Tumuli funerari a Carnac

                                                               (Marisa Uberti)

 

Dopo aver conosciuto meglio la città di Carnac con le sue leggende, il Museo della Preistoria e gli strabilianti allineamenti di menhir, diamoci alla visita di alcuni tumuli funerari, dove vennero sepolti alcuni personaggi di rango che appartenevano alla cultura megalitica che qui visse molti millenni prima della nostra Era. 

Questi arcaici  edifici a uso funerario si trovano in un’area limitata attorno all Golfo di Morbihan. Possono avere forme diverse, pur mantenendo sostanzialmente la stessa struttura: un ingresso, un corridoio coperto, la camera sepolcrale, il tutto ricoperto da una collina artificiale. A seconda delle dimensioni, possono presentare più camere e una forma più o meno allungata. Alcuni sono costituiti da enormi pietre, anche abilmente lavorate, tanto da lasciare stupiti (come il Tumulo sull’isoletta di Gavrinis).

 

 

                             Le straordinarie ed enigmatiche lastre che costituiscono il tumulo di Gavrinis

 

Il più colossale è il “Tumuls Saint-Michel” a Carnac; di forma allungata sono: La Manè Lud (a Locmariaquer), Le Moustoir (a Carnac). Di forma circolare sono i tumuli di Mané er-Hroeck (Locmariaquer) e Tumiac (Arzon), che hanno una circonferenza di circa 200 m. Il più antico è considerato quello di Kercado (a Carnac), risalente al 4.500-4.800 a.C., che sarebbe stato il “modello” per gli altri tumuli funerari dell’area.

Questi monumenti hanno catturato l’interesse dei ricercatori all’inizio del XIX secolo, e hanno restituito innumerevoli corredi funerari, un’impressionante mole di materiale archeologico. Alcuni tumuli non sono stati completamente investigati ma dagli scavi di Z. Le Rouzic (1906-1908) è emerso che possedevano una muraglia di sostegno (contenimento) all’estremità Est e Ovest. La cosa importante da sapere è che, dopo aver deposto il defunto nella camera terminale, essa veniva ricoperta dalla montagnola artificiale; i vivi non potevano avere più contatto diretto con il morto, come avveniva per i dolmen a corridoio. La tomba centrale veniva circondata da un cerchio di pietre e talvolta ossa di animali (bovidi).

Il terreno dell’Armorica[1] , essendo acido, ha conservato limitatamente i resti ossei umani. Da questo materiale si è potuto osservare come vi sia stata un’evoluzione scheletrica, dapprima più gracile e poi più robusta, indice che era variata la nutrizione in senso migliorativo.

 

  • Il colossale tumulo funerario di Mont Saint-Michel (Tumulus St.-Michel) v. foto nella galleria a fine articolo

 

Si trova a Carnac, in linea d’aria poco distante dagli Allineamenti più antichi, quelli di Ménec, ai quali è probabilmente collegato dalla medesima matrice architettonica (cioè fu eretto dai costruttori dei megaliti stessi), ma ancor più vicino alla piazza centrale, dove si trovano il Municipio, la Posta, il Museo della Preistoria. E’ un tumulo su cui fu costruita, sulla sommità, una chiesa cristiana dedicata a San Michele, che nelle forme attuali è una ricostruzione del 1926 ma è l’eredità di tutta una successione di edifici religiosi che si sono sovrapposti nei secoli.  Il cristianesimo cercava, così, di estirpare gli antichi siti pagani che continuavano a rappresentare una sorta di fascino sulla popolazione. Come i numerosi siti d’altura, il “Tumuls St. Michel” è infatti stato oggetto di credenze diverse e di un culto ininterrotto dal Neolitico.

La struttura si distingue per le sue proporzioni colossali e la ricchezza del materiale funerario trovato nella camera funeraria centrale. Si presenta come una collina artificiale di 125 m di lunghezza, 58 di larghezza e 10 di altezza. E’ visibile a diversi chilometri di distanza.

Il Tumulo fu investigato con due campagne di scavo: la prima venne eseguita tra il 1862-’64 dalla Societé Polymathique de Morbihan, la seconda tra il 1906-1908 da Zaccaria Le Rouzic. Quest’ultimo scoprì delle camere satelliti e un dolmen a corridoio a est del tumulo.

Questi scavi dimostrarono che il tumulo ricopriva la sepoltura di un personaggio di alto rango (un re- sacerdote?). Fu infatti rinvenuto un corredo eccezionale, con 39 asce e parure di pietre lucidate (36 perle) di provenienza alpina e iberica.

Nel V millennio a.C., una simile collezione di “distintivi di potere” è equiparabile solo in equivalenti delle tombe del Mar Nero.

Chi era sepolto, dunque? Per confronto, è utile sapere che nel tumulo di Mané er Hroeck (Locmariaquer) sono state ritrovate 106 asce, 49 perle e ciondoli e 1 anello di serpentino, a Tumiac il tumulo conteneva 30 asce e 249 perle. Tutto ciò fa pensare che chi vi fu sepolto doveva rivestire grande prestigio nella comunità, forse un capo-tribù o un sacerdote-sciamano.

Il primo campionamento al Radiocarbonio ha fornito un’epoca strabiliante: Il VII millennio a.C. Alcuni ricercatori ritengono che questa data si riferisca al legno fossile che fu usato come piano (base) e dunque più antico dell’effettivo tumulo ma le recenti scoperte fatte attorno al Tumulo di St. Michel hanno portato a considerare che il sito fosse abitato almeno dall’inizio del VII millennio a.C., ben prima la costruzione del tumulo stesso. Il secondo campionamento ha fornito una datazione del 5.000 a.C., risultato corrispondente alla comparsa del megalitismo. Il terzo campionamento ha restituito una datazione al  periodo del IV millennio a.C. Questi campionamenti sono dunque probabilmente imprecisi perché contaminati, e la conclusione ufficialmente attendibile è che collina artificiale risalga alla metà del V millennio a.C.

Il Tumulo di St. Michel è stato inserito tra i Monumenti Storici di Francia nel 1889. Al momento della nostra visita (agosto 2014) il tumulo era chiuso al pubblico perché il Centro dei Monumenti Nazionali ha limitato l’accesso al sito per questioni di sicurezza, chiudendolo alle visite. Il tumulo sembra che sia, infatti, instabile e dalla fine del 2013 sono cominciati dei lavori di rinforzo delle pareti e dei pavimenti e successivamente verranno consolidate le altre parti per garantirne la riapertura. Le gallerie satelliti, tuttavia, ora rinforzate con pietre, sono interdette al pubblico dal 1997.

La struttura è così composta: una rampa di accesso alla piattaforma, una pietra miliare situata accanto; lungo il pendio vi sono delle vestigia medievali e l’ingresso sud alle gallerie; sulla sommità c’è la chiesa di St.Michel, più in basso un Calvario, dietro la chiesa c’è una scalinata intagliata nella roccia (scala orientale), vicino ad essa c’è l’entrata (Est) ad una galleria (la mappa che abbiamo messa nella Galleria fotografica, a fine articolo, aiuterà nell'individuazione). Rincresce molto non poter salire e fare un sopralluogo!

Un gioiello che dona curiosità e una sensazione unica, non perdetelo se andrete a Carnac!

 

  • Il Tumulo di Kercado (vedi nostro video, dal minuto 16 inizia la visita specifica del tumulo)

 

E' situato nel complesso degli Allineamenti megalitici di Carnac. Stando lungo la D196 che  li costeggia, al termine del gruppo di Le Manio, a sinistra si imbocca un lungo viale alberato (indicazioni adeguate per raggiungerlo), sia a piedi che in automobile, che però si deve poi lasciare per proseguire un tratto necessariamente a piedi nella foresta. L'ingresso costa 1 euro e vale veramente la pena fare questa deviazione, quando si è in visita agli allineamenti.

 

  • Il Dolmen/tumulo di Mané-Kerioned (v. foto nella galleria a fine articolo)

 

Lo inseriamo tra i tumuli che abbiamo visitato anche se, in realtà, è considerato un dolmen appartenente ad un gruppo di tre monumenti situati nella foresta, ma facilmente raggiungibili perché situati al limitare dell’attuale D768. il più interessante è il primo, che sulle prime non si vede, essendo completamente interrato; infatti spunta soltanto la lastra di copertura e solo “sapendolo” si trova la scala che scende nella camera funeraria, preceduta da un corridoio. La particolarità è che la camera funeraria reca numerosi simboli incisi sui grandi menhirs di supporto (asce, spirali, scudi ed elementi poco decifrabili), per distinguere i quali è necessaria una torcia (che dovete assolutamente portare con voi), data l’estrema oscurità in cui è immersa, non essendo arrivata l’illuminazione artificiale (come invece avvenuto nel tumulo di Kercado). Il gruppo dei tre dolmens è davvero interessante: i due laterali sono aperti a Sud mentre il terzo, che sta in mezzo agli altri due ed è perpendicolare ad essi, appare come una costruzione più antica, precedente (dicono gli esperti). Questi monumenti sono un esempio dell’evoluzione del passaggio dai tumuli alle tombe a corridoio: la separazione del passaggio e una camera di sepoltura è meno evidente. La datazione oscilla intorno al 3.500 a.C.

Delle piccole pietre, piccoli menhirs, si trovano isolati ma probabilmente facevano parte del sito sacro.

Osservando i due dolmen all’aperto, si nota la stazza delle pietre che li compongono, specie quello più esterno: sembrano "impossibili" da issare pesi così enormi! E anche i menhirs nel tumulo, là sotto terra, non scherzano. Come hanno potuto, delle civiltà immerse in quella che per gli archeologi è "preistoria", realizzare opere simili? E sistematicamente, come fosse normalissima prassi, per loro. Tanto più che opere megalitiche si rintracciano in ogni angolo del nostro pianeta. Cavare, sbozzare, trasportare, issare megaliti (menhir, dolmen, tumuli, allineamenti chilometrici...) ha rappresentato un'operazione indispensabile, per una civiltà ancora avvolta nel mistero, e che nel mistero è scomparsa.

Filtrano i raggi del sole che annunciano un bellissimo tramonto, forse quello che vedevano anche coloro che abitavano qui millenni fa e che scelsero questo luogo per addormentarsi, fondendosi con l'eternità dell'Universo.

 

 


[1] Armorica o Aremorica è il nome che nell'antichità era dato all'odierna Bretagna e ai territori compresi tra la Senna e la Loira

 

Galleria foto: Tumulo di St. Michel

Galleria foto: Tumulo di Mane-Kerioned

Galleria foto: Dolmen di Mane-Kerioned

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