Il castello rinascimentale di Giulio II a Ostia Antica

(a cura di Marisa Uberti)
 
(Fa parte dello Speciale Ostia Antica e dintorni - 07/09/2022)
 
E' stato una sorpresa e consigliamo vivamente di non perdere l'occasione di visitarlo, se siete a Ostia antica per un tour negli scavi archeologici. Il maniero si trova proprio davanti all'ingresso del Parco Archeologico, e lo si vede in tutta la sua possanza. Entrando nel piccolo borgo rinascimentale, sorto su quello medievale, si capisce immediatamente l'importanza dominante che rivestiva, fin dalla sua fondazione. Esso ingloba una torre cilindrica eretta al tempo del pontificato di Martino V (1417-1431), nato Oddone Colonna nel 1369, e venne ingrandito dotandolo di un appartamento papale da Giulio II (prima vescovo di Ostia come Giuliano della Rovere e poi papa, dal 1503). Nel video che abbiamo preparato si è cercato di dare un quadro delle vicende principali che hanno coinvolto il castello, sorto in posizione strategica in prossimità della foce del Tevere per controllare i traffici commerciali, le saline e i nemici. Sede di dogana, cominciò a declinare con l'assedio del duca d'Alba, durante la guerra tra Spagna e Francia (1556) e soprattutto in seguito allo spostamento dell'alveo del fiume causato da una disastrosa alluvione (1557). Pochi anni dopo la dogana fu spostata a Tor Boacciana e lentamente il maniero, perdendo le sue funzioni più importanti, cadde in rovina, complice anche l'area paludosa che rese l'aria malsana e il borgo spopolato. Fu adibito a fienile e, dal 1840, a carcere (cosa che era già iniziata nel 1810). Qui le antiche sale papali e le camere da sparo, i depositi, ecc. furono adeguati per accogliere i galeotti che provenivano in gran numero dalle carceri pontificie di Civitavecchia per essere impiegati negli scavi di Ostia antica. Chiaramente non avevano alcuna nozione di come si potesse eseguire uno scavo archeologico e a quel tempo si pensava più a ritrovare tesori che altro! Pene severe erano riservate per coloro che facevano i furbi, rubando eventuali reperti preziosi, o a chi tentava la fuga. Nel castello, in cui erano ospitate anche le guardie, sono rimasti in gran numero i graffiti che i carcerati hanno lasciato, soprattutto nelle stanze di punizione dove venivano segregati. Croci, segni di conteggio, imbarcazioni, nomi e date, ma anche giochi come il filetto e l'Alquerque...
La situazione perdurò fino al 1870 (Unità d'Italia), in seguito l'impiego dei galeotti per gli scavi divenne sporadico. Il Castello divenne quindi un posto ideale per conservare i reperti che venivano scoperti tra le vestigia di Ostia e infatti fu qui installato il Museo Ostiense, per un periodo.
Dopo grandi lavori di restauro che hanno previsto l'abbattimento di alcune strutture e il rifacimento di altre, il maniero dal 2016 fa parte del circuito del Parco Archeologico di Ostia Antica; si può visitare il sabato e la domenica senza prenotazione, per gruppi di 12 persone max. L'ingresso è gratuito ma il percorso è limitato allo scalone monumentale affrescato con scene mitologiche particolari (un vero gioiello), ad alcune stanze del primo e secondo piano (dov'è allestita la collezione di ceramiche tardo medievali e rinascimentali, che testimonia il diverso tipo di stoviglie che venivano usate dai papi, dai soldati e dalla servitù), oltre ai grandi camminamenti di ronda, da cui si gode un panorama sul borgo. Il castello cela prigioni, pozzi, il bagno papale, e altre sezioni che- perlomeno attualmente- non sono compresi nel giro di visita. Dall'esterno si possono notare un gran numero di stemmi papali: sono ben sedici! Alcuni si ripetono ma furono parecchi i pontefici che posero mano al maniero e lasciarono il loro blasone a testimonianza (dal XV al XIX secolo). Vi è anche lo stemma di un Gesualdo, che non era papa ma cardinale: si tratta di Alfonso Gesualdo (1540-1603), che fu cardinale e vescovo di Ostia e Velletri dal 1591 alla morte. Insomma, anche stando all'esterno del castello non ci si annoierà di certo...
A pochi passi si trova la Cattedrale di Santa Aurea e, appena dietro, l'Episcopio (o Palazzo Vescovile) con il Salone Riario che è assolutamente da vedere (v. nostro video).