, entrambe erette nei pressi di dolmen.

 

  • La Cappella de La Madeleine sorge a nord degli allineamenti, a circa due chilometri dal sito di Kerlescan. Esattamente la località è “Village de Kergueavec”[1]. E’ immersa in un paesaggio molto suggestivo ed ameno, anche se fu scelto dai remoti “megalitici” come luogo di sepoltura, visto che vi si trovano due dolmen a poca distanza l’uno dall’altro (la chiesa viene a trovarsi praticamente interposta ai due): il dolmen de La Madeleine e il dolmen er-Roc’h-Feutet. La Cappella nacque come lebbrosario, anche per la posizione isolata in mezzo al verde, per il trattamento di pazienti  che nel Medioevo facevano ritorno dalle Crociate in Terra Santa. Si può supporre che vi abbiano avuto lo zampino anche i Cavalieri Templari. Fu costruita in onore di Maria Maddalena, patrona dei lebbrosi o Cacous.  Nel XVII secolo la cappella era ben nota; il 27 gennaio 1800 vi fu sepolto il rettore Renè Le Baron, vittima dei rivoluzionari.  Abbandonata, la cappella versò in rovina per diverso tempo fin quando un’associazione decise di raccogliere i fondi necessari per risollevarla dall’oblio. L’edificio attuale è una ricostruzione del 1976 (venne benedetta nel 1982) e al contempo venne valorizzato il sito archeologico in cui si trova.  La sua funzione celebrativa è garantita per gli abitanti del quartiere ed è aperta ai visitatori il giovedì dalle 16 alle 19.  Qui si svolge la cerimonia conosciuta come “pardon” (“perdono”), che si svolge in Luglio e richiama un migliaio di fedeli. Si tratta di una festa che si svolge anche altrove (famosa quella che si svolge proprio a Carnac, all’esterno della chiesa parrocchiale di Saint Cornely, con un rito definito da molti “druidico”). La festa prevede un rito religioso al mattino all’aperto e a seguire canti, danze, giochi, il “cerchio celtico di Ploemel”, e assaggi di dolci bretoni (buonissimi!). Sulla sinistra, guardando la facciata della chiesa, si scorge il dolmen che prende lo stesso nome (dolmen de La Madeleine) e fa parte di questo sito storico. Sulla chiave di volta del portale d’ingresso si legge la data del 1866 e, più sopra, in una nicchia c’è una statua (di discutibile fattura) che dovrebbe ritratte la santa titolare con un devoto ma la questione non l’abbiamo risolta. Lateralmente c’è un altro ingresso e sul prato emerge (quasi semi-interrata) una fontana, che richiama il collegamento tra l’antico culto delle acque e il femminino, impersonificato da Maddalena. L’acqua di questa fontana è nota per curare le malattie della pelle e la febbre. Nella parte absidale, si trova un bell’altare all’aperto, per la celebrazione della tradizionale festa luglina: sopra l’altare in pietra si trova una croce di matrice “celtica”. Il campanile segue lo stile delle chiese locali, essendo impostato centralmente come proseguimento della facciata. L’edificio è inserito nella lista dei monumenti del “Petit Patrimoine”, con il numero 56034_7.

Ci sono oltre 40 luoghi nel Morbihan chiamati "La Madeleine" e nessuno di essi ha archivi (non è strano?).

 

  • La Cappella di Kergroix è stata ricostruita nel 1951, su una precedente del 1500. E’ dedicata a Saint Guenhaël, al quale è dedicata anche una fontana situata nei pressi. Questo santo, da noi sconosciuto in Italia, è un santo bretone vissuto nel VI sec. d.C[2]. L’edificio sorge in mezzo ad un villaggio; un dolmen e un menhir (detti di Kergo) si trovano a meno di un chilometro di distanza. Progettata su una semplice pianta rettangolare, la Cappella presenta una facciata senza aperture, che si prolunga nel consueto campani letto. La luce entra soltanto dalle pareti laterali. Sul davanti si apre un piccolo sagrato e tutt’intorno è prato. Dietro la chiesa abbiamo individuato dei piccoli menhirs, forse utilizzati ancora come pietre sacre. All’esterno della chiesa si svolge la cerimonia del “pardon de Notre-Dame-de-la-Croix” in settembre. Anche questa festa, come abbiamo visto parlando della chiesa della Maddalena, è molto sentita e attira migliaia di fedeli. In detta occasione si benedicono l’acqua e il fuoco, poi si celebra la Messa e si prosegue con tradizionali canti, balli, giochi, buffet di prodotti tipici bretoni.

 



[1] GPS: N 47 ° 61904/04928 E -3 °

[2i] Scritto anche Gwenhael, Guénaël, Guénault, Guinal, Gwendal Guennal, Guenaud o Guénhaël. Si veda una biografia qui

 

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